Ricerca soluzioni di PixWords in italiano

Il primo motore di ricerca testuale con tutte le parole di PixWord in italiano. Si trova la soluzione in un attimo.

Basta inserire il numero di lettere (dato sempre conosciuto),  le lettere note in una data posizione e/o alcune lettere note (separate da spazi).

Il programma restituisce una lista che permette di identificare velocemente la parola mancante. Il database contiene 2733 parole dalle 2 alle 15 lettere.

Cerca la soluzione PixWords

Inserire le lettere note in una data posizione direttamente nelle rispettive caselle:

e/o inserire le lettere da cercare (la sequenza è indifferente), separate da uno spazio (es. A L F):

Cosa è PixWords?

PixWords è una divertente App per iOS e Android che coniuga le parole crociate con il gioco dello Scarabeo.

Per indovinare la parola viene proposta una immagine, dall’immagine e dalle lettere proposte bisogna indovinare la parola. Non sempre però è facile, difatti sul web si moltiplicano siti che propongono soluzioni, quasi tutte basate sulle immagini, ma nessuno permette una reale ricerca con del testo.

Così ho deciso di scrivere un veloce programma con Filemaker Pro (il database relazionale con cui realizzo i miei programmi) per facilitare la ricerca e pubblicarlo qui sul mio blog.

 

 

Buon NON compleanno a me

Non è il mio compleanno ma oggi è il primo giorno del 2016, io sono nato nel 1966 e dunque sono a 50 anni dalla nascita. Il giorno poco importa.

Da giovane pensavo “chissà come sarò a 50 anni”. Beh eccomi qui, son sempre io, ciò che cambia è solo l’immagine nello specchio. 

Allora Buon NON compleanno a me  e a tutti quelli del ’66.

Un progetto per il Virgolo di Bolzano nella visione di una studentessa di architettura belga

Il Virgolo di Bolzano è un luogo abbandonato da anni. Gode di una posizione unica dalla quale si domina tutta la conca Bolzanina e si gode di una spettacolare vista sul panorama alpino e dolomitico. Interessi privati e pubblici si intrecciano in maniera inconcludente da anni e nel frattempo i bolzanini restano a guardare…lo stato di abbandono di un luogo dal passato glorioso e dal futuro incerto.

Qualche anno fa ho fatto qualche scatto in quei luoghi dove i tempo sembra si sia fermato. Vedi le foto e una breve storia del Virgolo qui.

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All’inizio del 2015 sono stato contattato da una studentessa belga, Gerty Daniels, che per la sua Tesi per un Master in Design architettonico mi chiedeva qualche foto ad alta risoluzione del Virgolo. Ben lieto di aiutarla le ho fornito i files pregandola di farmi poi avere il materiale.

Il progetto elaborato è molto interessante dal punto di vista architettonico. Si sviluppa sul concetto di un hotel esclusivo a torre immerso nel verde. Una sorta di casa sull’albero, un castello arroccato su uno spuntone di roccia come se ne vedono tanti nella nostra regione.

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L’idea in sé la trovo ben studiata. A tratti mi ha riportato alla mente l’Hotel Paradiso di Giò Ponti in Val Martello. Turismo di lusso in mezzo ad una natura selvaggia in luoghi esclusivi. Allo stesso modo mi ha fatto pensare al Bosco Verticale di Milano che rappresenta l’esatto opposto.

Una domanda da porsi è: vivere in simbiosi con la natura è possibile? Per il principio di indeterminazione direi proprio di no. E’ possibile creare dei simulacri, delle condizioni virtuali. Così come il Bosco verticale di Milano porta la natura in casa ma…è e rimane a Milano e l’aria che respiri è quella. Diversamente, questo progetto del Virgolo, è una campana di vetro di lusso in mezzo alla natura, così come ormai se ne vedono tante tra i nostri monti.

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Per noi di Bolzano sarebbe sicuramente più bello se il Virgolo tornasse fruibile come in passato, magari con tanto di teleferica. Essendo in mano a privati, prima o poi qualcosa faranno. La speranza è che abbia un minimo impatto ambientale come nel progetto della studentessa belga.

Il bello di un progetto da studente è che è “ideale e idealista“. Un progetto reale prevederebbe sicuramente più cubatura per spremere lo spazio al massimo ai fini economici degli investitori.

A questi link si può vedere la tesi di Gerty Daniels con il progetto, le foto, i renderings e le piante dell’albergo:

Masterthesis Virgolo Gerty Daniels (in lingua olandese)

Masterthesis Virgolo Gerty Daniels (in inglese)

Consiglio di vederli entrambi perché non sono uguali.

Come mai una studentessa belga ha scelto il Virgolo per la propria tesi? In realtà la decisione è stata del suo tutor che sceglie sempre località legate al vino! :-)

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Il poffino questo sconosciuto

Nel gruppo What’s app dei genitori della scuola elementare di mio figlio ricevo un messaggio che dice che sul sito della scuola è disponibile il “poffino“.
Poffino? Che cosa è il poffino? Cosa significa poffino? Conosco abbastanza bene la lingua italiana ma questa parola proprio non mi risulta.
Cerco su Google ovviamente e trovo un sacco di documenti relativi alla scuola: poffino di qua e poffino di la. Tutti fanno riferimento ai programmi scolastici. Si ok ma cosa significa poffino? Da ulteriori ricerche scopro che è il diminutivo di POF che è l’acronimo di Piano dell’Offerta Formativa. In pratica un documento che contiene il POF in pillole. Una specie di “Bignami” del POF, un sunto per i genitori.
Con un minimo di ironia mi domando perché questo termine?

Poffino sa tanto di pupazzetto di peluche alla Winnie the Pooh. Oppure: ti do un “poffino” sulla guancia; metti il “poffino” in testa che fuori fa freddo; mi sdraio sul “poffino” perché son stanco; ecc. ecc.
Come diminutivo dell’acronimo di Piano dell’Offerta Formativa va veramente ridere. La cosa che ritengo poi abbastanza tragi-comica è che nella lingua italiana il termine “poffino” non esiste…ho controllato sul dizionario online Treccani. Pur non esistendo il termine viene usato nelle scuole dove l’italiano si insegna (si spera). E’ un controsenso (e un non-senso). Non che sia un purista della lingua però ritengo che la lingua italiana sia suffcientemente ricca di vocaboli e anche una bella lingua e  questo “poffino” no, non ci può star! :-)

Nuovi divieti antifumo ma la strada è ancora lunga

Vero che chi smette di fumare diventa un vero e propio rompic… sull’argomento ma io lo ero già prima. Mai fumato in casa, mai fumato in ristorante anche se si poteva, mai fumato all’aperto in presenza di bambini, ecc. ecc.

Ora, non fumando, mi rendo conto di ulteriori piccoli/grandi dettagli.

La nuova legge prevede cosa interessanti come il divieto di fumo in macchina in presenza di bambini o donne incinte.

Mancano però tante cose come ad esempio il divieto di fumo in prossimità di scuole o in luoghi con bambini. Un esempio classico i capannelli di fumatori che si formano alle uscite delle scuole o degli asili o nei parchi giochi.

Per non parlare dei luoghi pubblici dove non è giustamente possibile fumare ma dove l’area fumatori è all’ingresso per cui si è costretti a passare in mezzo alla nuvola di fumo.

Esempio assurdo l’ospedale di Bolzano, ma immagino un po’ ovunque in Italia. L’area fumatori è esattamente all’entrata dell’ospedale. Spettacolare la vista di persone in camice, con la flebo o altro che fuma fuori dalla porta. Lo ammetto lo ho fatto anche io prima di smettere ma solo ora mi rendo conto di quanto sia stupido e sbagliato. Meglio tardi che mai.

I fumatori vanno ghettizzati e soprattutto allontanati quanto più possibile dai bambini non solo per il fumo indiretto ma proprio per il brutto esempio che danno.

La sigaretta ha finito di rappresentare un simbolo di machismo e per cambiare il modo di pensare deve essere vista come una fonte di malattia, perché il fumatore è fondamentalmente una persona malata.

Fermo restando la libertà di ognuno di fare ciò che vuole nei limiti di legge quest’ultima dovrebbe quantomeno obbligare a restringere l’area di azione dei fumatori. Fuma quanto vuoi ma fallo lontano dai polmoni e soprattutto dagli occhi dei bambini.

Cercasi fiaba gender da leggere

Venezia è una gran bella città, peccato che il sindaco Brugnaro sia, a detta di Elton John, un “bifolco e cafone”. Ancor prima di essersela presa con il fotografo Gianni Berengo Gardin per via delle grandi navi (leggi qui) il sindaco ha fatto ritirare (leggi qui) dalle scuole ben 49 testi che affrontano il tema della coppia o della sessualità in chiave non conforme ai dettami della chiesa cattolica. Per parlar chiaro e senza peli sulla lingua parliamo di lesbiche, gay, trans, fecondazione artificiale, ecc. o più patinatamente “gender” come si usa dire oggi (segno che per molti nonostante le pseudo aperture certe parole sono ancora difficili da pronunciare).

Tra questi testi anche opere di autori famosi quali Lionni, Pardi, Altan, Gabrielle, ecc.

Sempre per parlare chiaro io sono eterosessuale, sposato (in chiesa) con due figli (una da un precedente matrimonio). Non sono uno che va in giro a combattere per i diritti degli altri, non mi sono cambiato l’immagine del profilo con quella arcobaleno di Facebook per festeggiare i matrimoni gay. Ho avuto e ho amici e amiche che vivono la loro sessualità in maniera diversa dalla mia ma tuttavia ritengo che il rispetto ci debba essere per tutti e da tutti e che non sia giusto chiudere gli occhi di fronte alla realtà della nostra società.

Ritengo altresì che la fiaba, la favola o il libro per bambini sia uno strumento didattico fondamentale per diffondere molti concetti.

Ad esempio tutte le fiabe dei Grimm sono rappresentazioni di esperienze negative: l’abbandono, la violenza, gli abusi e la sessualità.

Credete davvero che Cappuccetto Rosso sia una piccola bambina che porta la torta alla nonna? Allora credete che i lupi parlino e sappiano traverstirsi. E’ una ovvia metafora, pensateci bene e capirete anche quale.

Purtroppo nel tempo il significato vero di queste storie è stato sommerso dalla metafora stessa.

Ma torniamo a noi. Premesso tutto ciò e premesso che per diletto leggo fiabe, da quasi 10 anni sono presente  nelle classifiche dei Podcast per tutta la famiglia di Itunes, ho una pagina Facebook  nonché un apposito sito web dove sono raccolte le mie audiofiabe, lancio una sfida:




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Cerco una fiaba (o favola o storia) da leggere che tratti l’argomento cosiddetto “gender” e che lo faccia soddisfando i requisiti delle fiabe classiche.

La fiaba verrà poi da me letta e pubblicata sia sul sito www.audiofiabe.it che sul mio canale podcast.

So già che forse questa cosa mi farà perdere fans e notorietà presso alcuni canali ma sinceramente non lo ho mai fatto né per soldi né per la fama e non mi interessa.

Il mio è solo un piccolo contributo alla libertà di pensiero e alla libertà di essere se stessi. Credo che sia giusto capire e insegnare ai propri figli che al mondo ci sono molte realtà.

La diversità non esiste. Parlare di diversità significa parlare di normalità. Io credo invece che siamo tutti diversi e che il rispetto reciproco sia fondamentale.

Mandate i vostri testi a: mail@walter.bz

p.s.

Non so quanto questo mio appello avrà seguito nel caso tendo a precisare che la fiaba verrà scelta a insindacabile giudizio mio e di mia moglie. L’autore verrà sempre nominato ma cederà tutti i diritti della versione audio al sottoscritto.

 

…dal 1966

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