Apple iPhone e TIM

Martedì, 20 Novembre 2007

In attesa di notizie ufficiali riguardo chi (e se) distribuirà l’iPhone in Italia, ho scoperto una cosa interessante. All’interno delle stringhe di configurazione dell’iPhone, nell’ultima release del firmware (1.1.2) Apple ha già inserito i settaggi per la connessione EDGE di TIM, ovvero l’APN.
E non solo…il famigerato pulsantino voicemail (servizio di AT&T) è diventato ora Segreteria e cliccandolo ci si collega alla segreteria TIM con la suadente voce di “Benvenuto nella tua ibox…”
Imminente annuncio? Beh c’è da scommetterci! Non credo abbiano voluto fare un favore a chi usa l’iPhone USA “scarcerato” o meglio jailbreaked ! :-)

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iPhone e iPod Touch

Sabato, 20 Ottobre 2007

iPhone iPod Touch
Da qualche giorno ho l’occasione di provare il nuovo iPhone. Un gioiello! L’interfaccia è qualcosa di entusiasmante…presente il film Minority Report, ecco siamo a quei livelli :-) Tanto di cappello a chi ha progettato l’interfaccia. Le funzionalità iPod sono identiche al nuovo iPod Touch. Sono inoltre presenti le applicazioni Mail, Maps, Notes, Borsa e e Meteo. Queste ultime sono comunque installabili anche sull’iPod Touch…facendo qualche “giro” in rete :-) . Semplice, essenziale, ma non manca nulla nella modalità telefono. Non ci si deve aspettare una valanga di inutili menu di impostazioni alla Nokia o Motorola, ma c’è tutto quello che serve per telefonare, gestione rubrica, sms, etc. E’ un prodotto che però ama la rete (giustamente). Va tutto bene fino a che siamo sotto copertura WiFi (possibilmente flat) poi lui attinge alla rete EDGE per quasi tutte le applicazioni. Ottima la ricezione GSM, sono riuscito a telefonare anche dai garage dove normalmente fatica anche il mio bravo Nokia E65.
iphoneBrava Apple anche se come al solito è discutibile la scelta di venderlo solo in abbinamento ad un gestore e purtroppo al momento nessun “matrimonio” in vista con qualche gestore italiano. Fortuna che le “vie della rete” sono infinite :-)

Fotoquadro da 40 pollici con AppleTV

Domenica, 29 Luglio 2007

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Più di un anno fa scrivevo entusiasticamente sul mio blog del Photodisplay Philips come ottima soluzione per guardare le foto. Ma è pur sempre una soluzione da soli 7″.
Qualche mese fa Apple ha introdotto sul mercato AppleTV, in pratica una “specie” di ipod da collegare al TV (LCD o PLASMA) che autonomamente si sincronizza con il proprio Mac wireless, copiandosi musica, foto e filmati, insomma un media center. Subito mi è balzata l’idea di usarla per poter visualizzare le mie, non poche, foto su un bel schermo da parete. Acquistata la AppleTv rimaneva il problema della scelta dello schermo. E qui è iniziato un tunnel durato mesi ! LCD o Plasma? HD o FullHD? Contrasto, Hz, velocità di risposta, ecc. ecc.
Premetto che non ero alla ricerca di un sostituto al mio ottimo tubo catodico 16:9 100Hz, che rimane pur sempre il mezzo migliore per guardare la TV tradizionale. Cercavo fondamentalmente un pannello dignitosamente economico e di buona qualità per visualizzare le foto con AppleTV.
Leggendo sui vari siti, forum, ecc. ecc. alla ricerca della soluzione migliore, mi sono imbattuto in tutto e nel contrario di tutto. Disarmante andare poi nei negozi per cercare di capire le differenze. Nella maggior parte dei posti dove sono stato, usavano segnali video di infima qualità, per non parlare della scarsa preparazione tecnica dei commessi! Che poi non vengano a parlarmi che in negozio la merce costa di più rispetto ad Internet perchè c’è un servizio !! Vabbè lasciamo perdere questo triste aspetto.
Per me era importante trovare un TV da almeno 40″, non FullHD (AppleTV supporta nativamente solo HD 720p), con un design pulito ed essenziale e con un prezzo non impegnativo. Dato che non ci devo guardare la TV poco mi importava di audio, funzioni, ddt e altre amenità.
Alla fine ho comunque fatto una scelta da “non ce la faccio più” optando per un Sony 40″ LCD in offerta in quanto uscito di produzione.
Beh verdetto finale: sono entusiasta! E’ spettacolare poter guardare le foto in questa maniera!
E non solo le foto! AppleTV permette anche la gestione dei film e di tutta la libreria di Itunes. Un vero media hub. Ovviamente per ascoltare la musica ho collegato l’uscita audio di AppleTv all’impianto HIFI, vero difatti che l’audio degli schermi piatti è pessimo e plasticoso!
Beh ora sono soddisfatto, almeno per il momento in attesa di una versione FullHD di AppleTv, allora potrò pensare a un 50″ :-)

Come ti aggiusto l’iPod rotto!

Martedì, 17 Luglio 2007

Vostra moglie (o compagna o comunque un qualcuno poco avvezzo alla tecnologia) decide un giorno che vuol farvi un grosso favore e vi pulisce l’iPod…

…CON LO STRACCIO BAGNATO !!!! ARGHHHHHH

Fu così che la ghiera sensibile del povero wPod smise di funzionare !!!!

Incazzato (prima) e deciso a rimediare (dopo) decisi di prendere gli attrezzi e eseguire una “operazione” di chirurgia!! Tanto, rotto per rotto, peggio di così non poteva andare.

Dopo averlo aperto dal retro con un apposito utensile in plastica (meglio però un cacciavitino punta piatta sottile) e averlo completamente smontato scopro che la ghiera in plastica è incollata con una sorta di biadesivo ad un circuito elettronico.

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L’umidità dello straccio bagnato si era insidiata tra i contatti e l’adesivo e impediva il corretto funzionamento della parte elettronica. Rimuovo tutto l’adesivo e pulisco il circuito…funziona nuovamente!!! Per rifissare la ghiera in plastica ho usato un adesivo di quelli a rullo da ufficio e tutto è tornato come prima…o quasi!
Purtroppo durante l’operazione di apertura del retro (averlo saputo bastava staccare la ghiera subito) il connettore che collega i comandi superiori (cuffie, ext e lock) si era rotto!

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Mi do per spacciato, poi cerco su google il numero di codice del connettore 632-0260-A e scelgo un sito che vende pezzi di ricambio per iPod. Trovo il pezzo rotto e per 10$ più spese di spedizione ordino il tutto.
In 2 settimane il pezzo arriva, lo sostituisco e voilà…il caro buon vecchio iPod 4G torna a funzionare!

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Nel frattempo però avevo acquistato il nuovo iPod 5.5G da 80 Gb. Devo dire che però al vecchio 4G sono molto affezionato, vuoi per la quantità industriale di accessori di cui mi ero mano a mano dotato (e che non funzionano più con i nuovi modelli), vuoi perchè non volevo cambiarlo prima dell’arrivo della nuova generazione di iPod 6G, che visto l’iPhone, si presume saranno full touch screen !

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Adium: uno per tutti ! Instant messaging per mac

Lunedì, 12 Febbraio 2007

logo.pngUso molto i programmi di messaggistica istantanea, ma alcuni contatti (amici o clienti) usano Microsoft Messenger, altri AIM, altri Yahoo Messenger, altri Jabber, altri iChat, ecc. ecc. Per tutti fortunatamente esiste la versione per Mac OSX. Di fatto, però, tenere aperti più programmini rende la messaggistica un inferno !
Per un lungo periodo ho usato iChat e un account Jabber che permette il collegamento ai transport di MSN e Yahoo, limitando così il numero di clients.
Purtroppo è una soluzione “zoppa” in quanto i transport non sono compatibili al 100%.
Qualche settimana fa scopro Adium, un software per Mac OSX che permette la configurazione di numerosissimi client di IM.

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Dopo un periodo di rodaggio posso dire che funziona veramente bene e mi ha risolto il problema dei client multipli.
E’ inoltre altamente personalizzabile e ricco di funzioni comode per la messaggistica istantanea.
L’unico neo, non permette ancora la videochiamata (che comunque uso pochissimo)…ma è solo la versione 1.0… :-)

serviceicons.png

Nuovi tools in Google per Webmaster

Martedì, 14 Novembre 2006

Gli utilissimi (e gratuiti) tools di google per i webmaster, in questi ultimi giorni si sono ampliati.
Sono state aggiunte le statistiche di crawl, ovvero quanto frequentemente google “passa” a leggere le pagine. Google ci tiene a far vedere quanto lavora per noi :-) e contrariamente a quanto si crede, passa abbastanza spesso.
googlestat.jpg
Altra nuova funzione l’Enhanced Image Search (opzionabile), un particolare sistema che permette di “taggare” le immagini presenti nel sito. Visto che il mio sito è composto per il 90% di immagini, la cosa mi ha incuriosito e mi sono domandato come fa un “robot” a interpretare il contenuto delle foto. La risposta è alquanto banale e divertente…provare per credere: Google Image Labeler

Personalmente dei Google Tools trovo molto interessanti i già esistenti Diagnostic Summary che forniscono i dati sullo stato di salute del proprio sito. Molto comoda la funzione Web Crawl errors che fornisce indicazioni anche delle pagine non trovate 404. Grazie a questa lista recentemente ho sistemato una trentina di pagine che non esistevano più, ma che erano ancora indicizzate da google. Dalle statistiche in ottobre ho avuto più di 9000 hits a pagine non trovate! Impostando dei rewrite nell’ .htaccess ho “rediretto” le chiamate alle pagine. Esempio: http://www.walter.bz/immagini/giardini_di_castel_trauttmansdorff/source/18.php. Questa era una pagina rimasta online per pochi giorni, ma che google aveva indicizzato e così ora punta correttamente alla pagina iniziale di quella photogallery.
Un’altra funzione interessante è la query stats, ovvero per quali e quanti parametri di ricerca il proprio sito appare e per quali viene cliccato. Curioso scoprire per quali termini si appare su google. Il reporting non è però molto preciso.
E’ poi possibile linkare una propria sitemap, ovvero un file XML contenente la mappa del sito, in modo da aiutare Googlebot a leggere meglio le pagine del sito. Per generarla utilizzo un plugin di Wordpress (il sw con cui è fatto questo blog): Google sitemaps.
Per vedere tutte le pagine che Google ha indicizzato del mio sito basta digitare: site:www.walter.bz. Ovviamente lo si può fare per qualsiasi sito. Il box di ricerca presente sulla barra di destra esegue una ricerca su google limitata alle pagine del mio sito.

La (poca) sicurezza delle reti wireless

Lunedì, 13 Novembre 2006

Questa sera, mentre mi stavo fumando una sigaretta in balcone (lo so dovrei smettere) e stavo leggendo il corriere sul web con il portatile, il software airport (wifi apple) del mac si è agganciato ad una rete con un segnale più forte. Alla richiesta se volevo collegarmi al network “NETGEAR” (nome di default degli omonimi router) ho detto di si, convinto che mi avrebbe richiesto una password…invece no! Casualmente in un tag del browser avevo ancora aperto una schermata di configurazione di un router Netgear che avevo appena configurato da un’amico, all’indirizzo di default 192.168.0.1- Il browser aveva in memoria le password standard (che dall’amico avevo poi cambiato su un altro computer) e cioè admin e password. Così ho cliccato refresh e sono entrato nel router sconosciuto. Ormai ero preso dalla curiosità e così vado nella lista collegamenti e vedo che oltre il mio “UNKNOWN” c’erano altri due computer, ovviamente collegati con gli indirizzi DHCP standard. Scelgo un indirizzo, lo copio/incollo nella finestra di connessione al server di Mac OSX smb://192.168.0.4 e mi appare la richiesta di nome utente e password per il volume “sharedfolders“…beh a questo punto mi sono detto: ci sarà una password almeno qui! Invece no! Provo con guest/guest e voilà ero dentro il computer dell’imprudente vicino di rete!!!
Il volume non era vuoto ma conteneva diverse cartelle. A quel punto però mi sono fermato e scollegato. Un po’ perchè non era molto corretto, un po’ perchè non ero molto anonimo in quel momento ;-)
Certo che è pazzesco! E non è la prima volta che mi capita. Spesso quando sono in giro con il portatile mi aggancio a reti completamente libere. O tutti pensano di essere i soli ad avere una rete wireless o non hanno una minima idea di come funziona inserire una password! Sicuramente entrambe le cose!
Uso una rete wireless dal 1999, e cioè da quando Apple ha introdotto la prima base Airport. Prima mi collegavo ad internet via modem dell’Airport, poi via ISDN con i Netopia e sempre Airport. Oggi ho a casa una base Extreme e una Express che funge da repeater e da Airtunes. Ma sono sette anni che la password la uso!!! E anche bella lunghetta !
L’hacker del futuro (cioè domani o dopodomani) arriverà probabilmente via WiFi, comodamente seduto sul sedile della sua auto sotto il vostro ufficio o sotto casa, bypassando il firewall che probabilmente avrete messo a protezione della connessione internet.
E’ vero le password sono noiose, si tende ad usare sempre la stessa e non si ricordano mai. Ma vale la pena usarle, non dico di usare: 6abba5d8ab1f4f32243e174beb754661 ma almeno cambiare quelle di default. :-)

Pixelpost e Feedburner

Sabato, 11 Novembre 2006

Lo avevo scritto ieri e oggi ho trovato una soluzione per far gestire il feed di pixelpost a feedburner lasciando invariato il link al feed originale.

Ho scritto un post sul forum pixelpost in inglese e per il momento lo copio/incollo qui…stasera non ho voglia di tradurlo:

I’m using pixelpost* here: www.walter.bz/photoblog.
*Pixelpost version 1.5 running on Apache , Php version 4.3.4.
I have two others blog and I’ve started using feedburner.
I wanted to “feedburn” my photoblog too, but without changing the original feed .
I’ve found a working solution:

1) I’ve duplicated the index.php page and renamed feed.php:
http://www.walter.bz/photoblog/feed.php?x=rss

2) I’ve created a feedburner feed with this feed:
http://feeds.feedburner.com/waltersphotoblog

3) I’ve added these lines of codes in index.php after the first php tag

// checks if a rss or atom feed is asked
if(isset($_GET[’x'])&&$_GET[’x'] == “rss” OR $_GET[’x'] == “atom”){
// redirects to feedburner link with a 307 message
header(”Location: http://feeds.feedburner.com/waltersphotoblog”);
header(”HTTP/1.1 307 Temporary Redirect”);
//exit page
exit();

};

In this way people who have bookmarked my old feed does not need to change the feed address. And now my feed is handled by feedburner.

If you click my standard pixelpost feed you will be redirected to the feedburner feed:

www.walter.bz/photoblog/index.php?x=rss

I’ve tried also with rewriterule conditions of apache but I’ve found that it does not seems to work with anything else that is after the ? sign. The pixelpost feed is after that sign.

It seems to work fine.
I’ve updated my bookmark at photoblogs.org and it is ok.
Tested with various browser and feed readers and also ok.

The file duplication is necessary due to the fact that using the original feed will cause a loop in feedburner. Perhaps adding a feedburner header detect in the conditions would be a cleaner solution.

Feedburner per il podcast di iTunes e Worpress

Sabato, 11 Novembre 2006

flamocon_175h.gifMi ero fatto da un po’ di tempo l’account su Feedburner. Un servizio interessante che permette di avere delle statistiche migliori sulla lettura dei feeds, rispetto alle statistiche normali, che mi dicono solo quanti hit ha il feed.
Mi interessa in particolare il feed del podcast (vedi articolo statistiche).
Per non cambiare il feed su iTunes (che sarebbe stato un casino) ho duplicato e rinominato il feed e lo ho “dato in pasto” a Feedburner. Il vecchio lo ho eliminato e ho creato un redirect (rewrite) diretto sul feed di Feedburner con indicazione di “permanently moved”: HTTP 301. In questo modo iTunes e i vari abbonati dovrebbero agganciare automaticamente il nuovo feed. Secondo le specifiche di Apple (link):

Cambiare l’URL del feed

Occasionalmente i podcaster devono spostare il proprio feed in una posizione diversa. In tal caso, il feed non andrebbe rimosso. Se possibile, dovreste impostare il web server in modo che risponda con un errore 301 e reindirizzi l’utente quando riceve una richiesta per il vecchio feed. In questo modo, sia iTunes Store sia i client iTunes iscritti al vostro podcast rileveranno il nuovo URL. Ricordatevi di mantenere il redirect per almeno due settimane per essere certi che la maggior parte degli iscritti abbia tentato di scaricare l’episodio più recente e abbia quindi ricevuto il nuovo URL.

La duplicazione è dovuta al fatto che non potevo fare un redirect su un feed che punta a Feedburner. Sarebbe finito in “loop” :-)

Tra una settimana dovrei avere dei dati statistici che poi pubblicherò.

Anche per Worpress, cioè per questo blog, ho creato il feed Feedburner, ma in questo caso non potevo fare un redirect perchè il feed di worpress non è un file statico (come nel caso del podcast) ma dinamico, dunque non riuscivo a duplicarlo, rinominarlo e usare il sistema descritto prima.

Dopo una breve ricerca ho trovato un plugin per wordpress che permette l’uso di feedburner senza cambiare nulla. Il plugin si chiama “Feedburner Plugin” e si scarica da questo link: http://orderedlist.com/.

Ed ecco i due nuovi feed:

Podcast: http://feeds.feedburner.com/audiostorie e il vecchio e reindirizzato: http://www.walter.bz/walter_podcast.xml
Blog: http://feeds.feedburner.com/wlogfeed oppure http://www.walter.bz/blog/?feed=rss2 entrambi puntano a feedburner.

Ancora devo trovare un sistema per il photoblog, per il momento plugins per pixelpost non ne ho trovati…potrei sempre scriverne uno! :-)fatto anche per pixelpost: vedi post successivo

Permalink e SEO

Venerdì, 10 Novembre 2006

Dato che uso questo blog anche per sperimentare varie tecniche - dovrei forse dire “fondamentalmente” per sperimentare, visto che non credo di avere un gran numero di lettori - a parte un mio caro amico…forse due :-) - dicevo per testare l’ottimizzazione di questo blog sui motori di ricerca (SEO appunto - Search Engine Optimisation) ho modificato l’impostazione dei permalink di wordpress.
Le pagine del blog ora non hanno più l’indirizzo http://www.walter.bz/blog/?p=NNN dove NNN è il numero del post ma una forma più testuale e cioè, per esempio: http://www.walter.bz/blog/il-mio-podcast-da-i-numeristatistici/. E’ abbastanza semplice modificare questa impostazione con Wordpress, dal menu Opzioni -> Permalinks. Unica accortezza quella di creare un file .htaccess scrivibile (a configurarlo ci pensa Worpress) che contiene le istruzioni di rewrite:

RewriteEngine On
RewriteBase /blog/
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule . /blog/index.php [L]

Ho scelto la forma più lineare, cioè indirizzo/nome-del-post per avere meno livelli possibile e essere più google friendly, troppe / indicano infatti un livello minore.
Il permalink testuale è, oltre che più leggibile, un fattore di ottimizzazione per il ranking su google. Ora la corrispondenza con il testo è presente, nell’url, nel titolo della pagine (title tag) e ovviamente nel testo stesso. Vedremo se questo darà un benefico SEO come dovrebbe.

Altro beneficio pratico: le categorie. Se voglio avere un link diretto alla lista post di una categoria, basta che indico http://www.walter.bz/blog/cat/Mac.

I link vecchio stile rimangono attivi.