Test obiettivo vs telescopio con reflex fullframe e cropped

Tra le mie tante passioni vi è quella dell’astronomia che però ho abbandonato molti anni fa per mancanza di tempo. Mi è rimasto però il telescopio Meade ETX-90. Un Maksutov Cassegrain da 1250 mm f 13.8. A suo tempo avevo comperato l’adattatore per la reflex quando ancora avevo la prima reflex Canon consumer: la 300D.

Già 10 anni fa avevo comunque capito che la qualità per le foto del telescopio non era poi un gran che. Questa sera ho riprovato a fare qualche scatto usando delle diverse combinazioni con le seguenti variabili:

Canon 5D full frame

Canon 1000D cropped frame 1.6

Meade ETX-90 1200 mm

Canon EF 300 con extender 1.5

Volevo verificare la qualità del telescopio contro un signor obiettivo quale il fisso Canon EF 300 f4 usato con extender.

In parole povere può un “corto” 300 con extender 1.5 che diventa un 450 mm sulla full frame e 720 mm sulla cropped competere con un catadiottrico da 1250? Ovviamente si ed è la dimostrazione che la qualità di un 300 quale il biancone Canon non è neppure da paragonare lontanamente ad un telescopio entry level.

Mi astengo da fare qualsiasi considerazione tecnica dato che il mio miglior amico fotografo si occupa della costruzione di telescopi…compreso il futuro più grande telescopio del mondo per cui verrei brutalmente “cazzuolato” per qualsiasi minima fesseria tecnica.  Sicuramente ne ho già detta qualcuna!  :-)

Ma torniamo alla prova.

La distanza dal soggetto è di 368 metri.

Per primo ho scattato con la 1000D e il telescopio. Lunghezza focale risultante= 2000 mm.

1000D-1200-full

L’ingrandimento c’è,  la qualità molto scarsa.

Ecco un crop 1:1 della stessa foto per notare il (pessimo) dettaglio:

1000D-1200

 

 

Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  
Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  

Passiamo alla 5D full frame sul telescopio. Lunghezza focale nominale 1250 mm.

5D-1200-full

Vignettatura da paura e qualità sempre pessima, ecco il crop 1:1

5D-1200

Passiamo alla 5D con il 300 ed extender.Lunghezza focale risultante: 450 mm.

5D-450-full

e il crop 1:1

5D-450

qui si vede subito che il crop 1:1 è già migliore rispetto al telescopio normale.

Ultimo test con la 1000D cropped e come è noto una cropped allunga la lunghezza focale dell’obiettivo. In tutto qui arriviamo a 720 mm (300×1.5×1.6).

1000D-720-full

e il crop 1:1

1000D-720

Conclusioni:

Se dovrò ancora fotografare oggetti distanti la miglior combinazione per tele e qualità è usare una cropped come la 1000D con il 300 e l’extender.

Un caso dove si può tranquillamente dire che la “lunghezza” non conta. :-)

UPDATE:

Foto della luna con combinazione EOS 1000D + EF 300 + moltiplicatore 1.5 crop 1:1

moon

Un vecchio lampione dimenticato

Ultimamente io e mia moglie stiamo facendo lunghe passeggiate per Bolzano durante la pausa pranzo. Passeggiando così senza una meta si notano particolari che normalmente passano inosservati. L’altro giorno in via Talvera all’incrocio con via Cassa di Risparmio ho notato letteralmente affogato in un muro quello che inizialmente mi è sembrato un paracarro. Bene in vista una scritta “GANZ & COMP. BUDAPEST”.

IMG_1138

Cercando su Google scopro che la ditta ungherese Ganz, tuttora esistente, è uno storico produttore di macchine a vapore, treni, navi e molto altro.

Pioniere nel settore dell’elettrotecnica come risulta anche da Wikipedia.

La ditta diventa Ganz & Comp. nel 1911 come risulta da questo schema qui.

In quegli anni nascevano i primi sistemi di illuminazione elettrica stradale.

L’idea che fosse un lampione è venuta grazie a svariati suggerimenti di amici dopo aver postato la foto su Facebook.

In effetti mettendo insieme i vari elementi è ragionevole pensare che sia un vecchio lampione risalente ad inizio secolo.

Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  
Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  

Guardando altri lampioni presenti nelle vicine passegiate del Talvera noto che evidentemente era usanza incidere sul lampione il nome della ditta o fonderia.

(dato che essendo di Bolzano l’argomento scotta sempre, il fascio sul lampione fotografato è lì per caso, volevo riprendere la base e la scritta sotto, non cercate altri significati, grazie)

Si tratta dunque di un lampione in ghisa fuso o commissionato dalla ditta Ganz & Comp. di Budapest agli inizi del secolo, sicuramnete dopo il 1911.

Rimane da capire:

Perché un unico pezzo di lampione è rimasto affogato in un muretto di contenimento di una proprietà privata?

Quali interessi commerciali ha avuto la ditta Ganz con Bolzano?

Ci vorrà tempo ma spero di scoprire prima o poi la storia del lampione!

 

Come ti aggiusto lo schermo del Samsung S3

Metti di avere una figlia adolescente sbadata (mani di pastafrolla) che fa cadere il suo Samsung S3 per terra. Metti che quest’ultimo non dia più segni di vita.

In questo frangente la mia anima di aggiustatutto di illumina e dopo aver inutilmente cercato lo scontrino del telefono (regalato dal nonno il quale afferma di aver dato lo scontrino a me) decido di passare alle maniere…al cacciavite. Prima faccio la prova del 9 ovvero verifico se è tutto il telefono rotto oppure solo il display. Inserisco una scheda non bloccata da pin, diversamente sarebbe impossibile digitarlo, accedo il telefono e chiamo il numero…squilla!

Questo significa che o è rotto il display o nella caduta si è staccato qualche contatto (altamente improbabile).

Cerco sul sito di iFixt le pagine dedicate alla riparazione del Samsung S3 e scopro che il display è un monoblocco “Front Panel Display Assembly”. Vado su Ebay e trovo un venditore che offre il ricambio ad un prezzo tutto sommato accettabile, 78 euro. Prima di ordinare scrivo per chiedere qualche info,  spiego i sintomi del telefono e molto cortesemente mi viene confermato che si, può essere il display.

Ordino il pezzo e dopo due settimane arriva circa un pacchetto di posta ordinaria direttamente dalla Cina che contiene il front panel nuovo di zecca.

Con la consueta eccitazione del caso sfodero tutti i miei cacciaviti di precisione ed inizio l’operazione coadiuvato dalle indicazioni di iFixit.

Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  
Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookies.  

Lo smontaggio è abbastanza semplice, il telefono è costruito a moduli e facilmente smontabile con attrezzi standard.

Il bello viene quando mi trovo a dover smontare delle parti dal vecchio pannello per inserirle nel nuovo: la camera frontale, il sensore luce e il microfono posteriore, l’antenna, i controlli volume, la vibrazione, ecc.

C’è voluto un po’ di tempo a staccare i componenti fissati con del biadesivo…ho staccato anche il biadesivo per riutilizzarlo.

Bisogna ricordarsi di staccare anche i pulsanti del volume e dell’accensione.

Riassemblo il tutto e prima di fissare definitivamente con le viti inserisco la batteria per vedere se l’operazione Frankenstein è andata a buon fine.

Ebbene si ce l’ho fatta, il mio morale è soddisfatto e mia figlia pure!

 

…dal 1966

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: