Il meteo sbagliato? Spesso colpa dei simboli.

Si legge spesso di lamentele delle varie associazioni albergatori che lamentano danni causati da mancate prenotazioni a causa delle previsioni del tempo che si rivelano poi errate.

Per le previsioni locali in Alto Adige il riferimento migliore è il sito del dipartimento meteo (protezione civile/ufficio idrografico) della Provincia di Bolzano da cui anche la pagina meteo Bolzano Alto Adige del mio sito attinge.  Ho sempre diffidato di qualsiasi altro portale meteo nazionale (il Meteo, 3BMeteo, ecc.) perché sbagliano clamorosamente le previsioni locali, forse per via del particolare microclima della nostra regione.  Questo fino a quando non ho acquistato una stazione meteo Netatmo (qui di dati della mia stazione) la cui parte di previsoni meteo è curata dal sito Weather Pro di  Meteogroup. Ho scaricato poi anche la loro App. Con mio immenso stupore mi si è aperto un mondo nuovo. Previsioni molto accurate non solo sul breve periodo ma anche e soprattutto sulla giornata. Se dicono che alle 18 piove sicuramente pioverà con uno scarto minimo. Sono mesi che controllo e la percentuale di esattezza è altissima.

In occasione del ponte del 2 giugno è naturale pianificare il week-end anche in base alle previsioni del tempo che oggi a 3/4 giorni sono piuttosto accurate.

Stamane (1-6) un amico posta su Facebook la seguente immagine del meteo previsto nei prossimi giorni tratta sempre dall’ottimo servizio meteo provinciale.

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Lo stesso da un’altra persona:




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A guardare l’immagine le previsioni sono di pioggia per cui uno si mette l’anima in pace e pianifica di passare un ponte a netflixare.

Vado a controllare anche io le previsioni ed in effetti anche Weather Pro mi da le stesse icone. Solo che cliccandoci sopra appare il dettaglio del giorno dove si evince molto bene che le probabilità di pioggia sono basse e probabili la sera o la notte.

Di seguito i dettagli di Weather Pro dei giorni del ponte del 2 giugno:

Pertanto, a parte giovedì, il meteo non è affatto previsto brutto, anzi bello con temperature piacevoli e magari qualche temporale la sera. Tipico tempo alpino estivo. Ideale per escursioni, passeggiate, così come per fotografare, ecc.

Il problema delle previsioni generiche della giornata (come quelle del meteo provinciale) è che le icone tendono a trarre in inganno perchè dovendo raggruppare un intero giorno racchiudono la variabilità che va dal sole al nuovoloso alla pioggia. Solo scendendo nel dettaglio orario si riesce a capire bene l’andamento della giornata.

Forse andrebbe ripensata la simbologia del meteo diversificando le ore del giorno da quelle della notte. L’icona con il sole/nuvola/pioggia è un po’ troppo generica e chi la vede tende a prendere per buono più il simbolo negativo che quello positivo. Certamente anche un po’ meno di velocità nella lettura delle previsioni non guasterebbe, non per niente vengono indicate percentuali di probabilità e dati relativi alla quantità di precipitazione. Una improbabile pioggerellina di pochi minuti non può certo rovinare una giornata o una vacanza.
Da evitare poi i vari portali meteo nazionali o mondiali che tendenzialmente servono solo a raccogliere spazi pubblicitari e non forniscono un servizio valido.

Come ti aggiusto lo schermo del Samsung S3

Metti di avere una figlia adolescente sbadata (mani di pastafrolla) che fa cadere il suo Samsung S3 per terra. Metti che quest’ultimo non dia più segni di vita.

In questo frangente la mia anima di aggiustatutto di illumina e dopo aver inutilmente cercato lo scontrino del telefono (regalato dal nonno il quale afferma di aver dato lo scontrino a me) decido di passare alle maniere…al cacciavite. Prima faccio la prova del 9 ovvero verifico se è tutto il telefono rotto oppure solo il display. Inserisco una scheda non bloccata da pin, diversamente sarebbe impossibile digitarlo, accedo il telefono e chiamo il numero…squilla!

Questo significa che o è rotto il display o nella caduta si è staccato qualche contatto (altamente improbabile).

Cerco sul sito di iFixt le pagine dedicate alla riparazione del Samsung S3 e scopro che il display è un monoblocco “Front Panel Display Assembly”. Vado su Ebay e trovo un venditore che offre il ricambio ad un prezzo tutto sommato accettabile, 78 euro. Prima di ordinare scrivo per chiedere qualche info,  spiego i sintomi del telefono e molto cortesemente mi viene confermato che si, può essere il display.

Ordino il pezzo e dopo due settimane arriva circa un pacchetto di posta ordinaria direttamente dalla Cina che contiene il front panel nuovo di zecca.

Con la consueta eccitazione del caso sfodero tutti i miei cacciaviti di precisione ed inizio l’operazione coadiuvato dalle indicazioni di iFixit.




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Lo smontaggio è abbastanza semplice, il telefono è costruito a moduli e facilmente smontabile con attrezzi standard.

Il bello viene quando mi trovo a dover smontare delle parti dal vecchio pannello per inserirle nel nuovo: la camera frontale, il sensore luce e il microfono posteriore, l’antenna, i controlli volume, la vibrazione, ecc.

C’è voluto un po’ di tempo a staccare i componenti fissati con del biadesivo…ho staccato anche il biadesivo per riutilizzarlo.

Bisogna ricordarsi di staccare anche i pulsanti del volume e dell’accensione.

Riassemblo il tutto e prima di fissare definitivamente con le viti inserisco la batteria per vedere se l’operazione Frankenstein è andata a buon fine.

Ebbene si ce l’ho fatta, il mio morale è soddisfatto e mia figlia pure!

 

Flashbeing…oh no un altro social network ma anche no!

Quando nasce un nuovo progetto sul web sono sempre molto curioso. Dato che lo ho visto nascere, mi piace vedere dove va il web. Quando poi il progetto è firmato da giovani bolzanini l’interesse è ancora maggiore. Così mi sono iscritto a Flashbeing, portale che promette di raggruppare diversi social e altri media in uno solo permettendo di diminuire i tempi di navigazione sul web.

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Premetto che i social li frequento e non solo il classico Facebook, parlo di Linekdin, Twitter, Google + (ma esiste ancora), Reddit, Pinterest, Instagram, ecc. ecc.

Ognuno di questi lo uso in maniera diversa e, come spiegherò alla fine, questo è anche uno dei motivo per cui credo che Flashbeing non abbia futuro (così come si presenta ora).

Ma torniamo a noi. Flashbeing in quanto a marketing è molto accattivante. Un bel video introduttivo parla di molte cose senza però spiegare nulla. Sui giornali sono usciti diversi articoli piuttosto esaltanti sul progetto, ma si sa che spesso ai giornali basta dare un qualche comunicato stampa, dire che è tutta “roba italiana” e subito si gasano parlando di Silicon Valley Dolomitica. A suo tempo i media hanno rovinato Volunia spacciandola per quello che non è accellerando una agonia già in fase avanzata prima del lancio.

Mi registro a Flashbeing e…la prima impressione è: oh no un altro social network! Profilo, nome utente, privacy, ecc. ecc.

Già qui mi balla l’occhio destro perchè il tutto si presenta come un brutto clone di Facebook.

L’altro occhio comuncia a ballare quando mi vengono proposti degli amici. No basta! Qualcuno vuole capire che gli amici sono quelli che vedi ogni tanto, che non frequanti solo virtualmente. Vabbè inutile discutere, oggi tutti vogliono gli amici e vai di amici anche su Flashbeing. Vaglielo a spiegare che non me ne frega nulla di vedere tonnellate di contenuti relativi ad interessi di conoscenti. Il fatto che conosca una persona non vuol dire che mi interessa tutto quello che fa!

La grafica è confusa e confusionaria, eppure il trend minimal non è ancora morto.

Cercando di capire come funziona – purtroppo il marketing si è limitato alla confezione – mi rendo presto conto che si tratta in soldoni di un aggregatore di feed  che permette di likeare, commentare e ricondividere gli stessi. Cosa è un aggregatore di feed? Quasi ogni sito, portale o social network ha un feed ovvero un indice dei contenuti pubblicati. Un aggregatore miscela i vari feed in ordine cronologico permettendo di leggere un abstract di ogni articolo pubblicato.  Google Reader (pace all’anima sua) era un aggregatore di feed…e un motivo anche c’era se oggi ne parliamo al passato….ma la storia non insegna mai, sembra!

Proprio pensando all’insuccesso di Google Reader penso al successo di Reddit, aggregatore naturale “human based”. Flashbeing non introduce (purtroppo) nulla di nuovo nel panorama aggregatori e questa mi sembra una occasione sprecata.

Il grosso problema di Google Reader era la troppa informazione, oltre che un cugino scomodo di nome G+, Reddit introduce invece l’elemento umano quale filtro ai vari news feed.




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Più ci smanetto dietro più mi sembra un deja-vu di vari altri portali centrifugati in maniera pasticciata e confusa.

Altro paragone è quello con Flipboard, bellissima app che permette di creare i propri magazine di news personalizzate. Ovviamente le problematiche di Flipboard sollevate da parte degli editori di contenuti si riflettono anche su Flashbeing. Se Flashbeing vive di contenuti di terzi, questi terzi che vantaggio hanno? Se la raccolta pubblicitaria (banners, ecc.) viene eseguita da Flashbeing quale è il ricavo di chi le news le produce? Flashbeing così come Flipboard è un modello destinato all’esaurimento delle risorse o alla loro valorizzazione? Se Flashbeing fa guadagni con i contenuti di terzi dovrebbe pagare i terzi o no?

Forse dietro queste domande si nasconde anche il motivo della scomparsa di Google Reader.

Ma veniamo all’usabilità...ah no parlo solo di quello che c’è non di quello che verrà.

La domanda sorge spontanea: Flashbeing serve? No se gli intenti sono quelli declamati sicuramente no. Vedere in un unico stream feeds provenienti da diversi canali non è una grande idea soprattutto perchè, a mio avviso, ogni social oggi ha una sua funzionalità e verticalità ben precisa e distinta. Noi stessi quando ci registriamo sui diversi social lo facciamo con nomi o nick diversi perché ogni attività corrisponde ad una aspetto della nostra personalità.

E’ da tempo che penso ad un post dal titolo “Uno, nessuno e centomila ai tempi dei social network” in quanto l’accostamento del concetto Pirandelliano dell’essere umano alla realtà dei social è, a mio avviso, molto adatto.

Esempio: Tumblr lo uso per uno scopo ben preciso che non ha nulla a che vedere con lo scopo per cui uso Pinterest oppure Twitter. Stesso discorso per Facebook, Reddit, Instagram e altro.

Ogni persona ha più interessi e diversi aspetti della propria personalità che spesso si riflettono in un uso diverso nei social network. Mischiarli insieme può essere confusionario e anche deleterio dal momento che si rischia un overflow di informazioni che vanno esattamente nel verso opposto dagli intendi dichiarati da Flashbeing.

Oggi i social vanno in direzione verticale e un progetto in orizzontale mi lascia un po’ perplesso.

Per concludere non ho visto nulla di nuovo in Flashbeing, ho visto un flashback di Volunia per certi aspetti e tante cose già viste per altri.

Tuttavia…e sottolineo tuttavia…io mi auguro che questo progetto decolli nel migliore dei modi perché comunque l’aproccio attivo è sempre meglio di quello passivo e comunque sia meglio fare e sbagliare che non fare nulla e accettare passivamente quello che ci viene propinato.

Pertanto bravi ragazzi e alla via così…magari aggiustando il tiro prima che sia troppo tardi. :-)

…o magari, come ormai dico sempre, forse sono io che sono troppo vecchio!

Leggere i messaggi di Facebook senza Messenger

La piccola procedura che segue permette di utilizzare l’App Facebook su iOS per leggere i messaggi nonostante ci sia l’avviso che non si può più.

Non sono l’unico a odiare l’imposizione di Facebook di installare la loro app per i messaggi. Già di principio i messaggi di Facebook non mi piacciono. Ho l’email (beh più di una) e preferirei usare sempre quella per qualsiasi cosa, principalmente per questione gestionali. Purtroppo non è possibile evitare di usare i messaggi di Facebook e onde evitare di essere maleducati bisogna comunque rispondere.

Sopporto poco anche le varie app di messaggistica istantanea come Whatsapp e compagnia bella.

Il mezzo di comunicazione per me è l’email e gli SMS per i messaggi instantanei. Tutto il resto lo trovo inutile. Fatto salvo YO che mi piace solo per il concetto! :-) Da quando ho YO non la ho mai usata per cui nel caso qualcuno voglia mandarmi uno YO ecco il mio indirizzo: walterbz.

Ma torniamo al trucchetto come anche riportato da diverse fonti qui e qui.

Per continuare ad usare i messaggi sull’App Facebook è sufficiente cliccare su scarica App Messenger quando viene chiesto e in seguito interrompere subito il download.

La App non verrà scaricata e all’interno dell’App Facebook i messaggi torneranno a funzionare.

Funziona solo su iOS.

Ovviamente è un workaround che verrà bloccato con i prossimi aggiornamenti ma io continuo a sperare che Facebook ci ripensi e riattivi la normale messaggistica.

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Kindle paperwhite vs Kindle

Ho appena finito di leggere l’interessante recensione dell’amico Sandro che compara il Kindle paperwhite con il Kindle non Paperwhite.

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Io posseggo un Kindle 3G (Keyboard) da diversi anni e sono supersoddisfatto del modello che ho che non cambierei per nessun motivo (al momento). Quando è uscito il modello Paperwhite mi ha incuriosito molto pur avendo seri dubbi.

Il punto di forza del Kindle è quello di essere una pagina con inchiostro digitale E-Ink che la rende quanto più possibile più vicina alla carta. Non riuscirei mai a leggere un libro su un display retroilluminato come quello del Pc o del tablet. Appena uscito l’iPad ho provato ma proprio non mi piaceva e mi stancava troppo gli occhi...considerando anche che davanti ad uno schermo illuminato ci passo tutta la giornata.

Il Kindle standard (non paperwhite) ha bisogno di luce per essere letto. E qui sta proprio il bello. La luce varia sempre in intensità e in temperatura rendendo l’esperienza di lettura più simile a quella del libro tradizionale.

Alla forte luce del sole così come alla tenue luce della abat jour il Kindle classico non stanca mai gli occhi e si ha una vera sensazione di lettura da carta reale.

Una curiosità tecnica: la tecnologia del Kindle dell’E-Ink fa si che il display utilizza la corrente solo per modificare l’aspetto. Ecco spiegato il basso consumo e anche il perchè a batteria completamente scarica il display mostra sempre una immagine.

Leggendo la recensione di Sandro i dubbi che avevo hanno avuto conferma pur senza mai aver visto un Kindle Paperwhite ma ragionando per deduzioni logiche. Meglio la versione non Paperwhite e sfruttare la cara e vecchia luce.

Altra curiosità tecnica: non è corretto parlare di retroilluminazione nel Kindle Paperwhite dato che non si tratta di un sistema come quello dei PC o dei Tablet ovvero dei Led o LCD che proiettano la luce ma di un sistema di fronte-illuminazione di led che illuminano lo schermo.

App Nap su OS X Mavericks ti rallenta il Mac

Lontano dagli occhi,

lontano dal cuore…hem dalla batteria…

Così recita il titolo della spiegazione sul sito Apple di App Nap. In poche parole è un sistema per cui un programma che lavora in background viene rallentato se tutte le sue finestre sono nascoste e se il programma non fa “apparentemente” nulla.

In sè nulla di male se non che in alcuni casi può influire sul normale funzionamento. Ad esempio aprendo una pagina di codice con un editor tramite un programma ftp. Quando salvate la pagina può succedere che il programma ftp non aggiorni subito in quanto è nascosto.

Difficile capire quando interviene ma facile disattivarlo in particolare per programmi che si usano molto in background come un programma ftp appunto.

Basta fare info sul programma e flaggare “Impedisci App Nap” come si vede in foto.

E vissero tutti felici e contenti…

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Come scegliere l’obiettivo della reflex

Con questo post voglio tratte alcune considerazioni su come scegliere l’obiettivo della macchina fotografica reflex da usare in una certa occasione.

Premetto che dispongo di una nutrito set di obiettivi per cui questi problemi me li pongo spesso dato che mi è impossibile portarli dietro tutti in una unica volta. Qui il mio corredo completo come si vede anche in foto.

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Prendo spunto da un interessante articolo dell’amico Sandro che fa una analisi molto tecnica degli obiettivi che utilizza quando fotografa. Analisi maturata grazie ai dati tecnici exif estrapolati da Lightroom. Qui il suo interessante articolo.

Sandro analizza l’uso in funzione degli scatti effettuati affermando che:

Così come nell’informatica, dove se si parla di benchmark le sensazioni non servono a nulla, e bisogna usare i Performance monitor per avere dati certi, anche in questo caso avere in mano numeri “crudi” può corroborare -o confutare- una nostra opinione.

Di tutto l’interessante articolo non concordo con questa affermazione. Dire che le sensazioni non servono a nulla è esattamente l’opposto di quello che io penso. E qui cercherò di spiegare il perché.

Ogni obiettivo ha una sua caratteristica ben precisa e non parlo dei meri dati tecnici  ma della resa vera e propria dell’immagine.  Ogni obiettivo ha una sua “personalità”. So che può suonare strano ma è la somma dei fattori tecnici che lo rendono tale.

Tecnicamente un obiettivo si distingue principalmente da:

  • un numero di lenti divisi in elementi e gruppi
  • numero di lamelle del diaframma
  • apertura minima
  • minima distanza di messa a fuoco
  • motore di messa a fuoco
  • presenza dello stabilizzatore
  • peso

Ci sono poi delle valutazioni tecniche molto importanti quali:

  • vignettatura
  • distorsione
  • risoluzione (test MTF)
  • aberrazioni cromatiche

Infine ci sono le considerazioni che non ritengo misurabili quali:

  • il bokeh ovvero lo “sfocato di fondo”
  • la resa cromatica
  • la profondità spaziale/tridimensionalità

Negli anni ho imparato che questi ultimi tre parametri sono quelli che mi influenzano di più nella scelta dell’obiettivo.  Ciò che mi ha aperto gli occhi è stata la lettura di un post di un “mito” con lo pseudonimo di Zott e il suo piccolo compendio di ottiche Canon.

Al di la del contenuto del compendio stesso quello che si evince è la “personalità” di ogni obiettivo. Personalità data non dai parametri tecnici ma dal risultato finale che poi è quello che conta.

Ma veniamo a quali sono i miei parametri di scelta dell’obiettivo.

Innanzitutto è tutto sempre in funzione di dove vado e cosa fotografo.  Non andrei mai in montagna con il pancake 40mm così come non mi porterei in una città solo il 100 macro.

Ci sono diversi fatto pratici: il primo è il peso. La Canon EOS 5D pesa 800 grammi.  Il 28-70 f2.8 ne pesa altrettando. Questa combinata che è la più classica impone un peso di 1,6 Kg. Vi assicuro che tutto il giorno con questo peso sul collo non è proprio piacevole. Da quando è uscito il piccolo pancake 40 mm f 2.8 (130 grammi) è quello che preferisco per le giornate di fotografia, come ad esempio alle Biennali di Venezia.

Diciamo che quando so cosa vado a fotografare faccio presto a decidere quale, o quali,  obiettivo/i portare. Più difficile quando vado in vacanza. Per capire ancora meglio proverò ad analizzare le peculiarità di ogni singolo obiettivo:

(riporto anche il rating del sito Fredmiranda che rappresenta una media tra la qualità dell’obiettivo e il suo costo valore max: 10)

Canon EF 28-70 f2.8 L

E’ l’obiettivo “allrounder” che uso di più. Escursione buona ma non esagerata. Grande luminosità. Capace anche di qualche buona macro. Bokeh bello. La nitidezza non è elevata ma si può correggere in sviluppo RAW. Resa dei colori neutra, va saturato in sviluppo. Distorsione minima. Senza il paraluce (che è grosso e ingombrante) la luce che entra in certe situazioni rovina la foto creando dei riflessi. Non è più in produzione sostituito dal 24-70 f2.8 e poi dal MkII. Il 28-70 è superiore al 24-70 prima generazione. Superato solo dall’MKII.

Gli manca la stabilizzazione ma si può vivere anche senza con tutto il vantaggio del risparmio di batteria.

Ecco i rating di Fredmiranda per confronto:

28-70 f.2.8 L = 9.7

24-70 f.2.8 L = 9.3

24-70 f.2.8 L MKII = 9.9

Se lo trovate usato non posso che consigliarlo.

Lo uso tendenzialmente da solo oppure insieme al 17-40 f4 e al 70-200 f2.8.

Canon EF 40mm f2.8 pancake

Piccolo e discreto, leggero. Nitidezza eccellente anche a tutta apertura.  Colori reali e molto bilanciati. Bokeh discreto. Con la tecnica dei: “passi indietro e avanti” fa dimenticare il bisogno di uno zoom. Se non avete mai provato un’ottica fissa provatelo e capirete la differenza.

E’ il mio preferito per tutte quelle volte in cui:

a) non mi porterei la reflex perché troppo ingombrante

b) mi aspetta una lunga giornata di foto

Con il pancake la coppia macchina obiettivo non raggiunge il chilo di peso.

Rating Fredmiranda: 9.1

Canon EF 17-40 f4

Ottimo grandangolo, leggero. Un po’ piatto e buio ma del resto lo uso quasi sempre a 17 mm come supergrandangolo. Le alternative sarebbero il 16-35 f2.8 L MkII o il 17-35 f2.8 L ma entrambi sono più pesanti e costosi e per il mio uso di grandangolo (con parsimonia) non farebbero nessun senso.

Rating Fredmiranda: 9

 Canon EF 70-200 f2.8 L IS

Il più bell’obiettivo che abbia. Un primo piano fatto con questo obiettivo regala delle immagini uniche. Colori splendidi, spazialià e nitidezza eccezionali. Un solo difetto: il peso di 1,6 kg.

Ma quando dovete fare dei primi piani o ritratti o comunque fare foto mantenendo una certa distanza dal soggetto questo obiettivo vi rende tutta la fatica che fate per portarlo in giro.

Oggi mi prenderei il 70-200 f4 L IS ma a suo tempo non c’era o meglio c’era la versione non stabilizzata per cui ho optato per questo.

E’ impegnativo da usare…ma rende moltissimo!

Rating Fredmiranda: 9.4

Canon 100 mm f2.8 IS macro

I 100 macro di Canon li ho avuti tutti. Dal vecchio 100 f2.8 al precedente f2.8 senza stabilizzatore. Tutti dei grandissimo gioielli come macro. Non facili da usare per via della ridotta profondità di campo ma per un appassionato di macrofotografia come me un must da avere in borsa.

Rating Fredmiranda: 9.6

Canon 50 mm f1.4

Obiettivo stupendo estremanente luminoso, ottimo per ritratti. Bokeh e nitidezza da riferimento.

Lo uso molto poco, specialmente da quando ho il pancake 40 mm e invece dovrei usarlo di più!

Rating Fredmiranda 8.9

Canon 300 mm f4 IS

Uno spettacolo di teleobiettivo. Tridimensionale e preciso. Peccato solo che il peso non mi permetta di portarlo più spesso con me. Lo uso veramente poco e solo in occasioni particolari.

Rating Fredmiranda: 9.6

Canon MPE-65 mm 1-5x macro f2,8

Comperato ad un asta su Ebay quache anno fa devo avere ancora il tempo di usarlo. Questo è un obiettivo molto particolare. Tanto per dire ha la messa a fuoco manuale.

Il rating Fredimiranda è di 9.8 il che la dice lunga. Spero prima o poi di riuscire a fare qualche scatto con questo gioiello.

Concusioni

Questo post nasce con l’idea di confutare la tesi dell’amico Sandro secondo cui analizzare dai dati statistici l’utilizzo più frequente di una certa focale possa aiutare a determinare la scelta di un obiettivo piuttosto che un altro.

Io ritengo che siano due dati completamente slegati.  Si tende a usare l’obiettivo più “comodo” . Anche se si hanno nella borsa diversi obiettivi, il cambio è sempre una operazione delicata e scomoda. L’obiettivo ideale  un 17-200 f2.8 stabilizzato, nitido come una lama, con un bokeh da paura non esiste e mai esisterà. E’ chiaro che  se ho un obiettivo che mi copre un ampio range finirò per usare prevalentemente questo.

Il bello di avere una reflex sta proprio nel cambiare obiettivo e cambiando obiettivo è come cambiare punto di vista dal mirino della macchina.

I 40 mm del pancake sono diversi dai 40 mm del 28-70 e dai 40 mm del 17-40.

Spesso scelgo l’obiettivo perché so che per quel tipo di foto che vado a fare le foto verranno bene con quell’obiettivo.

Ogni obiettivo ha un suo carattere, una sua personalità, una sua resa cromatica, una precisa nitidezza, un suo bokeh…in poche parole ogni obiettivo è un mezzo unico e diverso per interpretare la luce che entra nella macchina fotografica e che va a fissare la nostra immagine sul sensore. Non c’è nessun “parametro tecnico” ma solo sensazioni…non misurabili se non a “pelle”!