Bene Il Codice da Vinci, benino Angeli e Demoni…Il simbolo perduto si poteva anche evitare. Indubbiamente Brown sa scrivere, o meglio sa come tenere alta la curiosità del lettore. Microcapitoli che si concludono con la curiosità di sapere cosa succede poi, storie parallele che si alternano. La prima metà del libro (o del mattone) scorre velocissima, il primo quarto della seconda metà è in frenata e l’ultima parte è uno sterrato in salita…ai limiti del grottesco e ridicolo.
Posto e considerato che romanzi come questo servono (almeno a me) per prendere sonno, non mi aspetto un capolavoro di alta letteratura, ma una semplice e godibile storia. Su vari blog ci si spreca su quanto di vero è falso, ma in fondo chissenefrega, è un romanzo di fantasia, mica un trattato storico sulla massoneria e la fondazione degli Stati Uniti. E’ divertente la facilità con cui Brown trova le coincidenze cosmiche, leggi misteri ovunque. Da accanito lettore di Martin Mystéré (collezzione completa) sono abituato a questo tipo di “fantasia mysteriosa”. Ricordo un libro che ho letto da giovane dove le misure delle vecchie cabine telefoniche risultavano strettamente correlate alle misure della piramide di Giza. (il libro trattava il fatto che le coincidenze si possono trovare ovunque). Io stesso abito in via Dodiciville 12-C-9 3° piano…tutti multipli di 3! Chissà che attraverso casa mia non passi qualche linea di congiunzione di chissà quale mysteriosa setta! :-)
Il vero mistero nascosto nel libro è un abilissimo trattato di marketing su come vendere libri blockbuster!
I personaggi poi sono al limite del ridicolo. Langdon è praticamente assente come figura. Il cattivo di turno (prevedibile sin dall’inizio chi sia) è una caricatura ridicola e priva di qualsisi credibilità.
Ma la chicca è l’ultima parte, grottesca, ridicola, inconsistente, tirata, forzata, ecc. ecc.
Insomma una grande delusione.
Un vero peccato che Crichton sia morto. Mi piace come scrive, come descrive, come riesce a farti entrare nella storia. Vero che scrive come se sceneggiasse un film, non per niente da ogni suo romanzo ne nasce uno, ma è sicuramente una lettura piacevole, scorrrevole ed emozionante. Di questo libro mi è piaciuto soprattutto la descrizione delle avventure rocambol-piratesc-caraibiche. Il personaggio è un mix tra Jack Sparrow e James Bond. Molto affascinanti anche tutte le descrizione delle manovre dei velieri. Visto che lui non c’è più speriamo che il film sia fedele al libro.
Ho letto quasi tutti i libri di Michael Crichton e questo è sicuramente il più “anomalo”. Non brutto, intendiamoci, ma molto al di fuori dei suoi schemi. Già in Punto Critico si nota la vena indagatrice e puntigliosa dell’autore, e in Stato di Paura diventa quasi ossesionante. Il libro si può leggere/interpretare in due modi: il primo, il thriller con una trama a tratti esasperante soprattutto per uno dei protagonisti (l’avvocato) che subisce tanti di quei tentativi di omicidio da risultare poco credibile, mi vien da pensare che Crichton ce l’abbia con gli avvocati! ;-)
La storia non regge! A differenza del Codice da Vinci, dove per lo meno la fantasia di Brown si presta ad una trama quantomeno plausibile, qui è dura non mettersi a “sorridere” sin dalle prime pagine. Ma essendo un libro antecedente al Codice si tratta di un Brown “in rodaggio” con le trame religiose. La tensione non manca e, cercando di non fare troppo i difficili, è un giallo thriller molto appassionante. Una cosa è certa: Brown deve avere proprio il dente avvelenato con la Chiesa, vista la truce fine che fa fare ai suoi più alti funzionari. Degno di nota il gioco grafico dei simboli degli Illuminati. Meno degna la versione illustrata che ho letto. Era la prima volta che leggevo un romanzo con le illustrazioni e devo dire che non mi ha entusiasmato molto. Oltre che essere proibitivo il fatto di portarselo a letto per leggere, le illustrazioni non sono essenziali e tolgono molto all’immaginazione personale. In fondo il bello di leggere un libro è far lavorare la fantasia e l’immaginazione. Bravo Brown in particolare per il finale, vero colpo di scena a sorpresa, che però nella sua spiegazione lascia un po il tempo che trova.