Lunedì, 15 Maggio 2006
I 6 motivi sono:
- il nero
- il ciano
- il ciano chiaro
- il magenta
- il magenta chiaro
- il giallo
i suddetti motivi hanno una caratteristica particolare: si consumano (cioè finiscono) in modo assolutamente casuale e imprevedibile, con il risultato che la stampante si rifiuta di stampare anche un solo foglio in bianco e nero, se manca uno dei suddetti.
Ora, capisco la par condicio, però perchè non posso stampare in nero se mi manca il ciano chiaro. Cosa se ne fa la stampante del ciano chiaro ??? O tutti o nessuno ? La conseguenza è sempre terribilmente una, nonostante io abbia una serie di ricariche sempre pronte: l’inchiosto che finisce è sempre quello che manca ed immancabilmente manca anche in negozio (e vorrei vedere che i negozianti tengano per ogni stampante in commercio tutte le relative ricariche). Le confezioni di inchiostri sono imballate come se contenessero chissà che di prezioso: plastica sottovuoto, scatolina di cartone stampata in quadricromia, ulteriore confezione esterna in plastica rigida (apribile solo con la lama seghettata del coltellino svizzero). Il tutto per ospitare una misera quantità di liquido colorato.
Il tutto serve sicuramente per giustificare l’osceno costo della stessa. La stampantina, una Epson Stylus R200 è costata meno di 100 euro ( la nuova la R220 costa ca. 90). Le cartucce costano sui 17 euro l’una: 102 euro per tutte e 6 !!!!
BASTA!! non comprerò più una sola cartuccia, mi compro una nuova stampante che faccio prima. Una volta finito l’inchiostro butto tutto e compro una nuova stampante.
Scherzi a parte, tutto questo è assurdo !
Prenderò in seria considerazione i kit refill !
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Mercoledì, 10 Maggio 2006
Ormai da qualche anno tutti i miei cd sono rippati sull’Ipod 40 Gb, che uso come fonte di ascolto principale anche a casa, anzi soprattutto a casa. Mi era rimasto qualche pezzo rack precedente: l’amplificatore Pioneer, l’equalizzatore grafico Kenwood, un vecchissimo (ma ottimo) tuner Tensai e le due casse Chario. Dato che negli anni sono diventato più “essenzialista” ho deciso di fare piazza pulita eliminando tutto e acquistando il nuovo Ipod HiFi. Il design è originale e la qualità del suono decisamente buona, non a livello di prima ma per l’uso quotidiano va più che bene. Non ha pulsanti di accensione e si comanda con il classico telecomandino Apple fornito di serie (così adesso in casa con quello dell’Imac ne ho due). In dotazione il cavo di alimentazione e 8 adapters per i diversi tipi di Ipod. Shuffle escluso ma sul retro è presente un jack di ingresso.
Visto che veniva meno anche la radio ho “dovuto” cercare un alternativa e, ci pensavo da mesi, ho scelto la Tivoli Model One di Henry Kloss nera. Semplice ed essenziale, ha una ottima qualità sonora. E’ buffo ricorrere alla manopola per sintonizzare le stazioni, soprattutto per uno abituato bene come me che ha l’RDS anche sulla radiosveglia. Tenendo conto che la userò principalmente per ascoltare il notiziario mentre sono a tavola, il problema della sintonia manuale non si pone 
Diventando vecchio cambiano i gusti, una volta godevo a vedere cavi e componenti ovunque, oggi il contrario…
Giusto per non perdere il vizio ho fatto qualche scatto a nuovi (e vecchi componenti): Photogallery Ipod Hifi e Tivoli Model One
P.S. Nella fotogallery si vede anche il Tuner Tv USB per Mac miglia…ma devo ancora provarlo e lo lascio per un successivo post
AGGIORNAMENTO del 29 agosto 2006:
Diventerò anche vecchio ma le mie orecchie rivolevano il suono delle casse Chario e così dopo tre mesi sono tornato alla situazione precedente. L’iPod HiFi ha un gran bel suono, è vero, ma fondamentalmente viene a mancare l’effetto stereo dovuto al fatto che è una singola unità. Inoltre ha dei bassi forse fin troppo “rotondi” e la mancanza di poter regolare “on the fly” alti e bassi si fa sentire. Goodbye iPod Hifi, welcome back Chario.
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Mercoledì, 5 Aprile 2006
E’ di oggi la notizia che Apple ha annunciato BootCamp ovvero un software che permette ai Mac dotati di processori Intel si far girare Windows XP. E’ anche possibile già fare il download della beta.
Ce lo aspettavamo un po tutti, guarda guarda in quasi concomitanza con i 30 anni della Apple…forse hanno aspettato apposta dato che l’anniversario cade il 1 aprile 
Dato che sono con la Mela da oltre 15 anni (prima come utente, poi come rivenditore autorizzato, oggi nuovamente solo utente) gli emulatori Windows non sono una novità.
Come non ricordarsi di Soft PC della Insignia seguito da SoftWindows e infine da Virtual PC, poi acquistato da Microsoft. Che tempi ! Eppure funzionavano…lentamente…ma funzionavano. Per tutte quei sw che non giravano su Mac era l’ideale. Addirittura esisteva anche una scheda hardware con un 486 (credo) che permetteva di usare due computer in uno.
Con il passaggio a Mac OS X avevo abbandonato gli emulatori, optando per un più brutto, scomodo ma pratico PC da affiancare al mio Mac sulla scrivania.
Forse è giunto il momento di eliminarlo (finalmente)…ma ci sarà da aspettare ancora qualche mese…
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Martedì, 21 Marzo 2006
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