Mavic Pro, Litchi, Waypoints e la scarsa affidabilità dei sensori anteriori.

Questa estate in vacanza ho trovato, dopo più di un anno che posseggo il drone Mavic Pro, il tempo per testare delle funzioni della App Litchi che usavo spesso in passato per fare le panoramiche a 360°. Da quando l’App DJI Go ha implementato anche questa funzione non uso più Litchi.

App, quest’ultima, che permette anche il pilotaggio con i Waypoints, ovvero è possibile definire sulla mappa un percorso da far eseguire al drone automaticamente. Anche DJI Go permette di farlo solo che per impostarlo è necessario che il Mavic sia acceso per cui perde un po’ la comodità.

Così da sotto l’ombrellone ho pianificato il percorso di ritorno dalla spiaggia all’appartamento dove alloggiavamo. Io avrei costeggiato il percorso in auto, rimanendo a vista del drone, mentre il Mavic se ne tornava a casa da solo. Tutto studiato nei dettagli…o almeno così credevo. Nell’immagine qui sotto la pianificazione del percorso.

Questo quello che invece è successo dopo qualche minuto di volo.

Stupidamente non ho considerato l’altezza ovvero il profilo altimetrico del percorso che non era intuibile dalla mappa. Ho dimenticato di ragionare in 3D e non ricordavo che il profilo salisse così tanto di quota.

Come si vede bene dal video il Mavic si ferma dopo aver riconosciuto l’ostacolo, poi riprende, risale di quota, riscende e non riesce più a individuare l’ostacolo in quanto si tratta di rami secchi sottili che a quanto pare non vengono riconosciuti dai sensori in maniera corretta. Quindi si infila dentro per poi bloccarsi. Dall’auto ho assistito a tutta la scena ma non ho avuto la prontezza di spirito di premere il pulsante pausa per bloccare il programma.

Ritrovarlo non è stato semplice soprattutto perché la zona era impervia e ricca di vegetazione non proprio favorevole al passaggio. Fortunatamente il GPS è molto preciso.




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Sono poi riuscito a farlo ridecollare nonostante tutte le 4 eliche rovinate e a farlo atterarre sul tettuccio della macchina. Manovra dovuta al fatto che sarebbe stato più rischioso scendere con drone, telecomando e telefono che non solo con questi ultimi due.

Sostituite tutte e 4 le eliche rovinate con quelle che avevo con me di scorta, la vacanza è proseguita serenamente anche se con qualche graffio in più sulle gambe e braccia.

Dopo qualche giorno ho voluto riprovare la funzione Waypoints e questa volta è andato tutto liscio come l’olio. Qui sotto il video del rientro.

Unico accorgimento, in questo caso, è stato di annullare il rientro automatico che il Mavic voleva fare una volta raggiunto il limite della batteria.

Affascinante il livello di precisione e le potenzialità di questo piccolo drone.

Non credo che userò mai la funzione Waypoints ma almeno ora ho scoperto come funziona.

Lezione importante invece per quello che riguarda il funzionamento dei sensori anteriori e inferiori. In teoria il Mavic avrebbe dovuto superare gli ostacoli senza problemi, purtroppo i rami non vengono riconosciuti come tali.

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