EXTREME IRONING apnea freediving -42 m -138 ft

Stirare in apnea a -42 metri di profondità!
Questo è l’EXTREME IRONING, un vero e proprio sport estremo. Leggete il perché, il dove e il come che racconto dopo il video.

Un po’ di storia dell’EXTREME IRONING

Insieme ad alcuni amici ho realizzato un video che raccoglie una sfida che nasce nel 1980 da un’idea di Tony Hiam, un inglese che voleva dimostrare l’inutilità dell’ostinarsi a voler stirare sempre e ovunque. Altre fonti la attribuiscono invece ad un altro inglese, Phil Shaw, che nel 1997 ha voluto coniugare dovere e piacere, ovvero la necessità di stirare e la passione per lo sport, portando con sé ferro e asse da stiro durante un’arrampicata. Per la storia completa guarda su Wikipedia o cerca sul web.

Di fatto l’EXTREME IRONING è a tutti gli effetti uno sport estremo. Sugli sci, sulla tavola da surf, su un veicolo, sott’acqua, in volo, col paracadute, sotto il ghiaccio, su una slackline, sulla bici, appesi sulla roccia… cercando in internet troverete di tutto e di più.

Come nasce l’idea?

Ultimamente non si sentiva più parlare di EXTREME IRONING: si sa infatti che certe mode hanno i loro alti e bassi. Poi, un giorno, mi chiama Roland Piccoli, un vecchio amico col quale qualche anno fa, insieme ad un nutrito gruppo di altri amici apneisti, avevamo realizzato un altro video che aveva avuto un certo successo: la parodia di HAPPY di Pharrell Williams, che potete vedere qui. Roland mi racconta che Cinzia Bettella, anche lei ex protagonista di HAPPY, gli ha lanciato l’idea dell’EXTREME IRONING, e chiede a me di fare qualcosa di nuovo e insolito. Da specificare che mentre ai tempi di HAPPY eravamo tutti nella stessa società subacquea, la Bolzano Sub, oggi molti di noi sono migrati in altre società. Io, ad esempio, sono alla DelfinSub, e Roland stesso con le Rane Nere di Trento. L’impresa, oltre che per la complessità intrinseca dell’idea, diventava una sfida anche dal punto di vista “sociale”, per così dire. Ma più le sfide sono complicate, maggiore è il fascino che assumono.

Messi da parte i campanilismi societari, abbiamo deciso che il tutto doveva essere fatto nella piscina più fonda del mondo, ovvero la Y-40 di Montegrotto Terme, che raggiunge una profondità di -42 metri.

La realizzazione del video

Così ci siamo ritrovati in 6: io, mia moglie Alessandra Fella, Roland Piccoli, Cinzia Bettella, Matteo Facchin e Andrea Michelazzi.

Il primo pensiero è stato quello di creare una narrazione di contorno. Ed è così che è nata la storia: Alessandra è diventa la moglie tiranna di Roland, appassionato di apnea ma costretto a subire le angherie di lei che gli impone di svolgere le faccende domestiche. Ad un certo punto però lui, proprio facendo riferimento alla reale nascita dell’EXTREME IRONING, decide di unire doveri e passione portando con sé in piscina indumenti, asse e ferro da stiro. Ed è così che si ritrova a strirare sul fondo di un cilindro pieno d’acqua e profondo 42 metri.

Guardando il video sembra tutto molto semplice, ma la realtà è ben diversa, e questo a dimostrazione del perché l’EXTREME IRONING meriti a tutti gli effetti la definizione di sport estremo.

Partiamo dalla parte di Roland ovvero l’apnea.

La leggenda dell’apneista (che stira) sul fondo dell’Y-40

Innanzitutto arrivare a -42 non è semplice: servono allenamento, capacità, concentrazione e tecnica. Sono serviti una serie di tuffi progressivi prima di arrivare sul fondo, con pause di 6/7 minuti tra l’uno e l’altro per il recupero. L’apnea, come mi hanno sempre insegnato, è soprattutto una questione di testa, ovvero di concentrazione. Ed è proprio questo il fattore di maggior difficoltà. Roland, arrivato sul fondo, si mette tranquillamente a recitare la sua parte permettendosi anche di scherzarci su. Ma stirare a -42 metri non è proprio la cosa più banale del mondo. E questo atto, apparentemente scherzoso, nasconde davvero grande bravura e capacità atletica.

Fondamentale l’assistenza in acqua e in superficie di altri tre bravissimi atleti apneisti, che non appaiono se non nei titoli di coda, ma senza i quali non avremmo potuto fare questo video: Cinzia, Matteo e Andrea.

La parte tecnica e tutto il resto




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Dato a Roland quel che è di Roland, veniamo alla parte di mia competenza, ossia quella di video-operatore subacqueo. Un’immersione a -42 metri per quel tempo è già di per sé un’immersione fuori curva. Alessandra, che era con me, mi faceva assistenza (assolutamente fondamentale visto che quando riprendo sono piuttosto concentrato in ciò che faccio) e gestiva la luce per l’illuminazione. Nonostante avessimo fatto un’accurata pianificazione, combinando le necessità delle riprese con quelle del riscaldamento di Roland, i tempi previsti si sono allungati di molto. Il tempo totale di immersione è stato di 94 minuti, con un tempo di fondo di 35 minuti e 30 minuti di sola decompressione. La discesa molto lenta, che ha inciso sul tempo di fondo, è dovuta alle necessità tecniche di ripresa. Per raggiungere il fondo Roland ha dovuto effettuare dei tuffi progressivi e mentre lo faceva io riprendevo la sua discesa alle varie tappe prima di raggiungere i -42 metri.

Ho usato aria, non miscele. Durante la risalita mi sono trovato ai limiti della capacità della mia bombola (un 12l) ed è stato necessario, con l’aiuto degli altri ragazzi che facevano assistenza sia a Roland che a me, farmi portare una bombola carica con cui fare tutta la deco e filmare le scene di dettaglio, che per forza di cose abbiamo dovuto fare sulla piattaforma dei 5 metri. La piscina Y-40 di Montegrotto Terme ben si presta a queste attività: non a caso, infatti, è una famosa location di film di ben altro calibro rispetto al nostro. Un grazie particolare anche a tutto lo staff, che ci ha dato la massima disponibilità.

Ho girato tutto il video con una Gopro Hero 6, le scene esterne usando anche il gimbal DJI Osmo Mobile 2 e, per alcune, anche il drone Mavic Pro.
Il montaggio l’ho fatto con Final Cut Pro X. Il lavoro più complesso, come sempre quando si usano apparecchiature non professionali, è armonizzare tutto il girato per dargli un aspetto uniforme. La scelta di usare il bianco e nero per la parte iniziale, quasi da comica, ha permesso di sopperire alla mancanza di un’illuminazione da studio. Tutto, infatti, è stato realizzato con mezzi amatoriali alla portata di tutti. Il risultato finale non è privo di difetti, ma sono decisamente soddisfatto di essere riuscito a creare una bella cornice a quello che è e rimane comunque l’elemento più importante:  un apneista che stira a -42 metri di profondità.

Ultimo dato, di non poca importanza, è stato anche quello di riuscire a riunire 3 delle più importanti società sportive subacquee della regione: la Bolzano Sub, la Delfin Sub e la società Rane Nere di Trento. Si sa che, nonostante siano tutte società che operano nel volontariato ONLUS, il campanilismo è molto alto. Ma abbiamo cercato di andare oltre, lanciando, con questo video, un messaggio forte: l’amore per lo sport e l’amicizia possono e devono andare oltre qualsiasi “patacca” sul petto. Si è prima sportivi, poi amici, poi membri di una società, non viceversa. Speriamo in futuro di poter fare altre belle cose insieme.

Di seguito alcune suggestive foto tratte dal video.

 

Link al video su Facebook

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Riporto di seguito servizi o articoli apparsi sui media.

TGR regionale Trentino Alto Adige del 9/7/18

TGR regionale in lingua tedesca Tagesschau del 9/7/18

TG regionale RTTR del 6/7/18

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