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Giro in moto da Bolzano a Sappada e ritorno

Quest’anno siamo già al secondo moto giro. 350 chilometri tra stare e passi montani. Partenza da Bolzano, Val Gardena, Passo Gardena, Val Badia, Arabba, Cortina, il Cadore, Sappada e ritorno per la Val Pusteria.

È un bellissimo giro in mezzo alle Dolomiti, ma soprattutto in mezzo alle curve, tante curve e ogni curva regala un punto di vista diverso.

Molto anche il traffico visto che è il primo sabato di agosto.

La nota più curiosa viene dall’osservazione del territorio. Si passa dal ricco e curato Alto Adige al più selvaggio e umile Veneto con una opulenta parentesi in quel di Cortina.

Si vede molto bene come le diverse priorità e il diverso sviluppo economico abbiamo plasmato lo stesso territorio.

Diversi anche gli ospiti vacanzieri. Lo si nota bene dai tipi di auto parcheggiate nei vari paesi. Rispecchiano le caratteristiche citate prima.

Andare in moto ti permette anche di osservare meglio il territorio e quei dettagli che l’isolamento dell’auto non permette di vedere. Puoi sentire anche i vari odori dell’aria…macchine diesel fumose comprese!

Volevo fare il video con la GoPro attaccata alla moto ma prima di partire non trovavo più il frame per collegarla e così mi sono portato dietro la fotocamera a 360º (Insta 360 ONE) e mi sono divertito a fare qualche scatto insolito strada facendo e un piccolo video a 360° in centro a Sappada.

 

Chris Apartments Samos recensione vacanze rovinate

Questa è la recensione della struttura Chris Apartments che scrivo mentre sono in vacanza all’isola di Samos (Grecia). Struttura prenotata tramite l’agenzia Zucchi Tours di Bolzano mediante Eden Viaggi Margò.

Premetto che sto scrivendo questo articolo mentre la questione che descrivo è ancora in essere. E’ iniziata una vacanza ormai rovinata, surreale e da incubo e qui voglio tracciare i vari momenti.

Sabato 14 luglio 2018

Con la mia famiglia, moglie e due bambini, arriviamo in aereo all’isola di Samos. Viaggio prenotato mesi fa. L’agenzia Zucchi di Bolzano, con la quale ci siamo trovati sempre bene, ci ha proposto un soggiorno in un aparthotel, Chris Apartments offerto da Eden Viaggi Margò. Soluzione economica ma per le nostre esigenze più che sufficiente. Questo è il nostro quinto viaggio in Grecia e ci siamo sempre trovati bene in strutture piccole e famigliari così come in altre, mai avuto un problema, siamo sempre rimasti soddisfatti sia delle location che dall’accoglienza. Amiamo la Grecia e i greci. In vacanza siamo in giro dalla mattina alla sera e sfruttiamo la struttura solo per dormire per quello cerchiamo sempre soluzioni economiche ma dignitose dato che comunque ci rivolgiamo sempre all’agenzia.

Dall’aereoporto un bus ci porta alla località di Votsalakia dove si trova la struttura Chris Apartments. Tutto come da foto del catalogo Eden Margò. Due piccole stanze ma con tutto il necessario per dormire. Nelle stanze c’è l’aria condizionata ma a pagamento, cosa che non mi interessa dato che non amiamo dormire con il condizionatore acceso e comunque la temperatura è più che sopportabile. Noto comunque che sul balcone ci sono gli split dei condizionatori mio e quello dell’appartamento vicino.

Nel momento di andare a letto arriva la sorpresa. Stanco dal viaggio mi addormento presto per venir svegliato alle 2:00 di notte da un rumore forte e sordo. Capisco subito che si tratta dello split esterno dell’appartamento vicino. Tento di riaddormentarmi ma il rumore non me lo permette. Un rumore sordo, cupo, non causato dalla ventola ma dal compressore che trasmette le vibrazioni al muro dato che è fissato senza nessuna ammortizzazione. Chiudo la piccola finestra, ma nulla, come non averlo fatto. Non è infatti il rumore provocato dalla ventola ma proprio quello della vibrazione indotta dal compressore.

Nella foto a fianco la posizione dello split rispetto alla mia trovandomi sul letto.

Questo il file audio registrato con la porta chiusa! Purtroppo il fastidio derivante dalla vibrazione non è registrabile.
Se vi sembra poca cosa, ascoltatelo di notte a tutto volume e poi ditemi.

Qui inizia l’incubo. Il rumore non mi permette più di riaddormentarmi pur avendo provato tutte le tecniche rilassanti che conosco. E’ troppo forte, sembra arrivare da ovunque, come tipico dalle vibrazioni indotte.

Spero nel fatto che i vicini ad un certo punto al spengano il condizionatore ma niente, questo succederà solo alle 9:30 di mattina.

Metto le cuffie per ascoltare della musica per riuscire a dormire ma non serve a niente, il rumore è così fastidioso che si sente comunque.

Stesso problema ha mia moglie ed entrambi passiamo una notte in bianco.

Domenica 15 luglio 2018

Alle 8:00, appeno vedo il manager dell struttura, un anziano signore, vado da lui per dirgli del problema, con assoluta calma e gentilezza (considerando anche che ero distrutto da una notte in bianco), ma da subito vengo trattato in malo modo. Dapprima mi ha ignorato continuando a fare quello che faceva e io dovevo stargli dietro per spiegargli la situazione, quindi mi ha detto che lui non sa cosa farci che nessuno si è mai lamentato e che lui non può certo spegnere il condizionatore degli ospiti accanto (certamente no dato che il condizionatore ha un costo extra di 6 euro al giorno!). Infine mi ha detto di prendere delle pillole per dormire! Il tutto senza mai rivolgermi lo sguardo. Al mio invito di venire a sentire in camera il rumore non ha risposto, segno che sicuramente fosse ben a conoscenza del problema. Mettendomi nei suoi panni, se uno mi viene a riferire una cosa di cui nessuno si è mai lamentato, la prima cosa che farei è verificare di persona. Da questo momento in poi comincia ad avere un atteggiamento seccato nei miei confronti, tuttavia si propone di cambiarci stanza con una che si trova al piano terra. Gli chiedo di mostrarmela. Sembra in ordine, nessuno split nelle vicinanze. Una donna, non so bene se sia la moglie o chi, gli parla in greco, ordinandogli qualcosa, lo si capisce dal tono. Capisco solo che ha chiesto di che nazionalità fossimo (italiani brutta gente). A quel punto lui blocca tutto e mi dice di parlare con il referente locale.

Chiamo così il Sig. Francesco di Margò spiegandogli tutto l’accaduto. Questi mi dice di non preoccuparmi e dopo poco mi richiama dicendo che mi avrebbe fatto cambiare stanza. Nel frattempo vado a prendere l’auto a noleggio, l’occorrente per fare i panini e prima di partire chiedo al manager quando avremmo potuto trasferirci.

Questo dice che lui non sa nulla e che deve venire qui il rereferente (Francesco) di persona. Comincio a non capire più nulla e richiamo il Sig. Francesco passandogli il manager di Chris Apartments. Parlano in inglese per cui capisco tutto. Il manager dice che sono io delicato perché sento il rumore tenendo la porta e la finestra del balcone aperte, cosa assolutamente falsa. Gli dice poi che lui fa il cambio ma che poi non vuole più sentire lamentele. Cosa che mi insospettisce e difatti quando mi fa nuovamente vedere l’altro appartamento salta fuori che la finestra della camera da letto è di fronte al locale della piscina dove giorno e notte è in funzione la pompa dell’impianto di pulizia dell’acqua!

Nella foto che segue il locale piscina con la pompa dell’impianto. Sulla sinistra la finestra della camera da letto dell’appartemento che ci hanno proposto come sostitutivo.

Questo invece il rumore della pompa.

A questo punto sia io che mia moglie siamo senza parole. Lei contatta Margò per riferire la situazione e io ricontatto il Sig. Francesco.

Da entrambi ci viene detto che troveranno una soluzione che al momento (domenica ore 14:00) stiamo ancora aspettando. Sono molto demoralizzato, deluso e comunque vada ormai la vacanza è rovinata. L’amaro che lasciano queste situazioni non va via facilmente.

Al di là del rumore che mi ha tenuto sveglio la notte il fatto di essere trattato come lo sono stato non mi permetterà più di passare i rimanenti giorni con serenità.

Siamo in attesa di una chiamata di Margò e quando ci saranno delle novità le posterò qui sotto.

Aggiornamento ore 19:30 di domenica 15 luglio 2018

Oggi è stata una giornata veramente dura. Non sono riuscito a dormire neanche un po’, sono sveglio dalle 2 di stanotte ma ora finalmente siamo sistemati in un bellissimo appartamento, ultimo piano, circondati da ulivi, due stanze da letto, cucina, per farla breve un vero appartamento per le vacanze, trovato su Booking.com (punteggio 9.5).

Ma vediamo cosa è successo pomeriggio.

Per tutto il pomeriggio ho provato a contattare il Sig. Francesco. Gli ho scritto e detto che non avrei assolutamente passato un’altra notte in bianco da Chris Apartments chiedendogli cortesemente di farmi sapere entro quando ci avrebbe trovato un’altra sistemazione.  Per tutto il pomeriggio io e mia moglie abbiamo ripetutamente provato a chiamarlo ma il telefono risultava non raggiungibile o suonava a vuoto. Di seguito gli innumerevoli tentativi fatti da me e mia moglie per parlare con lui.

Verso le 17:00 ormai rassegnato e avendo capito che il Sig. Francesco non avrebbe trovato una soluzione in tempi brevi (e poi ho capito anche il perché, che spiegherò dopo) decido di guardare su booking.com e trovare una sistemazione. Trovo un posto con prezzo interessante e prima di chiudere su Booking decido di andarlo a vedere. Una splendida casetta in mezzo agli ulivi. Nella casa vicina troviamo i proprietari, due anziani e simpatici isolani che non parlano inglese ma ci mettono in contatto, dopo aver gesticolato un po’, con la figlia che gentilmente ci spiega tutto. Vediamo gli appartamenti disponibili, ben altra cosa rispetto al “buco” rumoroso dove eravamo prima. Dobbiamo però decidere in fretta perché le prenotazioni su booking.com potrebbero arrivare da un instante all’altro.

Ogni ulteriore tentativo di parlare con il Sig. Francesco va a vuoto fino a che finalmente non risponde e ovviamente non ha nessuna soluzione in mano come invece aveva promesso più volte. Stessa storia di stamane, tante parole pochi fatti. Intuisco dalle sue parole che non avrebbe fatto nulla se non rabbonirci ulteriormente. Ogni sua parola sembrava uscire dal manuale del “perfetto assistente di tour operator”.

Così chiudo i ponti, confermo l’altro appartamento e in un’ora ci siamo trasferiti in un posto degno dell’ospitalità greca.

Nel momento di lasciare Chris Apartments faccio venire il manager per consegnargli le chiavi e verificare che sia tutto ok. Questo indifferente, anzi tendenzialmente contento, ci dice solo che comunque tre giorni li avremmo pagati per legge! Ecco che ora tornano i conti. Noi tramite agenzia paghiamo tutto prima, ma il tour operator paga a saldo per cui i tre giorni minimi li pagano comunque loro. Per cui è chiaro che quelli di Margot (il Sig. Francesco) avrebbero perso tempo almeno per tre giorni per farci restare lì per non perdere denaro e non prima avrebbero (forse) trovato un’altra soluzione. Diversamente avrebbero dovuto pagare più giorni totali per la nostra vacanza.

Sentito anche degli amici avvocati avremmo dovuto rimanere lì almeno fino a lunedì per contattare la nostra agenzia (Zucchi) che poi avrebbe dovuto fare qualcosa. Sinceramente pur confidando nella mia agenzia non mi sentivo più di rimanere un secondo in più in quella struttura. Forse, anzi sicuramente, ci rimetterò i soldi anche se in teoria la Margò pagherà solo tre giorni a Chris Apartments ma conoscendo le clausole dei contratti ci sarà scritto sicuramente da qualche parte che non sarà così essendocene andati via per i fatti nostri. Il problema è anche che è difficile dimostrare che il rumore fosse intollerabile. Servono misurazioni precise ma il fatto stesso che nessuno si sia quantomeno degnato di venire a sentire è indicativo che non sarebbe comunque servito a nulla.

Si potrebbero trarre mille conclusioni ma al momento ho voglia solo di godermi le mie vacanze – 2 giorni (perché considero anche il giorno perso per spostamento volo, altra pratica disdicevole delle compagnie) e i tot centinaia di euro persi.

Ma ora sto da Re senza rumori fastidiosi e in una sistemazione 100 volte superiore. A dire il vero manca il Wifi ma poco importa. Questo il risultato del triste speed test del Wifi di Chris Apartments, della serie scrivo che ho il Wifi ma tanto è inutilizzabile.

Al ritorno mi curerò di recensire su tutti i portali possibili, in tutte le lingue che conosco, la mia avventura, citando fatti reali, nessuna falsità. E’ giusto che altri sappiano a cosa vanno incontro. La rete in fondo serve proprio a  questo.

Di Chris Apartments oltre alla questione del rumore del condizionatore e del WiFi bluff di cui ho parlato posso aggiungere: la scarsa pulizia (non vi dico cosa c’era sotto il letto), la scarsità delle dotazioni di cucina (due sole pentole, nessuna delle quali adatta per fare una semplice pasta, 4 forchette, 4 coltelli, 4 piatti e 4 bicchieri), la ridicola dimensione degli asciugamani (da noi verrebbero considerati uno per il bidè e uno per le mani anziché uno per le mani e uno per la doccia), i cuscini di dimensioni micro (mettendone 4 in pila si riesce ad arrivare ad una dimensione normale), la ridicola dimensione delle stanze (in realtà un appartamento da 2 persone spacciato maldestramente per 4), la mancanza totale di accessori in bagno (neppure un contenitore per gli spazzolini e una doccia non regolabile) e per ultimo la mancanza di acqua calda (dopo una breve doccia l’acqua calda finiva). Potrei anche continuare ma l’offerta Margò di Chris Apartments è una vera presa in giro, da vergognarsi solo a proporla.

Tutto ciò poi ha dell’assurdo in quanto io sono una persona che da sempre vive online. Tutto ciò che posso fare online lo faccio non appena è possibile farlo. Dalla banca, agli acquisti, viaggi brevi e molte altre attività e servizi. L’unica cosa che avevo sempre considerato come sacra era la vacanza, rivolgendomi sempre rigorosamente alle agenzie pur sapendo di pagare di più. Dopo la “tragica esperienza” del viaggio di nozze, di cui un giorno mi deciderò a scrivere e dopo questa, le mie certezze a riguardo vanno però vacillando. Tutto dipende da come finirà la cosa.

Aggiornamento alle 19:30 di lunedì 16 luglio 2018

Stamattina alle 11:00 ricevo una telefonata dal Sig. Michele A. di Eden viaggi che dopo una serie di assurdità come il fatto che era normale non aspettarsi che domenica avrebbero potuto risolvere qualcosa, nonostante il Sig. Francesco avesse detto esattamente l’opposto e infilando più volte nel discorso la frase “ve ne siete andati di vostra iniziativa”. Frase che sicuramente esce dalla necessità legale di sottolineare il fatto. In realtà ce ne siamo andati perché non era più possibile restare da Chris Apartments. Mi propone una soluzione alternativa che non accetto in quanto:

  1. dovrei perdere una ulteriore giornata per andare a vedere il posto, tra il resto in una zona diversa da quella scelta
  2. la struttura è disponibile solo da mercoledì
  3. non mi fido più di loro

Dal Sig. Michele capisco che la mia scelta iniziale di andarmene subito e trovare personalmente una sistemazione è stata la migliore.
Nel primo pomeriggio ricevo anche la risposta dalla agenzia viaggi Zucchi di Bolzano a cui avevo mandato stamattina il resoconto che qui sto scrivendo.
La riporto qui integralmente:

Buongiorno Signor Donegà, ci dispiace per l’accaduto . Noi Le abbiamo proposto una serie di sistemazioni in diverse località della Grecia, con fasce di prezze differenti, tra cui anche Chris Apartments di Samos. Abbiamo venduto più volte questi appartamenti e non abbiamo mai avuto dei feedback negativi. Come lei stesso ci riporta la struttura in sè è carina, ma il problema di rilievo riscontrato è il rumore dello split del condizionatore. La Margò mi comunica che avrebbe trovato un’ alternativa (POTOKAKI ) da mercoledì 18/07 , che vi è stata proposta dall’assistente in loco, ma che avete deciso di non accettare. Putroppo le strutture di Margò sono al momento tutte al completo. Potreste valutare l’ipotesi di trasferirvi da mercoledì in questa struttura , previa visita con l’assistente? Qualora decideste di stare nella struttura da voi scelta arbitrariamente , il volo di rientro rimarrà prenotato a tutti gli effetti, ma non il trasferimento fino all’aeroporto. Attendo vostra cortese risposta. Nel frattempo sarà mia premura inoltrare il vostro feedback al servizio clienti di Eden.

A questo punto tralascio anche le considerazioni personali su questo messaggio perché oltre al danno siamo alle beffe. Per un non ben precisato motivo ci viene negato il transfer (già pagato) all’aeroporto senza, tra il resto, fornire nessuna giustificazione a riguardo!

Dico solo che quelli che sono sorrisi quando vai a comprare un viaggio diventano poi,quando c’è un problema, cavilli legali da sbatterti in faccia.

Poi ti dicono che nei negozi fisici c’è il vantaggio del rapporto personale, l’assistenza e blah blah blah.

È più che chiaro che quando c’è un problema entrano in gioco quelle decine di clausole che si firmano senza leggere…anche perché non c’è alternativa.

Ma quello che brucia di più è sentirsi trattato senza rispetto, senza la minima attenzione verso il problema vero che anzi viene costantemente minimizzato quasi a ridicolizzarlo. Probabilmente passare la notte in bianco a causa di un rumore che non ti permette di dormire è solo una mia (anzi nostra) fisima. Che delusione!

Aggiornamento 19 luglio 2018

Relativamente al transfer mi viene riposto che Eden Margò non può passare a prendere in strutture non loro. Faccio notare che dal momento che il bus all’andata ci ha lasciato in centro a Votsalakia (dove poi con un furgone siamo stati trasferiti alla struttura) io mi sarei fatto ovviamente trovare nello stesso punto. Mai preteso che venissero a prendermi nella struttura da me scelta come ancora di salvezza!

Ieri ricevo nuovamente mail dalla agenzia Zucchi che cerca di convincermi di accettare la nuova proposta sarebbe nella località di Potokaki. Salta addirittura fuori che la struttura è direttamente sul mare e di categoria superiore. Oltre ai motivi elencati prima non mi piace la zona di Potokaki, attaccata all’aeroporto (ma proprio attaccata) e fin troppo frequentata. Considerando inoltre che comunque noi non stiamo mai nello stesso posto la location è logisticamente più scomoda rispetto a quella inizialmente scelta. Nella varie mail quello che poi mi delude fortemente è il sentirmi dire che la struttura che avevo scelto era la più economica e mi erano state proposte anche diverse alternative. Cosa vorrebbe dire questo? Che economico vuol dire che non devo lamentarmi se non posso dormire? Che mi devo far andar bene tutto? Che posso farmi trattare in malo modo dal manager della struttura? Che mi devo sentir dire che se non riesco a dormire devo prendere delle pillole? Proprio non ci siamo. Questa gente decisamente non capisce o meglio non vuole capire il problema. Ormai non ho neanche più voglia di rispondere alle loro email tanta è l’amarezza e la delusione.

Ultima mail che ricevo mi viene infine detto che verrò contattato dal referente locale per il transfer e il volo. Ma guarda adesso ho nuovamente riguadagnato il transfer!

Ma ancora non mi fido, il referente locale si è già dimostrato falso e approssimativo nelle sue affermazioni. Ricordo che a detta sua domenica sera il nostro problema sarebbe stato risolto mentre se non fosse stato per me fino a mercoledì avrei passato le notti in bianco!!!

Aggiornamento 28 luglio 2018

Ieri ricevo messaggio WhatsApp del Sig. Francesco che mi conferma il transfer e che dobbiamo farci trovare da Chris Apartments! …aspetta come da Chris Apartments? Lo chiamo e lui mi dice che lui non sa nulla su dove siamo e non ha idea di dove siamo andati! Questo dovrebbe essere il referente Eden Margò di Samos che dovrebbe preoccuparsi dell’assistenza dei clienti e noi siamo pur sempre clienti e lui non sa nulla. Non ho parole! A questo punto preferisco arrangiarmi per il transfer all’aereporto percché ovviamente non è più possibile fidarsi di questa persona né di ciò che rappresenta.

Parlando con delle persone dell’isola scopro che la struttura di Chris Apartments è ben nota per essere di pessima qualità. Vengo anche a sapere che ha cambiato più volte il profilo Booking e Tripadvisor proprio per eliminare le recensione negative. Non per niente sul loro sito web c’è un link fake a Tripadvisor che fa credere che non ci siano recensioni invece è proprio creato ad arte.

Col senno di poi mi rendo conto che questa struttura non ha recensioni pur non essendo nuova. Avrei dovuto capirlo prima ma stupidamente mi sono fidato dell’agenzia Zucchi di Bolzano dove vado da anni.

Con questa esperienza si chiude definitivamente ogni rapporto con le agenzie viaggi. Strutture obsolete e anacronistiche non più in grado di star dietro ad un turismo 2.0. Dico questo perché non dovrebbero succedere queste cose passando tramite agenzia e soprattutto una agenzia/tour operator dovrebbe tutelarti non il contrario.

Notizia di pochi giorni fa che conferma che lo stato di salute di Eden Viaggi/Margò non doveva essere in buono stato, l’acquisizione da parte del gruppo Alpitour.

Turista fai da te? Nel 2018 sicuramente meglio.

Ora l’obiettivo è quello di riuscire almeno a recuperare l’importo pagato per l’alloggio presso Chris Apartments. Importo che da noi è stato pagato in anticipo, mentre da Eden/Margò viene pagato a saldo alla struttura e pertanto non gli sarà stato pagato.

Nota:

il motivo per cui scrivo e tengo aggiornato questo post è semplicemente per sfogarmi. Queste situazioni ti fanno sentire impotente e indifeso di fronte a queste enormi organizzazioni pronte a scagliarti addosso tutta la loro potenza burocratica e legale. Nessuno e ripeto nessuno in questa storia ha capito realmente il problema. Ho sentito solo frasi fatte di circostanza, giustificazioni banali e cavilli legali. Ci sarebbe da piangere per il modo in cui ci stanno trattando e in effetti più volte mia moglie lo ha già fatto. Io invece scrivo per sfogarmi ben sapendo che comunque purtroppo non serve a niente. Come ho detto sin dall’inizio la vacanza è ormai rovinata soprattutto dal punto di vista del morale. Nessuno ci ripagherà più per tutta la tensione, il nervosismo e il malessere che questa questione ci sta creando.

EXTREME IRONING apnea freediving -42 m -138 ft

Stirare in apnea a -42 metri di profondità!
Questo è l’EXTREME IRONING, un vero e proprio sport estremo. Leggete il perché, il dove e il come che racconto dopo il video.

Un po’ di storia dell’EXTREME IRONING

Insieme ad alcuni amici ho realizzato un video che raccoglie una sfida che nasce nel 1980 da un’idea di Tony Hiam, un inglese che voleva dimostrare l’inutilità dell’ostinarsi a voler stirare sempre e ovunque. Altre fonti la attribuiscono invece ad un altro inglese, Phil Shaw, che nel 1997 ha voluto coniugare dovere e piacere, ovvero la necessità di stirare e la passione per lo sport, portando con sé ferro e asse da stiro durante un’arrampicata. Per la storia completa guarda su Wikipedia o cerca sul web.

Di fatto l’EXTREME IRONING è a tutti gli effetti uno sport estremo. Sugli sci, sulla tavola da surf, su un veicolo, sott’acqua, in volo, col paracadute, sotto il ghiaccio, su una slackline, sulla bici, appesi sulla roccia… cercando in internet troverete di tutto e di più.

Come nasce l’idea?

Ultimamente non si sentiva più parlare di EXTREME IRONING: si sa infatti che certe mode hanno i loro alti e bassi. Poi, un giorno, mi chiama Roland Piccoli, un vecchio amico col quale qualche anno fa, insieme ad un nutrito gruppo di altri amici apneisti, avevamo realizzato un altro video che aveva avuto un certo successo: la parodia di HAPPY di Pharrell Williams, che potete vedere qui. Roland mi racconta che Cinzia Bettella, anche lei ex protagonista di HAPPY, gli ha lanciato l’idea dell’EXTREME IRONING, e chiede a me di fare qualcosa di nuovo e insolito. Da specificare che mentre ai tempi di HAPPY eravamo tutti nella stessa società subacquea, la Bolzano Sub, oggi molti di noi sono migrati in altre società. Io, ad esempio, sono alla DelfinSub, e Roland stesso con le Rane Nere di Trento. L’impresa, oltre che per la complessità intrinseca dell’idea, diventava una sfida anche dal punto di vista “sociale”, per così dire. Ma più le sfide sono complicate, maggiore è il fascino che assumono.

Messi da parte i campanilismi societari, abbiamo deciso che il tutto doveva essere fatto nella piscina più fonda del mondo, ovvero la Y-40 di Montegrotto Terme, che raggiunge una profondità di -42 metri.

La realizzazione del video

Così ci siamo ritrovati in 6: io, mia moglie Alessandra Fella, Roland Piccoli, Cinzia Bettella, Matteo Facchin e Andrea Michelazzi.

Il primo pensiero è stato quello di creare una narrazione di contorno. Ed è così che è nata la storia: Alessandra è diventa la moglie tiranna di Roland, appassionato di apnea ma costretto a subire le angherie di lei che gli impone di svolgere le faccende domestiche. Ad un certo punto però lui, proprio facendo riferimento alla reale nascita dell’EXTREME IRONING, decide di unire doveri e passione portando con sé in piscina indumenti, asse e ferro da stiro. Ed è così che si ritrova a strirare sul fondo di un cilindro pieno d’acqua e profondo 42 metri.

Guardando il video sembra tutto molto semplice, ma la realtà è ben diversa, e questo a dimostrazione del perché l’EXTREME IRONING meriti a tutti gli effetti la definizione di sport estremo.

Partiamo dalla parte di Roland ovvero l’apnea.

La leggenda dell’apneista (che stira) sul fondo dell’Y-40

Innanzitutto arrivare a -42 non è semplice: servono allenamento, capacità, concentrazione e tecnica. Sono serviti una serie di tuffi progressivi prima di arrivare sul fondo, con pause di 6/7 minuti tra l’uno e l’altro per il recupero. L’apnea, come mi hanno sempre insegnato, è soprattutto una questione di testa, ovvero di concentrazione. Ed è proprio questo il fattore di maggior difficoltà. Roland, arrivato sul fondo, si mette tranquillamente a recitare la sua parte permettendosi anche di scherzarci su. Ma stirare a -42 metri non è proprio la cosa più banale del mondo. E questo atto, apparentemente scherzoso, nasconde davvero grande bravura e capacità atletica.

Fondamentale l’assistenza in acqua e in superficie di altri tre bravissimi atleti apneisti, che non appaiono se non nei titoli di coda, ma senza i quali non avremmo potuto fare questo video: Cinzia, Matteo e Andrea.

La parte tecnica e tutto il resto

Dato a Roland quel che è di Roland, veniamo alla parte di mia competenza, ossia quella di video-operatore subacqueo. Un’immersione a -42 metri per quel tempo è già di per sé un’immersione fuori curva. Alessandra, che era con me, mi faceva assistenza (assolutamente fondamentale visto che quando riprendo sono piuttosto concentrato in ciò che faccio) e gestiva la luce per l’illuminazione. Nonostante avessimo fatto un’accurata pianificazione, combinando le necessità delle riprese con quelle del riscaldamento di Roland, i tempi previsti si sono allungati di molto. Il tempo totale di immersione è stato di 94 minuti, con un tempo di fondo di 35 minuti e 30 minuti di sola decompressione. La discesa molto lenta, che ha inciso sul tempo di fondo, è dovuta alle necessità tecniche di ripresa. Per raggiungere il fondo Roland ha dovuto effettuare dei tuffi progressivi e mentre lo faceva io riprendevo la sua discesa alle varie tappe prima di raggiungere i -42 metri.

Ho usato aria, non miscele. Durante la risalita mi sono trovato ai limiti della capacità della mia bombola (un 12l) ed è stato necessario, con l’aiuto degli altri ragazzi che facevano assistenza sia a Roland che a me, farmi portare una bombola carica con cui fare tutta la deco e filmare le scene di dettaglio, che per forza di cose abbiamo dovuto fare sulla piattaforma dei 5 metri. La piscina Y-40 di Montegrotto Terme ben si presta a queste attività: non a caso, infatti, è una famosa location di film di ben altro calibro rispetto al nostro. Un grazie particolare anche a tutto lo staff, che ci ha dato la massima disponibilità.

Ho girato tutto il video con una Gopro Hero 6, le scene esterne usando anche il gimbal DJI Osmo Mobile 2 e, per alcune, anche il drone Mavic Pro.
Il montaggio l’ho fatto con Final Cut Pro X. Il lavoro più complesso, come sempre quando si usano apparecchiature non professionali, è armonizzare tutto il girato per dargli un aspetto uniforme. La scelta di usare il bianco e nero per la parte iniziale, quasi da comica, ha permesso di sopperire alla mancanza di un’illuminazione da studio. Tutto, infatti, è stato realizzato con mezzi amatoriali alla portata di tutti. Il risultato finale non è privo di difetti, ma sono decisamente soddisfatto di essere riuscito a creare una bella cornice a quello che è e rimane comunque l’elemento più importante:  un apneista che stira a -42 metri di profondità.

Ultimo dato, di non poca importanza, è stato anche quello di riuscire a riunire 3 delle più importanti società sportive subacquee della regione: la Bolzano Sub, la Delfin Sub e la società Rane Nere di Trento. Si sa che, nonostante siano tutte società che operano nel volontariato ONLUS, il campanilismo è molto alto. Ma abbiamo cercato di andare oltre, lanciando, con questo video, un messaggio forte: l’amore per lo sport e l’amicizia possono e devono andare oltre qualsiasi “patacca” sul petto. Si è prima sportivi, poi amici, poi membri di una società, non viceversa. Speriamo in futuro di poter fare altre belle cose insieme.

Di seguito alcune suggestive foto tratte dal video.

 

Link al video su Facebook

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Riporto di seguito servizi o articoli apparsi sui media.

TGR regionale Trentino Alto Adige del 9/7/18

TGR regionale in lingua tedesca Tagesschau del 9/7/18

TG regionale RTTR del 6/7/18

App per scoprire i nomi delle montagne Peakfinder AR vs Peakvisor

Vado molto in montagna ma faccio sempre fatica a ricordarmi i nomi delle montagne. Così da diversi anni utilizzo Peakfinder AR una App che sfruttando la realtà aumentata (AR) permette di identificare le montagne. Il funzionamento è piuttosto semplice. Si apre l’App, si punta il telefono verso la montagna e sullo schermo appare il profilo della montagna con il relativo nome. Opzionalmente si può attivare la fotocamera e sovrapporre il profilo delle montagna con l’immagine del telefono per una maggior precisione. Costo 5,49 € su App Store.

Di più recente uscita Peakvisor (4,49 €) che si presenta come alternativa a Peakfinder AR. Le ho provate entrambe e qui le principali differenze.

Entrambe sono disponibili sia per iOS (App Store) che per Android (Google Play Store).

Peakfinder AR (ver. 3.3.8)

PRO

  • non consuma molta batteria e si apre di default nella modalità virtuale ovvero non AR (con uso della fotocamera)
  • permette di variare l’altitudine del punto di vista (utile se si hanno montagne davanti)
  • permette di variare le coordinate del punto di vista ovvero posso spostarmi in un luogo qualsiasi e guardarmi intorno. Molto utile per trovare i nomi delle montagna una volta a casa.
  • permette il flight to ovvero spostarsi virtualmente nel luogo selezionato
  • permette di visulizzare percorso del sole della luna e anche di cambiare il momento di visulizzazione, ovvero se volete sapere quando sorgerà il sole e che percorso farà nel giorno X potete farlo. Può sembrare una funzione inutile ma invece per chi fa foto o video torna molto comoda.

CONTRA

  • la visualizzazione delle etichette con i nomi delle montagne è sempre tagliata e nella maggior parte dei casi non si legge il nome completo. Questo in particolare con i nomi lunghi o bilingui. Bisogna cliccare su perché si apra la descrizione completa della montagna.
  • la risoluzione dei profili montani è inferiore a quella di Peakvisor soprattutto nelle viste da vicino. In quella da lontano la differenza si nota meno (vedi screenshot comparativi).

Peakvisor (ver. 2.10)

PRO

  • immediatezza nell’identificazione delle montagna
  • risoluzione superiore dei profili montani, nelle distanze da vicino non c’è paragone con Peakfinder AR  mentre da lontano il gap è inferiore (vedi screenshot comparativi)
  • ottima lettura delle etichette dei monti con visulizzazione delle info da Wikipedia

CONTRA

  • consumo spropositato di batteria (su iPhone 7plus 1% al minuto ca.)
  • l’App tiene inutilmente acceso il telefono. Se per caso vi dimenticate l’App aperta e mettete il telefono in tasca addio batteria in 4,3,2,1…
  • interfaccia grafica fastidiosa, in particolare la bussola virtuale. Quest’ultima fa accedere ad una sorta di volo virtuale 3D che però non permette agevolmente di spostarsi.
  • impossibilità di cambiare a piacere il punto di vista e l’altitudine (è tuttavia presente una funzione di importazione foto che sovrappone poi il profilo delle montagne, funziona però solo con foto scattate da Iphone)
  • poche etichette visibili senza zoomare
  • etichette monolingua (solo italiano)

Conclusioni

Purtroppo nessuna delle due è una “killer App“. Per un uso immediato Peakvisor è ottima ma mi stresso a usarla per l’abominevole consumo di energia. Quando si è in montagna la carica della batteria dello smartphone è fondamentale e usare una App che consuma tanto è molto spiacevole. Speriamo che in release future questo problema venga risolto.

Peakvisor si dimostra comunque la migliore per identificare velocemente le cime. Come si vede dagli screenshot comparativi che metto qui sotto non c’è paragone tra le due App ad una distanza ravvicinata. In alcuni casi Peakfinder AR da un risultato difficilmente comprensibile (vedi immagini 6). E’ evidente che le due App usano dei dati dei profili diversi. Molto accurati e dettagliati quelli di Peakvisor al contrario di quelli di Peakfinder AR.

In conclusione meglio averle tutte e due e se proprio dovete sceglierne solo una, consiglierei al momento Peakvisor che pur  i notevoli contra si dimostra la migliore per un uso standard. Se avete Peakfinder AR tenetevela che va comunque bene.

Screenshot di Peakfinder AR e Peakviewer

Dagli screenshot si vedono subito i principali pregi e difetti delle due App che ho indicato sopra. In particolare si notano le etichette tagliate di Peakfinder AR e la minor risoluzione del profilo a distanza ravvicinata.

Immagine 1 Peakfinder AR

Immagine 1 Peakvisor

Immagine 2 Peakfinder AR

Immagine 2 Peakvisor

Immagine 3 Peakfinder AR

Immagine 3 Peakvisor

Immagine 4 Peakfinder AR

Immagine 4 Peakvisor

Immagine 5 Peakfinder AR

Immagine 5 Peakvisor

Immagine 6 Peakfinder AR

Immagine 6 Peakvisor

p.s.

Questa recensione è libera e si basa sulle versioni delle App alla data odierna (2/7/18). Non mi è stata commissionata o richiesta da nessuno e si basa sulla mia personale esperienza d’uso.

Modificare la stagione di una foto con Lightroom

Qualche anno fa ho scattato una serie di foto al Cimitero dei Burci vicino Treviso. Era fine dicembre per cui inverno inoltrato. Siccome sono sempre lento a sistemare le foto le ho lasciate per oltre un anno e mezzo in archivio. In una successiva visita a Treviso ho scattato altre foto dall’alto con il drone. Questo ai primi di aprile per cui in primavera. Dopo ulteriori mesi mi sono deciso a sistemare le foto per uno dei miei consueti fotoracconti (vedi qui le foto del Cimitero dei Burci).

Non appena ho messo mano alle foto fatte con il drone mi sono reso conto che vicino a quelle fatte con la reflex proprio non ci stavano bene. Illuminazione diversa, tonalità diverse, tipo di luce diversa. Già c’è una notevole differenza sviluppando foto fatte nello stesso giorno con il drone e con la reflex, figuriamoci a mesi di distanza. Tra il resto uso anche due programmi diversi. Capture One per le foto con la reflex e Lightroom per quelle con il drone dato che Capture One non supporta i DNG RAW del drone DJI.

Vediamo alcuni esempi:

Foto fatta con la reflex a fine dicembre (raw sviluppato in Capture One).

Foto fatta con il drone ad inizio aprile (raw sviluppato in Lightroom)

Come di vede si nota subito che le due foto appartengono a periodi diversi. Il colore dell’acqua, il verde dell’erba, il tono generale dell’illuminazione. Insieme propio non stanno bene.

Non avendo voglia di rimettere mano ai RAW della reflex mi sono concentrato su quelli del drone e con Lightroom ho regolato il pannello HSL/Colori che permette di cambiare tonalità/saturazione/luminanza ai principali colori.

Ho regolato principalmente i gialli, i verdi e i blu perché sono i colori dominanti della foto. Come si vede dagli slider le regolazioni sono abbastanza intuitive.

Infine ho regolato il bilanciamento del bianco per dare un tono più caldo generale alla foto così come le foto della reflex.

Questo il risultato finale: 

Le differenze sono minime ma fondamentali. L’immagine ha conservato la naturalità ma ora si accosta meglio alle altre fatte con la reflex in una altra stagione.

Ecco qui sopra nuovamente la foto fatta con la reflex in inverno. Come si vede ora si accosta bene a quella fatta col drone in primavera.

Qui accostate si nota bene che non c’è differenza di tonalità tra le prime tre e le altre:

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