Traffico camion sull’autobrennero

Una mattina tornando da Bressanone in autostrada sono rimasto colpito dall’impressionante numero di camion che percorre l’autobrennero in entrambe le direzioni. Merci che vanno e che vengono con il meno ecologico dei mezzi. Prendendo il video dalla dashcam ho compresso il tragitto in un minuto.

Tutto fa pensare che il traffico e il conseguente inquinamento aumenterà per cui speriamo che con la realizzazione del BBT la situazione ambientale possa migliorare spostando il traffico da strada a rotaia.

Comunque il BBT è come un antidolorifico ovvero toglie il dolore ma non risolve le cause del male.

Forse è la società moderna che andrebbe ripensata, un po’ meno globalizzazione un po’ di più localizzazione…ma questa è un’altra storia.

Il “Da Merano Code” della casa col codice a barre 485562061007

La “Barcode house” (nome che ho dato io, in realtà non so come si chiami veramente) è un piccolo edificio sul cui lato è disegnato un enorme codice a barre. Si trova a Merano sulla passeggiata d’inverno subito dopo la Wandelhalle in prossimità del ponte pedonale che porta alla passeggiata d’estate attraversando il fiume Passirio.

barcode-house
Sul lato del disegno è incisa la seguente scritta: “Klasse 3A Wisslyz Meran 1998“. Wisslyz sta per Wissenschaftliches Lyzeum Meran ovvero liceo scientifico di Merano. Cercando su Google si arriva al Realmymnasium “Albert Einstein” Merano (http://www.rg-me.it) che è appunto la scuola in questione.
Fin qui tutto chiaro a parte capire come mai è stata fatta questa opera. Il fatto curioso è che 10 anni fa ho fatto la stessa fotografia e il numero riportato sotto il codice a barre era diverso. 485563209758 nel 2006, 485562061007 nel 2016. Perché i due numeri sono diversi? Dan Brown potrebbe inventarsi una interessante soluzione ricollegando il tutto magari a qualche codice nascosto o qualche intrigo massonico.
Più semplicemente basterebbe che inviassi una email alla scuola per togliermi la curiosità, ma nel frattempo lascio che il “Da Merano Code” stimoli la mia fantasia e chissà fra 10 anni farò un’altra foto con un codice forse diverso! :-)

Un vecchio lampione dimenticato

Ultimamente io e mia moglie stiamo facendo lunghe passeggiate per Bolzano durante la pausa pranzo. Passeggiando così senza una meta si notano particolari che normalmente passano inosservati. L’altro giorno in via Talvera all’incrocio con via Cassa di Risparmio ho notato letteralmente affogato in un muro quello che inizialmente mi è sembrato un paracarro. Bene in vista una scritta “GANZ & COMP. BUDAPEST”.

IMG_1138

Cercando su Google scopro che la ditta ungherese Ganz, tuttora esistente, è uno storico produttore di macchine a vapore, treni, navi e molto altro.

Pioniere nel settore dell’elettrotecnica come risulta anche da Wikipedia.

La ditta diventa Ganz & Comp. nel 1911 come risulta da questo schema qui.

In quegli anni nascevano i primi sistemi di illuminazione elettrica stradale.

L’idea che fosse un lampione è venuta grazie a svariati suggerimenti di amici dopo aver postato la foto su Facebook.

In effetti mettendo insieme i vari elementi è ragionevole pensare che sia un vecchio lampione risalente ad inizio secolo.




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Guardando altri lampioni presenti nelle vicine passegiate del Talvera noto che evidentemente era usanza incidere sul lampione il nome della ditta o fonderia.

(dato che essendo di Bolzano l’argomento scotta sempre, il fascio sul lampione fotografato è lì per caso, volevo riprendere la base e la scritta sotto, non cercate altri significati, grazie)

Si tratta dunque di un lampione in ghisa fuso o commissionato dalla ditta Ganz & Comp. di Budapest agli inizi del secolo, sicuramnete dopo il 1911.

Rimane da capire:

Perché un unico pezzo di lampione è rimasto affogato in un muretto di contenimento di una proprietà privata?

Quali interessi commerciali ha avuto la ditta Ganz con Bolzano?

Ci vorrà tempo ma spero di scoprire prima o poi la storia del lampione!

 

La dimensione di Bolzano rispetto a quella delle capitali mondiali

Quando visito una città grande faccio fatica a capire quanto grande sia perché non ho un metodo di confronto. Le grandi metropoli si sa che sono tali ma spesso si fatica a capire quanto grandi. Così ho cercato il modo di paragonare la mia città, Bolzano, con diverse città italiane, europee e mondiali per avere un raffronto visivo.

Il risultato è piuttosto affascinante. La sagoma che si vede nelle immagini di Google maps sotto è sempre quella del perimetro di Bolzano come si vede nella prima foto mantenuto ovviamente in scala.

Bolzano 00-bolzano

Trento01-trento

Verona02-verona

Milano03-milano

Roma04-roma

Innsbruck05-innsbruck

Monaco06-monaco

Berlino07-berlino

Parigi08-parigi

Barcelona09-barcelona

Londra10-londra

Mosca11-mosca




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Pechino12-pechino

Tokyo13-tokyo

Shangai14-shangai

Hong Kong15-hong-kong

Syndey16-syndey

Washington17-washington

New York18-new-york

Los Angeles19-los-angeles

Las Vegas20-las-vegas

Chicago21-chicago

San Paolo22-san-paolo

San Jose24-silicon-valley

Rio de Janeiro23-rio

Per queste immagini ho usato un comodo servizio online: MapFrappe.

 

Dei cani, dei padroni ma soprattutto dell’educazione

Non voglio scrivere il solito post su quanto “certi” padroni di cani siano maleducati e non raccolgano i bisogni dei loro animali, oppure li raccolgono, li imbustano e poi lasciano il pacchetto regalo nelle fioriere o in giro per strada. Non lo voglio fare perché in ogni cosa c’è sempre l’eccesso, la maleducazione, la completa mancanza di rispetto degli altri. Potrei citare esempi tra i padroni dei cani, gli automobilisti, i motociclisti, i ciclisti, i pedoni, ecc. ecc. la lista (dei maleducati) è lunga…

Questa foto la ho scattata oggi a Bolzano in via Crispi sul marciapiede lato palazzo Raiffeisen in una piccola striscia di verde adibita a parcheggio biciclette.

Il custode, suppongo, ha accuratamente raccolto gli escrementi dei cani raccolti nell’area bici e disposti in una cassetta con un cartello con scritto Danke Grazie e una faccina triste. La cassettina è lì quasi a voler dire: se proprio devi farla fare qui al cane mettila nella cassettina.

C’è una enorme dignità in questa foto.

Vuol dire che al mondo c’è ancora qualcuno che ha un briciolo di educazione e rispetto. I miei complimenti, una bella lezione di civiltà.

cacca

Quando il marketing fallisce il messaggio

Domandandosi “dove finiscono i palloncini?” forse l’intento della campagna marketing di Norda era quello di evocare la purezza delle montagne d’alta quota.
Curiosamente non mi ero neppure mai posto io la domanda quando vedevo volare via un palloncino. Questa estate in gita in Trentino al lago di Tret nel bel mezzo di un lussureggiante bosco ho trovato dei palloncini al termine del loro viaggio e la scena era tutt’altro che romantica. Considerando il colore bianco probabilmente venivano da un matrimonio.
Messe insieme le due immagini suscitano una sensazione piuttosto fastidiosa dato che se da un lato si suppone che in alta quota l’acqua che sgorga sia pura in realtà la nostra immondizia finisce pure lì.

palloncini

Il neologismo usato per la prima volta del mio anno di nascita 1966

Ricercatori del Oxford English Dictionaries hanno un database dei neologismi e dell’anno in cui sono stati coniati.

per il 1966 è computernik ovvero un esperto o entusiasta del computer.

neologismo 1966

Più azzeccato di così :-)

Vai al blog dell’OED per vedere la parola della tua data di nascita