Numero Unico 133° Corso AUC Allievi Ufficiali di Complemento Aosta

Dal 4 ottobre del 1988 al 6 marzo 1989 mi sono imbarcato in una delle avventure più dure (quantomeno per il sottoscritto) e indimenticabili della mia vita: il corso allievi ufficiali alla Scuola Militare Alpina di Aosta ovvero la “SMALP“. 5 mesi di duro addestramento che sono sembrati una eternità tanto da portarne ancora oggi un ricordo vivo e importante. Oggi sembra quasi anacronistico parlarne ma “ai miei tempi” c’era il servizio di leva militare. Tra le varie opzioni c’era anche la possibilità di entrare come allievo Ufficiale di Complemento presso la Scuola Militare Alpina di Aosta.

Il mio corso è stato il 133° seconda compagnia con comandante l’allora Capitano Giorgio Braga.

A fine corso era tradizione redarre un fascicolo finale con ricordi e scritti vari sul corso, il Numero Unico. 112 pagine di ricordi per tutti coloro che c’erano. Nel 2017, dopo quasi 30 anni, mi sono deciso a digitalizzare le pagine e soprattutto a restaurarle dato che alcune presentavano dei problemi di stampa, al tempo col ciclostile, e alcune parti erano mancanti. Armato di pazienza e di Photoshop ho ricostruito le parti mancanti. Ho anche sostituito le immagini bianco e nero con le orginali a colori. Al tempo facevo parte della redazione – una delle tante scuse per imboscarsi :-).

Per motivi di privacy il pdf che ho creato è protetto da password e da un link riservato che volentieri fornirò esclusivamente agli ex allievi e ufficiali di questa avventura.

Dato che con molti i contatti sono persi scrivo questo post per lasciare una traccia digitale sui motori di ricerca in modo che se uno cerca il proprio nome possa trovare questo articolo e scaricarsi il numero unico.

Di seguito i nomi di tutti gli allievi AUC del 133° Corso della Scuola Militare Alpina di Aosta:




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Agostini Silvio, Andreatta Gianpiero, Angheben Andrea, Anzivino Massimo, Baradello Giorgio, Bertocchi Massimo, Borgo Guido, Boria Michele, Cantoni Fabio, Caresana Alberto, Cattaneo Claudio, Cavinato Elvio, Cecchin Giuseppe, Ceriani Luca, Cernusco Enrico, Chiocchetti Marco, Ciavarella Luigi, Cimino Andrea, Corazza Luca, Corniani Francesco, Cunioli Siro, D’Andria Alberto, Della Rosa Bruno, Di Battista Tommaso, Di Cesare Mauro, Di Poggio Enrico, Donegà Walter, Erbisti Umberto, Fagnoni Paolo, Falcetta Vito, Ferrabino Gabriele, Ferracin Alberto, Fiorio Giulio, Frescura Nadir, Frigerio Maurizio, Garbi Bruno, Garino Giovanni, Garino Roberto, Geron Franco, Giachino Silvano, Giacomelli Marco, Giana Bruno, Gianesin Beni Luigi, Gioeni Pietro, Giordani Alessandro, Gisolo Enrico, Gola Giampaolo, Gozzo Luca, Guoli Marco, Haller Oswald, Lascialfari Sandro, Lazzaretto Giovanni, Licalsi Daniele, Lombardo Paolo, Longhin Marco, Magri Antonio, Mammarella Walter, Maran Mauro, Marcer Mauro, Marchese Giovanni, Mariani Stefano, Marin Rodolfo, Marzotto Stefano, Matteuzzi Andrea, Mazzaraco Paolo, Melilli Eugenio, Midena Riccardo, Minghetti Enrico, Monci Roberto, Montanari Paolo, Montoli Roberto, Nardi Michele, Necchi Vittorio, Nicolai Nicola, Noli Giovanni, Pagnini Francesco, Paludetti Alberto, Pan Giuseppe, Panighel Massimo, Piacentini Mauro, Pillon Loris, Ponga Stefano, Potecchi Gianluca, Pradella Michele, Regaiolli Ares, Roffi Fabrizio, Romelli Gianluca, Ronzani Siro, Rossi Ivano, Rota Vittorio, Rovea Giovanni, Sabbatini Sandro, Sacchet Paolo, Sala Filippo, Sandri Luca, Santerelli Enrico, Santomaso Giorgio, Santoro Alessandro, Scomazzon Paolo, Serravalle Fabrizio, Simeone Paolo, Soppelsa Ferrandi, Sorgato Carlo, Stefana Antonio, Storani Fabio, Tangolo Giancarlo, Tobaldini Romedio, Tognon Stefano, Tomadoni Alessandro, Tomasini Enrico, Tomio Massimo, Torri Romano, Trocino Maurizio, Turco Alessandro, Valenti Enrico, Valenti Lucio, Vella Bruno, Ventura Luigi, Venturi Paolo, Vicentini Fabio, Zerbi Guido, Zorzi Nino, Zucca Fabrizio

Questo invece l’elenco degli STEN:

Saccaro Ezio, Melo Franco, Bertuletti Marco, Monti Claudio, Castioni Damiano, Prazzoli Pierluigi, Viscardi Enrico, Pellizzari Francesco, Mantovani Massimo.

e ovviamente il Capitano Braga Giorgio.

Senza però dimenticare i sottoufficiali:

Mori Roberto, De Santis Angelo, De Bernardinis Carlo, Rossignoli Rolando, Orel Boris, Maurizio Michele, Gallo Anselmo, Caruso Vincenzo, Bruzzi Paolo, Boschetti Gino, Nogara Alberto, Vivalda Marco.

Per avere il link e la password per scaricare il file scrivetemi a mail@walter.bz

Se qualcuno volesser essere rimosso da questo elenco basta scrivermi.

Se non capisci l’arte…

A dicembre Bolzano, grazie al mercatino di Natale, si trasforma in città “parco divertimenti” e si riempie di turisti di ogni dove e tipo. Nulla di male per carità, per un mese viviamo anche noi bolzanini ciò che molte città provano costantemente. E’ facile imbattersi in simpatiche scene come il turista in completo doposci e immancabili Moon Boot in piazzaWalther con il sole  e 19 gradi!

Stamane ho però assistito ad una scena degna di essere ricordata. Ore 7:30 sto portando Giacomo a scuola. Tre turisti con parlata del nord Italia sono fermi in mezzo alla strada dietro casa in contemplazione di una presunta opera d’arte su un muro. Sento i commenti: “affascinante“, “che fantasia“, “chi è l’artista?“, “aspetta che leggo la targhetta“, “nella sua semplicità colpisce“, “che accostamento di colori“, “sembra una mano tesa“, “no sembra un cervo” ecc.

Incuriosito mi volto e ammiro a mia volta l'”opera d’arte”…caspita, mi dico, così tanta beltà dietro casa e non me ne sono mai accorto. Al ritorno, scatto la foto sottostante e leggo pure la targhetta…che indica un tale “idrante”.

Ammiro e rientro…meditabondo sull’arte e i suoi misteri!

Dona 7, 9, 10 euro al mese. Una forma riprovevole di pubblicità.

Ultimamente in televisione c’è una e vera e propria corsa alle raccolte fondi. Dona 7 euro al mese rilanciato da 9 euro al mese fino ai 10 euro al mese.

In soldoni si tratta di vere e proprie donazioni in abbonamento, si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Le associazioni che pubblicizzano queste campagne in TV sono numerose: Save The Children, Telethon, Sightsavers, eccetera eccetera.

Il format dello spot è praticamente uguale per tutti, dalle immagini al testo. Viene mostrato un bambino in condizioni precarie e una voce gioca sull’emozionalità dello spettatore invitandolo a donare 9 euro al mese.

Io  credo (o meglio voglio credere) che la maggior parte di queste associazioni sia animato da un vero spirito umanitario ma sono molte le domande che mi pongo.

Innanzitutto è giusto sfruttare l’immagine del bambino? Non è essa stessa una forma di violenza?

Inseriti tra uno spot di un biscotto e di un programma televisivo questi messaggi a mio avviso diventano “sterili”. Ormai siamo abituati a non credere più al messaggio pubblicitario. Sappiamo che è finzione, fiction. Non è Banderas che prepara i biscotti e non esiste nessun mulino di color bianco. Gli zombi sono pura fantasia, eccetera, eccetera.

Mi rendo conto che più passano questi spot più il mio grado di indifferenza aumenta. Le prime volte mi sono anche detto che si in effetti per meno di qualche caffè al mese si potrebbe anche aiutare chi ne ha bisogno, ma poi il numero di associazioni con lo stesso messaggio si moltiplicano e allora da qualche caffè si passa ad una cena a settimana e molto più.

10 euro al mese per un anno sono 120 euro, moltiplicate per 3 associazioni sono 360, pur sempre “solo” un euro al giorno. Potrei permettermelo? Si sicuramente!

Ma poi in Tv oltre allo spot del povero Keyembe passa lo spot del bambino italiano povero che non ha soldi per permettersi i giochi come quelli (esagerati) di mio figlio. Allora giusto aiutare anche loro…sarebbe giusto aiutare tutti ma poi comincio a pormi delle domande alcune anche molto ciniche.

Mi domando perché in questi paesi dove le aspettative di vita di un bambino sono minime si continua a far figli? Che razza di genitori sono coloro che sapendo di non poterlo nutrire mettono al mondo un bambino? Non è che forse la presenza di queste organizzazioni umanitarie sia controproducente regalando false speranze?




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E per quanto riguarda le associazioni sulle malattie rare? Chi mi garantisce dove e come vengono spesi i soldi? Non dovrebbe essere forse lo Stato a investire nella ricerca dei problemi di salute?

Altre domande me le pongo per quanto riguarda le donazioni collegate alle calamità naturali. Chi riceve questi soldi? Gli stessi comuni che fino a ieri hanno permesso la costruzioni di edifici non a norma? Si sa da anni quel è la mappa di rischio dell’Italia, comodo ora cadere dalle nuvole e scaricare barile in una giungla burocratica di responsabili e non.

Mi rendo conto che sono ormai diventato insensibile a tutte queste forme di “mendicazione” fondi. Mi suscitano indifferenza. La stessa indifferenza che ho nei confronti dei personaggi di colore che incrocio più volte al giorno nello stesso posto che mi salutano con mano tesa. Perché mi saluti? Non te ne frega niente di salutarmi, vuoi solo soldi. Il tuo lavoro è stare lì tutto il giorno a raccogliere elemosina.

Così queste associazioni, blasonate o meno, si comportano allo stesso modo dei mendicanti. Vuoi commuovermi per avere dei soldi.

Ma io sono stufo e vi ignoro consapevolmente. Vi vedo, so che ci siete e volutamente vi ignoro.

Sono stanco di essere visto come un limone da spremere e sono stanco di dovermi sentire in colpa per non cadere nel tranello della colpevolizzazione emozionale mediatica.

Quello che però vorrei è una maggior correttezza di queste associazioni. Ho guardato i loro siti e non ho trovato nessuna traccia di come vengono usati i fondi. Per legge dovrebbe essere obbligatorio indicare in modo uniforme e standardizzato (similmente a come avviene per i gratta e vinci)  dove finiscono questi soldi. Se ti do 9 euro dove vanno? Che percentuale finisce in gestione e quanto realmente a chi ne ha bisogno.

Chi dona dovrebbe sapere esattamente dove finiscono i soldi e questo dovrebbe essere regolamentato per legge anche imponendo dei tetti massimi. In questo modo si ridurebbero anche i “furbi” che sicuramente approfittano di queste ondate di donazioni strappalacrime.

Ma evidentemente la cosa non finirà, anzi sarà destinata ad aumentare perché purtroppo la natura umana va ben oltre il mio nero cinismo.

Organizzazioni atte a far girare soldi e finanziarsi giocando sull’emozionalità.

Magari mi sbaglio…ma troppi sono i dubbi.

Ottica Fielmann a Bolzano: pessimo servizio e a seguire le scuse

Da qualche mese la catena tedesca di occhiali Fielmann ha aperto una filiale a Bolzano. Ultimamente ho problemi con la vista da vicino e così sono andato a fare una visita dall’oculista che mi ha prescritto degli occhiali a focale variabile da ufficio. Essendo molto scettico riguardo l’occhiale progressivo ho deciso di fare un test acquistando un occhiale low cost da Fielmann. 85 euro a fronte di oltre 300 di altri ottici della città.

Il primo impatto con Fielmann è stato piuttosto negativo, personale visibilmente poco preparato e addestrato a dire frasi fatte in maniera meccanica. Ho dovuto insistere per avere l’occhiale così come da prescrizione dell’oculista e non alternative di altro genere.

Tempi di attesa piuttosto lunghi dovuti alla numerosa affluenza di gente. Ma questo è comprensibile. Ritirati gli occhiali mi rendo subito conto, dopo varie prove e riprove, che non fanno per me. L’ottica progressiva mi impedisce di avere una visione geometricamente corretta del monitor e dal momento che ci lavoro di fronte tutto il giorno per me è impossibile usarli. Molto meglio senza seppur con qualche difficoltà. Così dopo due settimane di tentativi decido di tornare da Fielmann per capire se è un problema di lente, di prescrizione o altro.

Entro nel negozio alle 10 di un mercoledì mattina e spiego alla persona al banco il problema. Questo prende il mio nome lo segna il lista e mi prega di attendere. Dopo 20 minuti di attesa arriva il mio turno, rispiego il problema e l’addetta mi dice che devo parlare con gli addetti al service e che si liberano tra mezz’ora.

Mi domando: dato che ho detto le stesse cose al commesso all’entrata non poteva dirlo subito evitando di farmi perdere 20 minuti inutili???

Vabbè succede, mi dico. Chiedo all’addetta se va bene alle 11:00 sottolineando che non vorrei poi attendere ulteriormente altrimenti preferisco un altro momento. Mi rassicura e quindi me ne vado.

Puntuale come un orologio svizzero alle 10:59 varco la soglia. Rispiego all’addetto, come se non mi avesse mai visto, la storia e quindi attendo.

Si sussegono 5 minuti di discussione su chi possa servirmi, telefonate al piano di sotto, consultazioni un po’ sottovoce un po’ con tono normale. Si evince che delle 5 (si proprio 5) persone dietro al banco nessuno sia in grado di prendere una decisione o sappia cosa fare. Il tutto di fronte a me come se non esistessi!




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Delle tre persone dietro al banco una signora dice (in tedesco) ad un’altra (che intuisco sia una addetta al service) che ci sarebbe un service in italiano da fare. Quest’altra risponde “ungern” ovvero “poco volentieri“.

A questo punto chiedo se posso essere servito altrimenti me ne vado perché ho degli altri appuntamenti. Mi viene detto che devo attendere ancora. a quel punto mi stufo proprio perché ho preso un appuntamento e quantomeno pretendo che venga rispettato. Faccio inoltre notare che ho capito al discussione di cui sopra e domando quale sia il problema della addetta che “poco volentieri” non vuole servirmi? Questa cerca di biascicare qualche scusa, stupita del fatto che io avessi capito il discorso in oggetto…ci vedo un po’ male ma ci sento benissimo.

A questo punto prendo e me ne vado gettando gli occhiali nel bidone. Gesto indubbiamente plateale ma che riassume il concetto di spendere poco per avere meno, molto meno.

E poi non venite a parlarmi di servizio del negozio fisico, dei negozi del centro, ecc. ecc. Specifico, per concludere e a scanso di equivoci, che non credo che il “poco volentieri” fosse inteso per il fatto che io sia di madrelingua italiana ma proprio nel senso di “poca voglia di farlo in generale”.

E’ evidente che per tenere bassi i costi Fielmann assume personale poco qualificato, poco motivato e poco professionale.  Questo è confermato anche dalle numerose recensioni negative che ho trovato su diversi siti tedeschi.

Adios Fielmann, gerne “nie” wieder! (volentieri mai più)

UPDATE: qualche ora più tardi vengo contattato dal vice-direttore della filiale che, molto gentilmente, si scusa e mi propone o un incontro o la restituzione dei soldi dell’occhiale. Beh quantomeno un gesto di correttezza e professionalità.

UPDATE 2: a seguito della telefonata del vice direttore, Sig. Passaro, decido di tornare in negozio. Vengo servito e “quasi” riverito dallo stesso che con estrema gentilezza e cortesia mi accoglie e guida attraverso il cambio di occhiale anche con un nuovo esame della vista. Dopo pochissimi giorni arriva il nuovo occhiale e con mia estrema sorpresa mi viene rimborsato in toto il primo e regalato il secondo. Beh che dire? Se scuse dovevano essere direi che sono riuscite.
Non cancellerò questo post perché quello che è successo è successo ma grazie alla correttezza del Sig. Passaro la questione si è positivamente risolta.

Psychiatric Circus – la mia recensione

Definire cosa sia lo spettacolo Psychiatric Circus, a Bolzano dal 1 al 10 luglio, è alquanto difficile. Non volendo farmi influenzare prima non avevo letto nulla a riguardo se non un accostamento con American Horror Story. In realtà Psychiatric Cyrcus con il format americano non ha, per fortuna, nulla a che vedere e parlo da uno che ha visto tutte le puntate della serie. Psychiatric Circus è uno spettacolo multigenere e forse propio per quello mi è piaciuto e le due ore sono volate. Dallo spettacolo acrobatico circense, al cabaret, alla rappresentazione drammatica, al musical, allo strip show, al Cirque du Soleil, allo splatter e a molto altro si assiste durante lo spettacolo. A fare da filo conduttore il tema dell’insania mentale. Una sorta di Psychiatric Got Talent – ma qui talento ne abbiamo di quello vero e professionale. All’interno del tendone da circo ci troviamo infatti nel manicomio di Bergen e viviamo le storie degli ospiti che si concretizzano in piccoli one-man-show dei bravissimi artisti. Bravi a fare la loro parte e anche a recitarla con il “senno della follia“. Non è uno spettacolo perfetto, forse ha una debolezza nel legame delle singole storie. Ma forse però questo è voluto, come a significare la mancanza di un filo logico nella mente di un pazzo. Il pubblico viene coinvolto spesso, io stesso mi sono trovato nell'”assolo” della madre superiora, personaggio unico – considerando anche i quasi 60anni, che ci aveva intrattenuto sin fuori dal tendone. Gli attori escono dalla parte solo alla fine, prima e durante sono sempre nel loro “folle” personaggio. Arrivate prima e godetevi anche il pre-spettacolo, vedi sotto il video.

Era tempo che non mi divertivo/emozionavo/stupivo in questo modo. Bravi gli attori e bravi gli autori anzi bravissimi tutti.
Alla fine esci e cominci a riflettere su cosa sia e da cosa nasca la pazzia e che forse i pazzi non sono solo quelli rinchiusi. Alla fine qual’è il limite tra normalità e follia? Forse solo una questione di numeri, accettiamo come normale ciò che lo è per tanti ma ciò non significa che realmente lo sia.

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Mappa previsioni delle precipitazioni in Alto Adige

Il sempre ottimo e “vulcanico” servizio meteo della Provincia di Bolzano ha pubblicato una mappa animata che riporta la previsione della precipitazione nelle prossime 24 ore e viene aggiornata otto volte al giorno.

La mappa è inserita anche nella mia pagina meteo Alto Adige.


I dati derivano dal modello Cosmo-1 di MeteoSvizzera. Tale modello ha una risoluzione spaziale di 1.1 km.

Fonte: Ufficio Idrografico Provincia di Bolzano

Il meteo sbagliato? Spesso colpa dei simboli.

Si legge spesso di lamentele delle varie associazioni albergatori che lamentano danni causati da mancate prenotazioni a causa delle previsioni del tempo che si rivelano poi errate.

Per le previsioni locali in Alto Adige il riferimento migliore è il sito del dipartimento meteo (protezione civile/ufficio idrografico) della Provincia di Bolzano da cui anche la pagina meteo Bolzano Alto Adige del mio sito attinge.  Ho sempre diffidato di qualsiasi altro portale meteo nazionale (il Meteo, 3BMeteo, ecc.) perché sbagliano clamorosamente le previsioni locali, forse per via del particolare microclima della nostra regione.  Questo fino a quando non ho acquistato una stazione meteo Netatmo (qui di dati della mia stazione) la cui parte di previsoni meteo è curata dal sito Weather Pro di  Meteogroup. Ho scaricato poi anche la loro App. Con mio immenso stupore mi si è aperto un mondo nuovo. Previsioni molto accurate non solo sul breve periodo ma anche e soprattutto sulla giornata. Se dicono che alle 18 piove sicuramente pioverà con uno scarto minimo. Sono mesi che controllo e la percentuale di esattezza è altissima.

In occasione del ponte del 2 giugno è naturale pianificare il week-end anche in base alle previsioni del tempo che oggi a 3/4 giorni sono piuttosto accurate.

Stamane (1-6) un amico posta su Facebook la seguente immagine del meteo previsto nei prossimi giorni tratta sempre dall’ottimo servizio meteo provinciale.

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Lo stesso da un’altra persona:

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A guardare l’immagine le previsioni sono di pioggia per cui uno si mette l’anima in pace e pianifica di passare un ponte a netflixare.

Vado a controllare anche io le previsioni ed in effetti anche Weather Pro mi da le stesse icone. Solo che cliccandoci sopra appare il dettaglio del giorno dove si evince molto bene che le probabilità di pioggia sono basse e probabili la sera o la notte.

Di seguito i dettagli di Weather Pro dei giorni del ponte del 2 giugno:

Pertanto, a parte giovedì, il meteo non è affatto previsto brutto, anzi bello con temperature piacevoli e magari qualche temporale la sera. Tipico tempo alpino estivo. Ideale per escursioni, passeggiate, così come per fotografare, ecc.

Il problema delle previsioni generiche della giornata (come quelle del meteo provinciale) è che le icone tendono a trarre in inganno perchè dovendo raggruppare un intero giorno racchiudono la variabilità che va dal sole al nuovoloso alla pioggia. Solo scendendo nel dettaglio orario si riesce a capire bene l’andamento della giornata.

Forse andrebbe ripensata la simbologia del meteo diversificando le ore del giorno da quelle della notte. L’icona con il sole/nuvola/pioggia è un po’ troppo generica e chi la vede tende a prendere per buono più il simbolo negativo che quello positivo. Certamente anche un po’ meno di velocità nella lettura delle previsioni non guasterebbe, non per niente vengono indicate percentuali di probabilità e dati relativi alla quantità di precipitazione. Una improbabile pioggerellina di pochi minuti non può certo rovinare una giornata o una vacanza.
Da evitare poi i vari portali meteo nazionali o mondiali che tendenzialmente servono solo a raccogliere spazi pubblicitari e non forniscono un servizio valido.