Macbeth di Serena Singaglia – recensione da 2 cent

La seconda produzione del Teatro Stabile di Bolzano stagione 18/19 è il Macbeth di William Shakespeare. Nel titolo ho però, non causalmente, usato il nome della regista Serena Sinigaglia. Questo è un Macbeth molto “interpretato” pur mantenendo la fedeltà al testo del Bardo.

Shakespeare was born in Stradford on Avon in 1564…

Così iniziava il mio riassunto su Shakespeare ai tempi del liceo linguistico. Ed è proprio quella data che fa riflettere. Sono passati oltre 400 anni eppure quel testo è così moderno, così attuale.

La prima cosa che ti colpisce di questo Macbeth è la buca di sabbia. La seconda i costumi. Questo Macbeth “gioca sporco” con il pubblico e lo fa utilizzando diversi mezzi.

Iniziamo con i costumi che ti spiazzano, un po’ come quando senti parlare un non caucasico con qualche accento locale italiano. Mentre il testo ti porta nel basso medioevo, la vista ti dice che sei circa ai tempi della seconda guerra mondiale.

Poi c’è la luce. Una luce che alterna toni caldi e freddi. Una luce che riesce a trasformare la scena in bianco e nero, al punto che quando appare qualcosa di colorato capisci che non stai guardando un vecchio film di guerra.

Gli odori e qui non so se sia voluto o meno ma il puzzo della carta bruciata, dei cerini, delle candele spente e della sigaretta contribuiscono a fare alla rappresentazione una sorta di esperienza multisensoriale. Odori sgradevoli per situazioni e emozioni fastidiose.




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Ma l’apice viene raggiunto con la sabbia. Sabbia che per antonomasia è simbolo di fastidio. Tutta la scena è “sporca” di sabbia, lo sono gli attori, gli oggetti, l’aria stessa. Come se quella sabbia fosse la rappresentazione stessa del male. Non a caso in mezzo alla scena vi è una grande buca di sabbia in cui si svolge la scena a volte principale a volte secondaria. Ma la buca è sempre lì, sempre in vista. Quando viene coperta è ancora più in primo piano. Forse è la culla del male stesso, non a caso Macbeth muore proprio lì dentro ricoperto, non a caso, fino alla testa decapitata.

Questo male che non è altro che la brama di potere. Aspetto che però passa in secondo piano rispetto a quello che forse è il protagonista vero di questo Macbeth: il rimorso.

Un rimorso rappresentato in maniera più forte del male stesso. Volendo dare un significato “buono” al rimorso è come il bianco che si contrappone al nero della scena. La sabbia, il male, è comunque bianca. Lo Yin e lo Yang che portano alla conclusione equilibrata di una tragedia cruenta e violenta.

Sì mi è piaciuto e anche molto. Non deve essere facile pensare ad un Macbeth in chiave moderna senza rischiare di fare “sussultare nella tomba” il “caro vecchio” William.

Le oltre due ore volano grazie anche alla bravura degli attori e al ritmo serrato della sceneggiatura. Fausto Russo Alessi dà a questo Macbeth una personalità combattuta, succube di una Lady Macbeth che poi tanto forte non è. Come scrivevo prima qui il rimorso è più forte del male.

Curiosamente l’attore ha una, neanche tanto vaga, somiglianza con un “certo personaggio politico” piuttosto in voga in questo periodo storico ma credo che si tratti di una mera coincidenza senza andare a scomodare messaggi subliminali politici che non mi sembrano esserci. Questo per dire che la collocazione temporale di questo Macbeth non è importante. Medioevo, guerra mondiale o tempi nostri non importa. Qui sono gli atteggiamenti umani a farla da padroni e certe cose non cambiano mai. La brama di potere ha messo, mette e metterà sempre l’uomo a dura prova.

Menzione speciale per le luci, di cui ho già parlato e per le scene. Ci sono momenti in cui si viene trasportati su più livelli di azione grazie a quel semplice piano inclinato che compone la scena e a quel grande tavolo che crea un secondo palco inquandrando la buca di sabbia in una sorta di picture in picture.

Grande teatro per quanto possa valere la mia opinione e sulla base di un puro giudizio soggettivo.

Tempo di CHET. La versione di Chet Baker – I miei 2 cent

Finalmente dopo anni di latitanza ho rifatto l’abbonamento al Teatro Stabile di Bolzano. Francamente era dura resistere alle proposte messe in piedi dalla nuova direzione di Walter Zambaldi. La stagione 2018/2019 si apre con uno spettacolo molto particolare dal titolo Tempo di Chet. la versione di Chet Baker.

Già dal titolo si capisce che si parla di musica jazz  ma non solo. La scenografia è complessa e la luce funge da mezzo per definire i cambi scena. Nulla si muove ma tutto si trasforma grazie alla luce. In centro a delineare subito che qui si parla di musica è il trio guidato di Paolo Fresu. Ecco, già solo per questo lo spettacolo merita di essere visto ma soprattutto ascoltato.

Poi si parla di un demone dal nome di Chet Baker. Si parla di Chet Baker in modo assai innovativo. A tratti ti sembra di veder spuntare Carlo Lucarelli che tesse la trame di qualche mistero. Ma il testo di Leo Muscato va (fortunatamente) molto oltre. Non vi è spazio al mistero si danno certezze. Lo si fa dando voce a numerosi personaggi che hanno girato intorno alla vita di uno dei più grandi interpreti moderni della musica jazz.

Il dipinto è quello del genio maledetto. Alcool, droghe, sesso e… il rock-and-roll stava appena nascendo e avrebbe decretato a breve un cambio nei gusti musicali mondiali.

La storia è piena di belli, bravi e dannati. Chet Baker era tutto questo. Lontano dagli stereotipi del jazzista classico, più vicino a personaggi come Elvis.

Lo spettacolo gira intorno ad un dramma interiore. Ad una morte per droga ma soprattutto alla droga che ha condizionato tutta la vita di Chet Baker. Ma anche questo dipende dalla chiave di lettura. E’ stata la droga a condizionare la sua vita oppure la sua forza e il suo amore per la musica ad essere più forte dei danni della droga?

Può un drogato essere un eroe? Perchè in fondo questa è la domanda che viene spontaneo porsi. Ma erano altri tempi. Non si concepiva la droga come un demone vero e proprio. La chiave di lettura è diversa. Non si può giudicare Chet Baker come und drogato dei giorni nostri. Basti pensare alle sigarette. Nel dopoguerra fumavano tutti, era un segno distintivo, una cosa positiva. Oggi chi fuma è concepito sempre più come un malato, un dipendente da un vizio. I tempi cambiano, la consapevolezza pure.

Pertano sì, il Chet Baker di Leo Muscato è un eroe positivo nonostante la droga. La sua forza è nella volontà di suonare a dispetto di qualsiasi impedimento. Commovente il dipinto della vita di Chet dal momento in cui umilmente si mette al lavoro presso una pompa di benzina fino a ricominciare ad imparare a suonare la tromba con la dentiera dopo aver perso i denti a causa della droga.

Lo spettacolo non è semplice, non si “assimila” immediatamente. Ci vuole tempo per apprezzarlo, ma così è stata la vita di Chet Baker, complessa e blu come la sua musica.
Ma poi questo spettacolo ti rimane dentro e non puoi fare a meno di perderti nella poesia musicale di Chet Baker.


Traffico a Bolzano, io sto con Caramaschi

Premetto che non ho particolari simpatie né antipatie verso il Sindaco Caramaschi. Tuttavia le scelte che sta attuando per la viabilità a Bolzano sono molto condivisibili. Purtroppo però si sta scontrando contro troppi interessi e finirà per cedere in un modo o nell’altro. Qui posto alcune personali considerazioni sulla viabilità a Bolzano.

Bolzano una città a portata di piede…

Bolzano è una piccola città, molto piccola, talmente piccola che a piedi si arriva in molti luoghi senza grandi necessità di altri mezzi. Se poi non basta si può usare la bici e la fitta rete di ciclabili. L’auto diventa necessaria in pochi casi. Personalmente quando devo muovermi in zona limitrofa al centro (dai Piani a Piazza Tribunale giusto per fare un esempio) lo faccio a piedi, che tra il resto fa anche bene. Tirare fuori l’auto, muoversi e parcheggiarla richiede sicuramente più tempo.

Se poi andiamo a vedere la dimensioni della città di Bolzano rispetto ad altre città, come avevo fatto in questo post qui, ci si rende conto che Bolzano è proprio piccola. Ma a volte le distanze “mentali” sono maggiori di quelle reali. Parlo per esperienza personale. Nel 2017 ho fatto 5 milioni di passi (vedi qui) e 2359 km in bici (vedi qui), la maggior parte proprio per muovermi in città.

Purtroppo i bolzanini hanno brutte abitudini in particolare la mattina per portare i figli a scuola. Il più delle volte poi sono delle scuse/occasioni (forse le uniche) per sfoggiare il SUV (o altro) nuovo piuttosto che per soddisfare delle reali necessità. L’altra scusa (questa volta giustificata) è la mancanza di una adeguata rete di mezzi pubblici.

Stesso discorso per i centri commerciali. Se prendiamo il Twenty, ad esempio, ci rendiamo conto che è a due passi da ovunque eppure tutti ci vanno in auto.

Mezzi pubblici a Bolzano

Secondo me questi sono il vero lato dolente. Innanzitutto per un utilizzo una tantum bisogna districarsi nel complicatissimo piano di orari di Sasa e dopo parecchio tempo e tanta pazienza si riesce a capire quale autobus prendere per andare in un determinato luogo. Ricordo che a Parigi quest’anno era sufficiente inserire su Google Maps una destinazione e in un istante apparivano tutte le possibilità con i mezzi pubblici (metrò e bus). Questo rende semplice e piacevole spostarsi. Sasa invece ha un sito incomprensibile a partire dal punto di vista concettuale.

I bus a Bolzano vegono giusto presi dagli abitudinari che conoscono i percorsi ma per chi come me ne farebbe un uso saltuario si perde troppo tempo a cercare il bus giusto. Inoltre i bus sono mal organizzati, o sono strapieni o sono semi vuoti. Provare a salire su un bus in orario scolastico è una impresa che fa desistere alla sola vista del bus che arriva carico di adolescenti schiacciati come sardine in scatola.

I turisti e la visita da Ötzi

Quando il meteo minaccia pioggia o brutto tempo il turista medio cosa fa? Giustamente va nel capoluogo di provincia a fare due passi in città e già che c’è a vedere la mummia del Similaun. Ovviamente questa idea salta contemporaneamente in testa a migliaia di turisti che si riversano a Bolzano trovando una città impreparata a far fronte a tali eventi. Non per niente sono anni…decenni che si usano strutture temporanee come transenne e altro per bloccare il traffico. Bolzano si fa trovare sempre impreparata, pur sapendo benissimo quel che succederà. Sembra quasi che non si voglia affrontare il problema e si nasconda la testa sotto il Talvera.

Il traffico di turisti a Bolzano ormai è costante e ha i suoi picchi nelle giornate brutte. Me ne rendo conto perché attraversare il centro in bici ormai è pure una impresa. Anche qui merito di una pessima segnalazione. Pedoni e ciclisti devono convivere su pochi metri di strada disponibile tra il resto sempre più erosa da innumerevoli bar e ristoranti che si allargano con tavolini e sedie sulla strada. Il pedone (turista) non capisce poi che le bici hanno anche diritto di passare e cammina “pendolando” a sinistra e destra. Magari un minimo di segnaletica potrebbe aiutare.

Durante il mercatino, per contro, il traffico è più controllato perché ci sia aspetta che sia tanto. Il fatto è che ormai Bolzano è costantemente assediata da turisti. Ma anche qui sembra che non si voglia “vedere” il problema.




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L’ideale sarebbe anche spostare la sede di Ötzi lontana dal centro ma ovviamente questo non sta bene ai commercianti del centro e relativi proprietari dei muri che incassano affitti d’oro.

I pendolari

Tanti anni fa i bolzanini hanno cominciato a cercare casa nei paesi limitrofi. Sicuramente per i costi più bassi ma anche per una migliore qualità della vita e in forza del fatto che Bolzano si raggiunge in poche decine di minuti. Ricordo che quando abitavo ad Ora ci mettevo meno tempo a fare il tratto in autostrada Ora Bolzano zona industriale che non ad andare in centro città dai miei (allora senza arginale). Oggi però le cose sono cambiate. L’idea di trasferirsi nei ridenti paesini la hanno avuta in tanti e tutti si muovono in auto. I tempi si sono allungati. La distanza “virtuale” è raddoppiata. Per distanza “virtuale” intendo una media di km e tempo di percorrenza. Raggiungere Bolzano soprattutto in certi orari è abbastanza frustrante. Il modello garage di casa, garage dell’ufficio in pochi minuti è ormai un ricordo anche per coloro che lavorano in zona.

Il pendolarismo poi potrebbe essere limitato anche grazie alla delocalizzazione del lavoro quantomeno nel settore pubblico. Il centro di Bolzano è pieno di uffici pubblici che potrebbero benissimo trovare delle location meno centrali diminuendo così ulteriore traffico di dipendenti e fruitori. Anche qui l’informatizzazione dovrebbe fare la sua parte. E’ assurdo e anacronistico che per fare certe cose amministrative da tutta la provincia si debba venire in città. Aumentando i servizi online diminuisce la necessità del contatto con il pubblico, diminuendo questo il personale può essere delocalizzato magari più vicino al luogo di residenza.

Concomitanza di fattori

Ora mettiamo insieme la pigrizia del bolzanino che vuole usare l’auto piuttosto che fare due passi o usare la bici o usare i mezzi pubblici, la pretesa del pendolare che vuole fare la stessa cosa, i turisti che vorrebbero trovare parcheggio tutti sotto piazza Walther e otteniamo il traffico perfetto ovvero il blocco totale. Se questo evento accadeva raramente ora accade sempre più spesso e nessuno vuole sentire ragioni se non le proprie.

Forma mentis

Come possibili soluzioni di parla di raddoppiare l’arginale, fare nuove strade o tunnel o altro ma non credo siano efficaci. Comunque comporterebbero solo un aumento di emissioni nocive.

Personalmente credo che ciò che va cambiata sia la forma mentis ovvero il modo con cui dobbiamo pensare a spostarci nella e da e per la città.

Innanzitutto bisogna pensare in maniera ecologica. Perché usare l’auto quando posso benissimo farne a meno? Camminare fa bene, andare in bici fa bene.  Muoversi fa bene! Spendere soldi per andare in palestra e poi usare l’auto per andare al lavoro? Piangere per i kg di troppo e non muoversi a piedi? Siamo proprio la civilità delle contraddizioni.

Bolzano sta diventando una piccola metropoli, fosse per me il traffico andrebbe limitato ancora di più. Spazio ai pedoni, alle bici, ai mezzi pubblici, ai mezzi usati per lavoro, ai corrieri. Meno spazio per chi usa l’auto quando potrebbe benissimo farne a meno. Creazione di parcheggi ai margini della città dove far confluire pendolari e turisti e da lì veloci e comodo mezzi pubblici navetta per il centro. Poi potenziare i mezzi pubblici e soprattutto adottare tutta la tecnologia possibile per rendere il loro utilizzo rapido e veloce come citavo prima nell’esempio di Parigi.

Non viviamo più nella Bolzano di 20 anni fa, questa è una città che è cambiata e deve cambiare anche il modo di viverla sia per coloro che ci sono dentro che per quelli che vengono da fuori. Ovviamente le distanze virtuali non sono più quelle di una volta e bisogna adeguare il nostro ritmo di vita a queste mutate situazioni. Certo che è fastidioso per coloro che sono andati a vivere in periferia dover alzarsi mezz’ora o un’ora prima ma lo stesso deve valere per tutti compresi bolzanini che portano i figli a scuola o vanno a lavorare in auto. Per il bene dell’ambiente soprattutto che poi è il bene nostro e dei nostri figli.

Per cui spero che il Sindaco Caramaschi non si faccia fermare o intimidire e prosegua su una linea dura. Per una Bolzano più vivibile e più green. Una città che non sarà tutelata come le Dolomiti in quanto patrimonio dell’umanità ma ricordiamoci che è un patrimonio per chi ci vive e merita la stessa cura e attenzione.

Ricordi di una vita

In questa era digitale il ricordo è qualcosa di molto tangibile. Abbiamo tracce digitali di tantissimi momenti che viviamo. Fare una foto non costa pressoché nulla. Siamo pieni di istantanee digitali della nostra vita. I social poi ci ripropongono ciclicamente molti istanti passati, che ci piacciano o meno. Ne so qualcosa io, non per niente mi ritengo un collezionista seriale di ricordi al limite dell’ossessivo. Ma mi piace proprio eccedere in questo aspetto. Amo riguardare dopo anni e ricordare. Terabytes di foto, audio, filmati, ecc. Tutti ovviamente replicati per non correre il rischio di perderli.
Questa sera però sono rimasto colpito da anziano signore. Uno di quei 150 sfollati che un bel giorno si è visto costruire sopra la propria casa un ponte enorme, quello che oggi chiameremo senza ombra di dubbio ecomostro. Forse proprio alla sua casa hanno addirittura tagliato un pezzo di tetto per farci stare una trave del ponte. Quella via, la Walter Fillak, triste sorte. Quale insana idea costruire un ponte di quelle proporzioni sopra delle case. Ma erano altri tempi, erano gli anni 60. Chi si poteva opporre a queste cose? Non certo umili abitanti di un quartiere popolare le sorti dei quali non interessavano a nessuno. E quel signore apparso in TV questa sera era uno di questi e lo si capiva. Ha detto poche parole, piangendo con dignità di fronte alle telecamere. Piangeva non per fare il caso umano o perchè qualcuno lo ha spinto a farlo. Piangeva proprio con il cuore, da dentro. Dal 14 agosto non è più potuto rientrare nella propria casa e probabilmente non potrà più farlo. Piangendo ha parlato di foto, rimaste nella casa, di una gita a Venezia. Molto probabilmente una delle poche o forse l’unica gita fatta da quell’uomo. Un rullino di fotografie analogiche, ognuna più preziosa dell’altra, perché allora non si scattava all’impazzata, ogni foto costava. Questo lo ricordo anche io, nel periodo scolastico non potevo permettermi di svilupparle e facevo fare solo i provini a contatto. Ogni foto stampata era un bene prezioso. In quei pochi secondi in cui è apparso sullo schermo ho provato una forte emozione per quell’uomo perché ho capito che la sua ricchezza non è tanto la casa quanto i ricordi e quelle foto lo aiutano a tenerli vivi. Allora spero con tutto il cuore che facciano il possibile per rendergli tutte le sue cose e soprattutto le sue foto, i suoi ricordi. Certamente è un uomo fortunato perché la tragedia poteva finire peggio ma a volte perdere i ricordi è un po’ come morire dentro.

Chris Apartments Samos recensione vacanze rovinate

Questa è la recensione della struttura Chris Apartments che scrivo mentre sono in vacanza all’isola di Samos (Grecia). Struttura prenotata tramite l’agenzia Zucchi Tours di Bolzano mediante Eden Viaggi Margò.

Premetto che sto scrivendo questo articolo mentre la questione che descrivo è ancora in essere. E’ iniziata una vacanza ormai rovinata, surreale e da incubo e qui voglio tracciare i vari momenti.

Sabato 14 luglio 2018

Con la mia famiglia, moglie e due bambini, arriviamo in aereo all’isola di Samos. Viaggio prenotato mesi fa. L’agenzia Zucchi di Bolzano, con la quale ci siamo trovati sempre bene, ci ha proposto un soggiorno in un aparthotel, Chris Apartments offerto da Eden Viaggi Margò. Soluzione economica ma per le nostre esigenze più che sufficiente. Questo è il nostro quinto viaggio in Grecia e ci siamo sempre trovati bene in strutture piccole e famigliari così come in altre, mai avuto un problema, siamo sempre rimasti soddisfatti sia delle location che dall’accoglienza. Amiamo la Grecia e i greci. In vacanza siamo in giro dalla mattina alla sera e sfruttiamo la struttura solo per dormire per quello cerchiamo sempre soluzioni economiche ma dignitose dato che comunque ci rivolgiamo sempre all’agenzia.

Dall’aereoporto un bus ci porta alla località di Votsalakia dove si trova la struttura Chris Apartments. Tutto come da foto del catalogo Eden Margò. Due piccole stanze ma con tutto il necessario per dormire. Nelle stanze c’è l’aria condizionata ma a pagamento, cosa che non mi interessa dato che non amiamo dormire con il condizionatore acceso e comunque la temperatura è più che sopportabile. Noto comunque che sul balcone ci sono gli split dei condizionatori mio e quello dell’appartamento vicino.

Nel momento di andare a letto arriva la sorpresa. Stanco dal viaggio mi addormento presto per venir svegliato alle 2:00 di notte da un rumore forte e sordo. Capisco subito che si tratta dello split esterno dell’appartamento vicino. Tento di riaddormentarmi ma il rumore non me lo permette. Un rumore sordo, cupo, non causato dalla ventola ma dal compressore che trasmette le vibrazioni al muro dato che è fissato senza nessuna ammortizzazione. Chiudo la piccola finestra, ma nulla, come non averlo fatto. Non è infatti il rumore provocato dalla ventola ma proprio quello della vibrazione indotta dal compressore.

Nella foto a fianco la posizione dello split rispetto alla mia trovandomi sul letto.

Questo il file audio registrato con la porta chiusa! Purtroppo il fastidio derivante dalla vibrazione non è registrabile.
Se vi sembra poca cosa, ascoltatelo di notte a tutto volume e poi ditemi.

Qui inizia l’incubo. Il rumore non mi permette più di riaddormentarmi pur avendo provato tutte le tecniche rilassanti che conosco. E’ troppo forte, sembra arrivare da ovunque, come tipico dalle vibrazioni indotte.

Spero nel fatto che i vicini ad un certo punto al spengano il condizionatore ma niente, questo succederà solo alle 9:30 di mattina.

Metto le cuffie per ascoltare della musica per riuscire a dormire ma non serve a niente, il rumore è così fastidioso che si sente comunque.

Stesso problema ha mia moglie ed entrambi passiamo una notte in bianco.

Domenica 15 luglio 2018

Alle 8:00, appeno vedo il manager dell struttura, un anziano signore, vado da lui per dirgli del problema, con assoluta calma e gentilezza (considerando anche che ero distrutto da una notte in bianco), ma da subito vengo trattato in malo modo. Dapprima mi ha ignorato continuando a fare quello che faceva e io dovevo stargli dietro per spiegargli la situazione, quindi mi ha detto che lui non sa cosa farci che nessuno si è mai lamentato e che lui non può certo spegnere il condizionatore degli ospiti accanto (certamente no dato che il condizionatore ha un costo extra di 6 euro al giorno!). Infine mi ha detto di prendere delle pillole per dormire! Il tutto senza mai rivolgermi lo sguardo. Al mio invito di venire a sentire in camera il rumore non ha risposto, segno che sicuramente fosse ben a conoscenza del problema. Mettendomi nei suoi panni, se uno mi viene a riferire una cosa di cui nessuno si è mai lamentato, la prima cosa che farei è verificare di persona. Da questo momento in poi comincia ad avere un atteggiamento seccato nei miei confronti, tuttavia si propone di cambiarci stanza con una che si trova al piano terra. Gli chiedo di mostrarmela. Sembra in ordine, nessuno split nelle vicinanze. Una donna, non so bene se sia la moglie o chi, gli parla in greco, ordinandogli qualcosa, lo si capisce dal tono. Capisco solo che ha chiesto di che nazionalità fossimo (italiani brutta gente). A quel punto lui blocca tutto e mi dice di parlare con il referente locale.

Chiamo così il Sig. Francesco di Margò spiegandogli tutto l’accaduto. Questi mi dice di non preoccuparmi e dopo poco mi richiama dicendo che mi avrebbe fatto cambiare stanza. Nel frattempo vado a prendere l’auto a noleggio, l’occorrente per fare i panini e prima di partire chiedo al manager quando avremmo potuto trasferirci.

Questo dice che lui non sa nulla e che deve venire qui il rereferente (Francesco) di persona. Comincio a non capire più nulla e richiamo il Sig. Francesco passandogli il manager di Chris Apartments. Parlano in inglese per cui capisco tutto. Il manager dice che sono io delicato perché sento il rumore tenendo la porta e la finestra del balcone aperte, cosa assolutamente falsa. Gli dice poi che lui fa il cambio ma che poi non vuole più sentire lamentele. Cosa che mi insospettisce e difatti quando mi fa nuovamente vedere l’altro appartamento salta fuori che la finestra della camera da letto è di fronte al locale della piscina dove giorno e notte è in funzione la pompa dell’impianto di pulizia dell’acqua!

Nella foto che segue il locale piscina con la pompa dell’impianto. Sulla sinistra la finestra della camera da letto dell’appartemento che ci hanno proposto come sostitutivo.

Questo invece il rumore della pompa.

A questo punto sia io che mia moglie siamo senza parole. Lei contatta Margò per riferire la situazione e io ricontatto il Sig. Francesco.

Da entrambi ci viene detto che troveranno una soluzione che al momento (domenica ore 14:00) stiamo ancora aspettando. Sono molto demoralizzato, deluso e comunque vada ormai la vacanza è rovinata. L’amaro che lasciano queste situazioni non va via facilmente.

Al di là del rumore che mi ha tenuto sveglio la notte il fatto di essere trattato come lo sono stato non mi permetterà più di passare i rimanenti giorni con serenità.

Siamo in attesa di una chiamata di Margò e quando ci saranno delle novità le posterò qui sotto.

Aggiornamento ore 19:30 di domenica 15 luglio 2018

Oggi è stata una giornata veramente dura. Non sono riuscito a dormire neanche un po’, sono sveglio dalle 2 di stanotte ma ora finalmente siamo sistemati in un bellissimo appartamento, ultimo piano, circondati da ulivi, due stanze da letto, cucina, per farla breve un vero appartamento per le vacanze, trovato su Booking.com (punteggio 9.5).

Ma vediamo cosa è successo pomeriggio.

Per tutto il pomeriggio ho provato a contattare il Sig. Francesco. Gli ho scritto e detto che non avrei assolutamente passato un’altra notte in bianco da Chris Apartments chiedendogli cortesemente di farmi sapere entro quando ci avrebbe trovato un’altra sistemazione.  Per tutto il pomeriggio io e mia moglie abbiamo ripetutamente provato a chiamarlo ma il telefono risultava non raggiungibile o suonava a vuoto. Di seguito gli innumerevoli tentativi fatti da me e mia moglie per parlare con lui.

Verso le 17:00 ormai rassegnato e avendo capito che il Sig. Francesco non avrebbe trovato una soluzione in tempi brevi (e poi ho capito anche il perché, che spiegherò dopo) decido di guardare su booking.com e trovare una sistemazione. Trovo un posto con prezzo interessante e prima di chiudere su Booking decido di andarlo a vedere. Una splendida casetta in mezzo agli ulivi. Nella casa vicina troviamo i proprietari, due anziani e simpatici isolani che non parlano inglese ma ci mettono in contatto, dopo aver gesticolato un po’, con la figlia che gentilmente ci spiega tutto. Vediamo gli appartamenti disponibili, ben altra cosa rispetto al “buco” rumoroso dove eravamo prima. Dobbiamo però decidere in fretta perché le prenotazioni su booking.com potrebbero arrivare da un instante all’altro.

Ogni ulteriore tentativo di parlare con il Sig. Francesco va a vuoto fino a che finalmente non risponde e ovviamente non ha nessuna soluzione in mano come invece aveva promesso più volte. Stessa storia di stamane, tante parole pochi fatti. Intuisco dalle sue parole che non avrebbe fatto nulla se non rabbonirci ulteriormente. Ogni sua parola sembrava uscire dal manuale del “perfetto assistente di tour operator”.

Così chiudo i ponti, confermo l’altro appartamento e in un’ora ci siamo trasferiti in un posto degno dell’ospitalità greca.

Nel momento di lasciare Chris Apartments faccio venire il manager per consegnargli le chiavi e verificare che sia tutto ok. Questo indifferente, anzi tendenzialmente contento, ci dice solo che comunque tre giorni li avremmo pagati per legge! Ecco che ora tornano i conti. Noi tramite agenzia paghiamo tutto prima, ma il tour operator paga a saldo per cui i tre giorni minimi li pagano comunque loro. Per cui è chiaro che quelli di Margot (il Sig. Francesco) avrebbero perso tempo almeno per tre giorni per farci restare lì per non perdere denaro e non prima avrebbero (forse) trovato un’altra soluzione. Diversamente avrebbero dovuto pagare più giorni totali per la nostra vacanza.

Sentito anche degli amici avvocati avremmo dovuto rimanere lì almeno fino a lunedì per contattare la nostra agenzia (Zucchi) che poi avrebbe dovuto fare qualcosa. Sinceramente pur confidando nella mia agenzia non mi sentivo più di rimanere un secondo in più in quella struttura. Forse, anzi sicuramente, ci rimetterò i soldi anche se in teoria la Margò pagherà solo tre giorni a Chris Apartments ma conoscendo le clausole dei contratti ci sarà scritto sicuramente da qualche parte che non sarà così essendocene andati via per i fatti nostri. Il problema è anche che è difficile dimostrare che il rumore fosse intollerabile. Servono misurazioni precise ma il fatto stesso che nessuno si sia quantomeno degnato di venire a sentire è indicativo che non sarebbe comunque servito a nulla.

Si potrebbero trarre mille conclusioni ma al momento ho voglia solo di godermi le mie vacanze – 2 giorni (perché considero anche il giorno perso per spostamento volo, altra pratica disdicevole delle compagnie) e i tot centinaia di euro persi.

Ma ora sto da Re senza rumori fastidiosi e in una sistemazione 100 volte superiore. A dire il vero manca il Wifi ma poco importa. Questo il risultato del triste speed test del Wifi di Chris Apartments, della serie scrivo che ho il Wifi ma tanto è inutilizzabile.

Al ritorno mi curerò di recensire su tutti i portali possibili, in tutte le lingue che conosco, la mia avventura, citando fatti reali, nessuna falsità. E’ giusto che altri sappiano a cosa vanno incontro. La rete in fondo serve proprio a  questo.

Di Chris Apartments oltre alla questione del rumore del condizionatore e del WiFi bluff di cui ho parlato posso aggiungere: la scarsa pulizia (non vi dico cosa c’era sotto il letto), la scarsità delle dotazioni di cucina (due sole pentole, nessuna delle quali adatta per fare una semplice pasta, 4 forchette, 4 coltelli, 4 piatti e 4 bicchieri), la ridicola dimensione degli asciugamani (da noi verrebbero considerati uno per il bidè e uno per le mani anziché uno per le mani e uno per la doccia), i cuscini di dimensioni micro (mettendone 4 in pila si riesce ad arrivare ad una dimensione normale), la ridicola dimensione delle stanze (in realtà un appartamento da 2 persone spacciato maldestramente per 4), la mancanza totale di accessori in bagno (neppure un contenitore per gli spazzolini e una doccia non regolabile) e per ultimo la mancanza di acqua calda (dopo una breve doccia l’acqua calda finiva). Potrei anche continuare ma l’offerta Margò di Chris Apartments è una vera presa in giro, da vergognarsi solo a proporla.

Tutto ciò poi ha dell’assurdo in quanto io sono una persona che da sempre vive online. Tutto ciò che posso fare online lo faccio non appena è possibile farlo. Dalla banca, agli acquisti, viaggi brevi e molte altre attività e servizi. L’unica cosa che avevo sempre considerato come sacra era la vacanza, rivolgendomi sempre rigorosamente alle agenzie pur sapendo di pagare di più. Dopo la “tragica esperienza” del viaggio di nozze, di cui un giorno mi deciderò a scrivere e dopo questa, le mie certezze a riguardo vanno però vacillando. Tutto dipende da come finirà la cosa.

Aggiornamento alle 19:30 di lunedì 16 luglio 2018

Stamattina alle 11:00 ricevo una telefonata dal Sig. Michele A. di Eden viaggi che dopo una serie di assurdità come il fatto che era normale non aspettarsi che domenica avrebbero potuto risolvere qualcosa, nonostante il Sig. Francesco avesse detto esattamente l’opposto e infilando più volte nel discorso la frase “ve ne siete andati di vostra iniziativa”. Frase che sicuramente esce dalla necessità legale di sottolineare il fatto. In realtà ce ne siamo andati perché non era più possibile restare da Chris Apartments. Mi propone una soluzione alternativa che non accetto in quanto:

  1. dovrei perdere una ulteriore giornata per andare a vedere il posto, tra il resto in una zona diversa da quella scelta
  2. la struttura è disponibile solo da mercoledì
  3. non mi fido più di loro

Dal Sig. Michele capisco che la mia scelta iniziale di andarmene subito e trovare personalmente una sistemazione è stata la migliore.
Nel primo pomeriggio ricevo anche la risposta dalla agenzia viaggi Zucchi di Bolzano a cui avevo mandato stamattina il resoconto che qui sto scrivendo.
La riporto qui integralmente:

Buongiorno Signor Donegà, ci dispiace per l’accaduto . Noi Le abbiamo proposto una serie di sistemazioni in diverse località della Grecia, con fasce di prezze differenti, tra cui anche Chris Apartments di Samos. Abbiamo venduto più volte questi appartamenti e non abbiamo mai avuto dei feedback negativi. Come lei stesso ci riporta la struttura in sè è carina, ma il problema di rilievo riscontrato è il rumore dello split del condizionatore. La Margò mi comunica che avrebbe trovato un’ alternativa (POTOKAKI ) da mercoledì 18/07 , che vi è stata proposta dall’assistente in loco, ma che avete deciso di non accettare. Putroppo le strutture di Margò sono al momento tutte al completo. Potreste valutare l’ipotesi di trasferirvi da mercoledì in questa struttura , previa visita con l’assistente? Qualora decideste di stare nella struttura da voi scelta arbitrariamente , il volo di rientro rimarrà prenotato a tutti gli effetti, ma non il trasferimento fino all’aeroporto. Attendo vostra cortese risposta. Nel frattempo sarà mia premura inoltrare il vostro feedback al servizio clienti di Eden.

A questo punto tralascio anche le considerazioni personali su questo messaggio perché oltre al danno siamo alle beffe. Per un non ben precisato motivo ci viene negato il transfer (già pagato) all’aeroporto senza, tra il resto, fornire nessuna giustificazione a riguardo!

Dico solo che quelli che sono sorrisi quando vai a comprare un viaggio diventano poi,quando c’è un problema, cavilli legali da sbatterti in faccia.

Poi ti dicono che nei negozi fisici c’è il vantaggio del rapporto personale, l’assistenza e blah blah blah.

È più che chiaro che quando c’è un problema entrano in gioco quelle decine di clausole che si firmano senza leggere…anche perché non c’è alternativa.

Ma quello che brucia di più è sentirsi trattato senza rispetto, senza la minima attenzione verso il problema vero che anzi viene costantemente minimizzato quasi a ridicolizzarlo. Probabilmente passare la notte in bianco a causa di un rumore che non ti permette di dormire è solo una mia (anzi nostra) fisima. Che delusione!

Aggiornamento 19 luglio 2018

Relativamente al transfer mi viene riposto che Eden Margò non può passare a prendere in strutture non loro. Faccio notare che dal momento che il bus all’andata ci ha lasciato in centro a Votsalakia (dove poi con un furgone siamo stati trasferiti alla struttura) io mi sarei fatto ovviamente trovare nello stesso punto. Mai preteso che venissero a prendermi nella struttura da me scelta come ancora di salvezza!

Ieri ricevo nuovamente mail dalla agenzia Zucchi che cerca di convincermi di accettare la nuova proposta sarebbe nella località di Potokaki. Salta addirittura fuori che la struttura è direttamente sul mare e di categoria superiore. Oltre ai motivi elencati prima non mi piace la zona di Potokaki, attaccata all’aeroporto (ma proprio attaccata) e fin troppo frequentata. Considerando inoltre che comunque noi non stiamo mai nello stesso posto la location è logisticamente più scomoda rispetto a quella inizialmente scelta. Nella varie mail quello che poi mi delude fortemente è il sentirmi dire che la struttura che avevo scelto era la più economica e mi erano state proposte anche diverse alternative. Cosa vorrebbe dire questo? Che economico vuol dire che non devo lamentarmi se non posso dormire? Che mi devo far andar bene tutto? Che posso farmi trattare in malo modo dal manager della struttura? Che mi devo sentir dire che se non riesco a dormire devo prendere delle pillole? Proprio non ci siamo. Questa gente decisamente non capisce o meglio non vuole capire il problema. Ormai non ho neanche più voglia di rispondere alle loro email tanta è l’amarezza e la delusione.

Ultima mail che ricevo mi viene infine detto che verrò contattato dal referente locale per il transfer e il volo. Ma guarda adesso ho nuovamente riguadagnato il transfer!

Ma ancora non mi fido, il referente locale si è già dimostrato falso e approssimativo nelle sue affermazioni. Ricordo che a detta sua domenica sera il nostro problema sarebbe stato risolto mentre se non fosse stato per me fino a mercoledì avrei passato le notti in bianco!!!

Aggiornamento 28 luglio 2018

Ieri ricevo messaggio WhatsApp del Sig. Francesco che mi conferma il transfer e che dobbiamo farci trovare da Chris Apartments! …aspetta come da Chris Apartments? Lo chiamo e lui mi dice che lui non sa nulla su dove siamo e non ha idea di dove siamo andati! Questo dovrebbe essere il referente Eden Margò di Samos che dovrebbe preoccuparsi dell’assistenza dei clienti e noi siamo pur sempre clienti e lui non sa nulla. Non ho parole! A questo punto preferisco arrangiarmi per il transfer all’aereporto percché ovviamente non è più possibile fidarsi di questa persona né di ciò che rappresenta.

Parlando con delle persone dell’isola scopro che la struttura di Chris Apartments è ben nota per essere di pessima qualità. Vengo anche a sapere che ha cambiato più volte il profilo Booking e Tripadvisor proprio per eliminare le recensione negative. Non per niente sul loro sito web c’è un link fake a Tripadvisor che fa credere che non ci siano recensioni invece è proprio creato ad arte.

Col senno di poi mi rendo conto che questa struttura non ha recensioni pur non essendo nuova. Avrei dovuto capirlo prima ma stupidamente mi sono fidato dell’agenzia Zucchi di Bolzano dove vado da anni.

Con questa esperienza si chiude definitivamente ogni rapporto con le agenzie viaggi. Strutture obsolete e anacronistiche non più in grado di star dietro ad un turismo 2.0. Dico questo perché non dovrebbero succedere queste cose passando tramite agenzia e soprattutto una agenzia/tour operator dovrebbe tutelarti non il contrario.

Notizia di pochi giorni fa che conferma che lo stato di salute di Eden Viaggi/Margò non doveva essere in buono stato, l’acquisizione da parte del gruppo Alpitour.

Turista fai da te? Nel 2018 sicuramente meglio.

Ora l’obiettivo è quello di riuscire almeno a recuperare l’importo pagato per l’alloggio presso Chris Apartments. Importo che da noi è stato pagato in anticipo, mentre da Eden/Margò viene pagato a saldo alla struttura e pertanto non gli sarà stato pagato.

Nota:

il motivo per cui scrivo e tengo aggiornato questo post è semplicemente per sfogarmi. Queste situazioni ti fanno sentire impotente e indifeso di fronte a queste enormi organizzazioni pronte a scagliarti addosso tutta la loro potenza burocratica e legale. Nessuno e ripeto nessuno in questa storia ha capito realmente il problema. Ho sentito solo frasi fatte di circostanza, giustificazioni banali e cavilli legali. Ci sarebbe da piangere per il modo in cui ci stanno trattando e in effetti più volte mia moglie lo ha già fatto. Io invece scrivo per sfogarmi ben sapendo che comunque purtroppo non serve a niente. Come ho detto sin dall’inizio la vacanza è ormai rovinata soprattutto dal punto di vista del morale. Nessuno ci ripagherà più per tutta la tensione, il nervosismo e il malessere che questa questione ci sta creando.