Dal genio di Nikolas Tesla la Plasma Ball

La Plasma Ball è una sfera di vetro nella quale si sprigionano filamenti di plasma, scariche elettriche luminose che come tentacoli irrequieti collegano l’elettrodo sferico al centro alla superficie interna della sfera. Il perché questo avviene tecnicamente potrei anche far finta di saperlo copiando e incollando il testo da qualche altro sito ma molto più semplicemente vi rimando alla pagina di Wikipedia che spiega tecnicamente come funziona la Plasma Ball inventata nel 1890 da Nikolas Tesla.

Personalmente pensavo che il plasma del nome fosse puramente “decorativo” invece si tratta proprio di plasma, ovvero gas ionizzato anche conosciuto come quarto stato della materia. Solido, liquido, aeriforme e ionizzato oppure plasma.

Nell’universo il plasma costituisce il 99% della parte conosciuta della materia.

Pensando di portarvi a casa un giocattolo questa palla al plasma è invece una parte di fisica piuttosto complessa. Io ogni volta che nomino la parola plasma penso ai condotti di Star Trek che fanno parte del motore a curvatura.

Mettendo da parte Nikolas Tesla e la fantascienza posso affermare che questa Plasma Ball è veramente affascinante. Ci si perde a guardare le scariche che danzano nella sfera in modo sempre casuale. Appoggiando uno o più dita queste si concentrano quasi a replicare i gesti fuori dal vetro.

E’ un oggetto che riporta agli anni 80, al film Ritorno al Futuro, Star Trek, Star Wars e via dicendo. Del resto il plasma è sempre stato un mito della tecnologia dei film di fantascienza.




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Cercando in rete si trovano poi anche diversi siti che approfondiscono l’aspetto didattico della Plasma Ball come a esempio questo che riporta degli esprimenti da fare.

La Plasma Ball si trova facilmente su Amazon o su altri siti di e-commerce a prezzi decisamente bassi. Io la ho presa qui.

Un regalo simpatico e divertente…e che il plasma sia con voi.

Curiosità tecniche:

1) la Plasma Ball emette radiazioni infrarosso, quando è accesa il mio ripetitore di segnale del telecomando, che mi permette di lasciare le apparecchiuature nel mobile, smette di funzionare.

2) lo schermo touch della Canon 6D mkII smette di funzionare se troppo vicino alla Plasma Ball.

 

Macchina a vapore in kit Wilesco D5

La Wilesco D5 è una macchina da vapore in miniatura in kit funzionante realmente. E’ composta da una caldaia e da un motore a pistone alimentato dal vapore.

La Wilesco D5 arriva in kit da montare. Il montaggio è molto semplice ed intuitivo benché le istruzioni non siano molto dettagliate. L’importante è andare un po’ ad intuito e soprattutto non dimenticare le guarnizioni della condotta del vapore.

La Wilesco D5 è composta da tutti pezzi in metallo di ottima fattura (come facevano le cose una volta). Il corpo principale è la caldaia che contiene l’acqua che viene portata ad ebollizione grazie ad una pastiglia di combustibile posta sotto di essa. Raggiunta la pressione necessaria (1,5 bar) il vapore viene trasmesso al pistone che fa girare il volano al quale potrebbe essere collegato un generatore elettrico mediante una apposita cinghia di trasmissione. Sulla caldaia sono presenti anche un fischietto a vapore e la valvola di sicurezza che svolge anche i compito di valvola per il riempimento.

Vederla funzionare è un piacere unico. Raggiunge una notevole velocità. E’ un giocattolo educativo veramente ben fatto per spiegare ad un bambino i principi di funzionamento di un motore e la trasformazione di energia in moto. Un regalo intelligente che non perde il suo fascino nel tempo e che fa divertire grandi e piccini.

La Wilesco è una azienda tedesca che produce diversi modelli di macchine a vapore in miniatura.

La D5 è uno dei modelli più economici. Qui il link per acquistarla su Amazon.

Ecco il video del suo funzionamento:

Il meteo sbagliato? Spesso colpa dei simboli.

Si legge spesso di lamentele delle varie associazioni albergatori che lamentano danni causati da mancate prenotazioni a causa delle previsioni del tempo che si rivelano poi errate.

Per le previsioni locali in Alto Adige il riferimento migliore è il sito del dipartimento meteo (protezione civile/ufficio idrografico) della Provincia di Bolzano da cui anche la pagina meteo Bolzano Alto Adige del mio sito attinge.  Ho sempre diffidato di qualsiasi altro portale meteo nazionale (il Meteo, 3BMeteo, ecc.) perché sbagliano clamorosamente le previsioni locali, forse per via del particolare microclima della nostra regione.  Questo fino a quando non ho acquistato una stazione meteo Netatmo (qui di dati della mia stazione) la cui parte di previsoni meteo è curata dal sito Weather Pro di  Meteogroup. Ho scaricato poi anche la loro App. Con mio immenso stupore mi si è aperto un mondo nuovo. Previsioni molto accurate non solo sul breve periodo ma anche e soprattutto sulla giornata. Se dicono che alle 18 piove sicuramente pioverà con uno scarto minimo. Sono mesi che controllo e la percentuale di esattezza è altissima.

In occasione del ponte del 2 giugno è naturale pianificare il week-end anche in base alle previsioni del tempo che oggi a 3/4 giorni sono piuttosto accurate.

Stamane (1-6) un amico posta su Facebook la seguente immagine del meteo previsto nei prossimi giorni tratta sempre dall’ottimo servizio meteo provinciale.

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Lo stesso da un’altra persona:




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A guardare l’immagine le previsioni sono di pioggia per cui uno si mette l’anima in pace e pianifica di passare un ponte a netflixare.

Vado a controllare anche io le previsioni ed in effetti anche Weather Pro mi da le stesse icone. Solo che cliccandoci sopra appare il dettaglio del giorno dove si evince molto bene che le probabilità di pioggia sono basse e probabili la sera o la notte.

Di seguito i dettagli di Weather Pro dei giorni del ponte del 2 giugno:

Pertanto, a parte giovedì, il meteo non è affatto previsto brutto, anzi bello con temperature piacevoli e magari qualche temporale la sera. Tipico tempo alpino estivo. Ideale per escursioni, passeggiate, così come per fotografare, ecc.

Il problema delle previsioni generiche della giornata (come quelle del meteo provinciale) è che le icone tendono a trarre in inganno perchè dovendo raggruppare un intero giorno racchiudono la variabilità che va dal sole al nuovoloso alla pioggia. Solo scendendo nel dettaglio orario si riesce a capire bene l’andamento della giornata.

Forse andrebbe ripensata la simbologia del meteo diversificando le ore del giorno da quelle della notte. L’icona con il sole/nuvola/pioggia è un po’ troppo generica e chi la vede tende a prendere per buono più il simbolo negativo che quello positivo. Certamente anche un po’ meno di velocità nella lettura delle previsioni non guasterebbe, non per niente vengono indicate percentuali di probabilità e dati relativi alla quantità di precipitazione. Una improbabile pioggerellina di pochi minuti non può certo rovinare una giornata o una vacanza.
Da evitare poi i vari portali meteo nazionali o mondiali che tendenzialmente servono solo a raccogliere spazi pubblicitari e non forniscono un servizio valido.

Come ti aggiusto lo schermo del Samsung S3

Metti di avere una figlia adolescente sbadata (mani di pastafrolla) che fa cadere il suo Samsung S3 per terra. Metti che quest’ultimo non dia più segni di vita.

In questo frangente la mia anima di aggiustatutto di illumina e dopo aver inutilmente cercato lo scontrino del telefono (regalato dal nonno il quale afferma di aver dato lo scontrino a me) decido di passare alle maniere…al cacciavite. Prima faccio la prova del 9 ovvero verifico se è tutto il telefono rotto oppure solo il display. Inserisco una scheda non bloccata da pin, diversamente sarebbe impossibile digitarlo, accedo il telefono e chiamo il numero…squilla!

Questo significa che o è rotto il display o nella caduta si è staccato qualche contatto (altamente improbabile).

Cerco sul sito di iFixt le pagine dedicate alla riparazione del Samsung S3 e scopro che il display è un monoblocco “Front Panel Display Assembly”. Vado su Ebay e trovo un venditore che offre il ricambio ad un prezzo tutto sommato accettabile, 78 euro. Prima di ordinare scrivo per chiedere qualche info,  spiego i sintomi del telefono e molto cortesemente mi viene confermato che si, può essere il display.

Ordino il pezzo e dopo due settimane arriva circa un pacchetto di posta ordinaria direttamente dalla Cina che contiene il front panel nuovo di zecca.

Con la consueta eccitazione del caso sfodero tutti i miei cacciaviti di precisione ed inizio l’operazione coadiuvato dalle indicazioni di iFixit.




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Lo smontaggio è abbastanza semplice, il telefono è costruito a moduli e facilmente smontabile con attrezzi standard.

Il bello viene quando mi trovo a dover smontare delle parti dal vecchio pannello per inserirle nel nuovo: la camera frontale, il sensore luce e il microfono posteriore, l’antenna, i controlli volume, la vibrazione, ecc.

C’è voluto un po’ di tempo a staccare i componenti fissati con del biadesivo…ho staccato anche il biadesivo per riutilizzarlo.

Bisogna ricordarsi di staccare anche i pulsanti del volume e dell’accensione.

Riassemblo il tutto e prima di fissare definitivamente con le viti inserisco la batteria per vedere se l’operazione Frankenstein è andata a buon fine.

Ebbene si ce l’ho fatta, il mio morale è soddisfatto e mia figlia pure!

 

Flashbeing…oh no un altro social network ma anche no!

Quando nasce un nuovo progetto sul web sono sempre molto curioso. Dato che lo ho visto nascere, mi piace vedere dove va il web. Quando poi il progetto è firmato da giovani bolzanini l’interesse è ancora maggiore. Così mi sono iscritto a Flashbeing, portale che promette di raggruppare diversi social e altri media in uno solo permettendo di diminuire i tempi di navigazione sul web.

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Premetto che i social li frequento e non solo il classico Facebook, parlo di Linekdin, Twitter, Google + (ma esiste ancora), Reddit, Pinterest, Instagram, ecc. ecc.

Ognuno di questi lo uso in maniera diversa e, come spiegherò alla fine, questo è anche uno dei motivo per cui credo che Flashbeing non abbia futuro (così come si presenta ora).

Ma torniamo a noi. Flashbeing in quanto a marketing è molto accattivante. Un bel video introduttivo parla di molte cose senza però spiegare nulla. Sui giornali sono usciti diversi articoli piuttosto esaltanti sul progetto, ma si sa che spesso ai giornali basta dare un qualche comunicato stampa, dire che è tutta “roba italiana” e subito si gasano parlando di Silicon Valley Dolomitica. A suo tempo i media hanno rovinato Volunia spacciandola per quello che non è accellerando una agonia già in fase avanzata prima del lancio.

Mi registro a Flashbeing e…la prima impressione è: oh no un altro social network! Profilo, nome utente, privacy, ecc. ecc.

Già qui mi balla l’occhio destro perchè il tutto si presenta come un brutto clone di Facebook.

L’altro occhio comuncia a ballare quando mi vengono proposti degli amici. No basta! Qualcuno vuole capire che gli amici sono quelli che vedi ogni tanto, che non frequanti solo virtualmente. Vabbè inutile discutere, oggi tutti vogliono gli amici e vai di amici anche su Flashbeing. Vaglielo a spiegare che non me ne frega nulla di vedere tonnellate di contenuti relativi ad interessi di conoscenti. Il fatto che conosca una persona non vuol dire che mi interessa tutto quello che fa!

La grafica è confusa e confusionaria, eppure il trend minimal non è ancora morto.

Cercando di capire come funziona – purtroppo il marketing si è limitato alla confezione – mi rendo presto conto che si tratta in soldoni di un aggregatore di feed  che permette di likeare, commentare e ricondividere gli stessi. Cosa è un aggregatore di feed? Quasi ogni sito, portale o social network ha un feed ovvero un indice dei contenuti pubblicati. Un aggregatore miscela i vari feed in ordine cronologico permettendo di leggere un abstract di ogni articolo pubblicato.  Google Reader (pace all’anima sua) era un aggregatore di feed…e un motivo anche c’era se oggi ne parliamo al passato….ma la storia non insegna mai, sembra!

Proprio pensando all’insuccesso di Google Reader penso al successo di Reddit, aggregatore naturale “human based”. Flashbeing non introduce (purtroppo) nulla di nuovo nel panorama aggregatori e questa mi sembra una occasione sprecata.

Il grosso problema di Google Reader era la troppa informazione, oltre che un cugino scomodo di nome G+, Reddit introduce invece l’elemento umano quale filtro ai vari news feed.

Più ci smanetto dietro più mi sembra un deja-vu di vari altri portali centrifugati in maniera pasticciata e confusa.

Altro paragone è quello con Flipboard, bellissima app che permette di creare i propri magazine di news personalizzate. Ovviamente le problematiche di Flipboard sollevate da parte degli editori di contenuti si riflettono anche su Flashbeing. Se Flashbeing vive di contenuti di terzi, questi terzi che vantaggio hanno? Se la raccolta pubblicitaria (banners, ecc.) viene eseguita da Flashbeing quale è il ricavo di chi le news le produce? Flashbeing così come Flipboard è un modello destinato all’esaurimento delle risorse o alla loro valorizzazione? Se Flashbeing fa guadagni con i contenuti di terzi dovrebbe pagare i terzi o no?

Forse dietro queste domande si nasconde anche il motivo della scomparsa di Google Reader.

Ma veniamo all’usabilità...ah no parlo solo di quello che c’è non di quello che verrà.

La domanda sorge spontanea: Flashbeing serve? No se gli intenti sono quelli declamati sicuramente no. Vedere in un unico stream feeds provenienti da diversi canali non è una grande idea soprattutto perchè, a mio avviso, ogni social oggi ha una sua funzionalità e verticalità ben precisa e distinta. Noi stessi quando ci registriamo sui diversi social lo facciamo con nomi o nick diversi perché ogni attività corrisponde ad una aspetto della nostra personalità.

E’ da tempo che penso ad un post dal titolo “Uno, nessuno e centomila ai tempi dei social network” in quanto l’accostamento del concetto Pirandelliano dell’essere umano alla realtà dei social è, a mio avviso, molto adatto.

Esempio: Tumblr lo uso per uno scopo ben preciso che non ha nulla a che vedere con lo scopo per cui uso Pinterest oppure Twitter. Stesso discorso per Facebook, Reddit, Instagram e altro.

Ogni persona ha più interessi e diversi aspetti della propria personalità che spesso si riflettono in un uso diverso nei social network. Mischiarli insieme può essere confusionario e anche deleterio dal momento che si rischia un overflow di informazioni che vanno esattamente nel verso opposto dagli intendi dichiarati da Flashbeing.

Oggi i social vanno in direzione verticale e un progetto in orizzontale mi lascia un po’ perplesso.

Per concludere non ho visto nulla di nuovo in Flashbeing, ho visto un flashback di Volunia per certi aspetti e tante cose già viste per altri.

Tuttavia…e sottolineo tuttavia…io mi auguro che questo progetto decolli nel migliore dei modi perché comunque l’aproccio attivo è sempre meglio di quello passivo e comunque sia meglio fare e sbagliare che non fare nulla e accettare passivamente quello che ci viene propinato.

Pertanto bravi ragazzi e alla via così…magari aggiustando il tiro prima che sia troppo tardi. :-)

…o magari, come ormai dico sempre, forse sono io che sono troppo vecchio!

Leggere i messaggi di Facebook senza Messenger

La piccola procedura che segue permette di utilizzare l’App Facebook su iOS per leggere i messaggi nonostante ci sia l’avviso che non si può più.

Non sono l’unico a odiare l’imposizione di Facebook di installare la loro app per i messaggi. Già di principio i messaggi di Facebook non mi piacciono. Ho l’email (beh più di una) e preferirei usare sempre quella per qualsiasi cosa, principalmente per questione gestionali. Purtroppo non è possibile evitare di usare i messaggi di Facebook e onde evitare di essere maleducati bisogna comunque rispondere.

Sopporto poco anche le varie app di messaggistica istantanea come Whatsapp e compagnia bella.

Il mezzo di comunicazione per me è l’email e gli SMS per i messaggi instantanei. Tutto il resto lo trovo inutile. Fatto salvo YO che mi piace solo per il concetto! :-) Da quando ho YO non la ho mai usata per cui nel caso qualcuno voglia mandarmi uno YO ecco il mio indirizzo: walterbz.

Ma torniamo al trucchetto come anche riportato da diverse fonti qui e qui.

Per continuare ad usare i messaggi sull’App Facebook è sufficiente cliccare su scarica App Messenger quando viene chiesto e in seguito interrompere subito il download.

La App non verrà scaricata e all’interno dell’App Facebook i messaggi torneranno a funzionare.

Funziona solo su iOS.

Ovviamente è un workaround che verrà bloccato con i prossimi aggiornamenti ma io continuo a sperare che Facebook ci ripensi e riattivi la normale messaggistica.

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Kindle paperwhite vs Kindle

Ho appena finito di leggere l’interessante recensione dell’amico Sandro che compara il Kindle paperwhite con il Kindle non Paperwhite.

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Io posseggo un Kindle 3G (Keyboard) da diversi anni e sono supersoddisfatto del modello che ho che non cambierei per nessun motivo (al momento). Quando è uscito il modello Paperwhite mi ha incuriosito molto pur avendo seri dubbi.

Il punto di forza del Kindle è quello di essere una pagina con inchiostro digitale E-Ink che la rende quanto più possibile più vicina alla carta. Non riuscirei mai a leggere un libro su un display retroilluminato come quello del Pc o del tablet. Appena uscito l’iPad ho provato ma proprio non mi piaceva e mi stancava troppo gli occhi...considerando anche che davanti ad uno schermo illuminato ci passo tutta la giornata.

Il Kindle standard (non paperwhite) ha bisogno di luce per essere letto. E qui sta proprio il bello. La luce varia sempre in intensità e in temperatura rendendo l’esperienza di lettura più simile a quella del libro tradizionale.

Alla forte luce del sole così come alla tenue luce della abat jour il Kindle classico non stanca mai gli occhi e si ha una vera sensazione di lettura da carta reale.

Una curiosità tecnica: la tecnologia del Kindle dell’E-Ink fa si che il display utilizza la corrente solo per modificare l’aspetto. Ecco spiegato il basso consumo e anche il perchè a batteria completamente scarica il display mostra sempre una immagine.

Leggendo la recensione di Sandro i dubbi che avevo hanno avuto conferma pur senza mai aver visto un Kindle Paperwhite ma ragionando per deduzioni logiche. Meglio la versione non Paperwhite e sfruttare la cara e vecchia luce.

Altra curiosità tecnica: non è corretto parlare di retroilluminazione nel Kindle Paperwhite dato che non si tratta di un sistema come quello dei PC o dei Tablet ovvero dei Led o LCD che proiettano la luce ma di un sistema di fronte-illuminazione di led che illuminano lo schermo.