Idea regalo: il calendario fotografico

fotocalendario

Tempo di Natale e tempo di regali. Dato che per principio non mi piace fare regali inutili, essendo appassionato di fotografia (se ve lo siete perso ecco il mio photoblog) ed avendo due bambini un’ottima idea regalo per i nonni è un calendario fotografico. Utilizzo per ogni mese una fotografia del mese dell’anno in corso. In questo modo ogni mese si ha la foto dell’anno precedente.

Fino a qualche tempo fa componevo io il calendario, stampavo le foto e assemblavo il tutto. Il risultato era fotograficamente ottimo ma il resto rimaneva un po’ artigianale. In commercio si trovano anche dei calendari appositi che hanno le pagine bianche in modo da poter incollare la foto, ma anche questo risulta molto fai da te.
Così ho cercato in rete e ho scoperto un servizio per stampare calendari fotografici che ancora non conoscevo: pixum.

Pixum è una ditta tedesca e anche in questo caso è sinonimo di affidabilità e serietà.
Grazie ad una semplice interfaccia online e senza l’uso di nessun programma da scaricare in pochi minuti ho composto il fotocalendario scelto tra la vasta gamma disponibile. Io ho scelto il più minimal formato A4 orizzontale. In qualche giorno è arrivato il corriere e devo dire che il risultato è di tutto rispetto soprattutto considerando il costo e la velocità di elaborazione.
E così anche quest’anno me la sono cavata con i regali ai nonni! :-)

Viaggio in treno di Lego Duplo con la GoPro

Una delle cose simpatiche da fare con la GoPro sono le soggettive o POV in inglese, Point of View, che riprende cioè il punto di vista degli oggetti. La GoPro è talmente piccola che si presta molto bene a questo tipo di ripresa altrimenti difficilmente ottenibile. Montati tutti i pezzi di Lego Duplo e fissata la GoPro di fronte al treno ne è nato un breve ma suggestivo video. Quando si è costretti in casa col bimbo malato il Lego è sempre il miglior passatempo esistente.

La maleducazione che mette a rischio la vita

passeggino

Questa foto è scattata da mia moglie a Bolzano in via Dodiciville, ma potrebbe essere scattata ovunque. La tipica scena dell’automobilista che parcheggia sul marciapiede lasciando a malapena spazio per una persona. Ma cosa succede quando arriva un passeggino o una carrozzella di un disabile? Esattamente quello che si vede nella foto. La mamma con il passeggino è costretta ad andare sulla strada per poter passare mettendosi in una evidente situazione di pericolo. E tutto questo perché il maleducato automobilista ha deciso di sostare sul marciapiede. Io mi domando con quale criterio ci si comporta così? Perché non sostare semplicemente sul lato strada o quantomeno mettersi in condizione tale da non creare difficoltà ai più deboli ovvero mamme col passeggino o disabili. Io non mi domando dove sono i vigili, capisco che le strade non possano essere presidiate in toto ma mi domando dove diamine è l’intelligenza e l’educazione di questa gente? Possibile che non si riesca ad arrivarci da soli? Ignoranti, cafoni e maleducati! L’augurio è quello di finirci in carrozzella così da provare cosa vuol dire!! VERGOGNA!

 

Movember questo sconosciuto

movember3Quest’anno mio figlio Giacomo di 5 anni sta seguendo un corso di minirugby con la società SudtiroloRugby. Verso fine ottobre gli allenatori hanno cominciato a parlare di Movember, parola che mi era completamente sconosciuta. Così mi sono informato sul web ed ho scoperto che Movember è una campagna dedicata alla sensibilizzazione delle malattie tumorali maschili in particolare prostata e testicoli.

movember1Le donne, sin da piccole, vengono sensibilizzate moltissimo a tutti quei problemi legati in qualche modo agli organi più soggetti alle malattie più a rischio. Le donne scelgono il ginecologo con assoluta serietà. Noi uomini con lo stesso impegno scegliamo al massimo il  benzinaio di fiducia. Noi uomini pensiamo che l’andrologo  sia l’esperto nel sistema operativo Android.

Essendo questi delicati apparati legati anche alla sfera sessuale per l’uomo, soprattutto italiano, si tratta di un argomento non tabù ma argomento assolutamente proibito.

La realtà è che però è pura ignoranza e paura. Io ho scoperto che cosa è la prostata due anni e mezzo fa quando una prostatite mi ha messo ko spedendomi in ospedale per una settimana con un bel catatere collegato alla mia vescica. Da quel giorno le cose “la sotto” non sono più le stesse. Se prima potevo resistere quasi tutti il giorno senza fare “plin plin” oggi il mio rapporto con il bagno è molto più intenso.

“Sarà una cosa lunga”, mi hanno detto i dottori. Se non migliora bisogna operare e operarsi alla prostata significa  togliere le “cappette” dalla pistola.  Solo colpi a salve! Ecco sono certo che gli uomini che leggono possono certamente capire cosa possa voler dire per un uomo!

Toccatemi tutto ma non la mia prostata! …fortunatamente le cose sono migliorate e “la sotto” i quasi 50 anni non si sentono ancora. Quest’ultima frase è un atto dovuto al mio onor macho maschile. :-)

Ora, battute a parte, il fatto è che gli uomini parlano poco di queste cose, le trascurano e quando è troppo tardi oltre che le cappette si perde anche pistola e tiratore in un colpo solo. Ovvero si muore…con onore da macho ma si muore.

movember2

Così nel mondo si va via diffondendo il movimento chiamato Movember ovvero Moustache (baffi) a novembre.

Scopo del “gioco” è sensibilizzare la popolazione maschile ad affrontare con serenità questi argomenti attarverso la Movember Foundation. Clicca qui per andare al sito.

Il motto della Movember Foundation è di “cambiare la faccia della salute degli uomini“.

Australia, Canada, Usa, Regno Unito, molti paesi europei partecipano attivamente. L’Italia non figura neppure tra gli ultimi, evidentemente per i “macho” motivi di cui sopra.

Il mese di novembre è dedicato a questo evento e la regola, per chi vuole partecipare, è quella di farsi trovare a fine ottobre belli rasati e nel corso del mese di novembre lasciar crescere dei bei baffoni. Un gesto simbolico ma molto efficace.

Così come simbolico è stato il gesto fatto dagli allenatori delle squadre di minirugby. Dipingendo dei baffi ai bambini è un modo per cominciare a diffondere questa iniziativa anche in Italia. Ed è giusto, secondo me, che l’argomento venga trattato sin da piccoli.

Da parte mia dedico questo post a Movember con la speranza che venga diffuso e pubblicizzato.

Nelle duo foto  ecco i piccoli dei corsi di minirugby U6 e U8 della società SudtiroloRugby.

Movember: meno machi e più maschi!

UPDATE

Dopo aver scritto questo post lo ho postato sulla pagina Facebook di Movember Italia. L’apprezzamento è stato tale che è stato poi anche pubblicato sul quotidiano nazionale Corriere dello Sport che ha dedicato ampio spazio a questa iniziativa.

Corriere-dello-Sport

Flashbeing…oh no un altro social network ma anche no!

Quando nasce un nuovo progetto sul web sono sempre molto curioso. Dato che lo ho visto nascere, mi piace vedere dove va il web. Quando poi il progetto è firmato da giovani bolzanini l’interesse è ancora maggiore. Così mi sono iscritto a Flashbeing, portale che promette di raggruppare diversi social e altri media in uno solo permettendo di diminuire i tempi di navigazione sul web.

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Premetto che i social li frequento e non solo il classico Facebook, parlo di Linekdin, Twitter, Google + (ma esiste ancora), Reddit, Pinterest, Instagram, ecc. ecc.

Ognuno di questi lo uso in maniera diversa e, come spiegherò alla fine, questo è anche uno dei motivo per cui credo che Flashbeing non abbia futuro (così come si presenta ora).

Ma torniamo a noi. Flashbeing in quanto a marketing è molto accattivante. Un bel video introduttivo parla di molte cose senza però spiegare nulla. Sui giornali sono usciti diversi articoli piuttosto esaltanti sul progetto, ma si sa che spesso ai giornali basta dare un qualche comunicato stampa, dire che è tutta “roba italiana” e subito si gasano parlando di Silicon Valley Dolomitica. A suo tempo i media hanno rovinato Volunia spacciandola per quello che non è accellerando una agonia già in fase avanzata prima del lancio.

Mi registro a Flashbeing e…la prima impressione è: oh no un altro social network! Profilo, nome utente, privacy, ecc. ecc.

Già qui mi balla l’occhio destro perchè il tutto si presenta come un brutto clone di Facebook.

L’altro occhio comuncia a ballare quando mi vengono proposti degli amici. No basta! Qualcuno vuole capire che gli amici sono quelli che vedi ogni tanto, che non frequanti solo virtualmente. Vabbè inutile discutere, oggi tutti vogliono gli amici e vai di amici anche su Flashbeing. Vaglielo a spiegare che non me ne frega nulla di vedere tonnellate di contenuti relativi ad interessi di conoscenti. Il fatto che conosca una persona non vuol dire che mi interessa tutto quello che fa!

La grafica è confusa e confusionaria, eppure il trend minimal non è ancora morto.

Cercando di capire come funziona – purtroppo il marketing si è limitato alla confezione – mi rendo presto conto che si tratta in soldoni di un aggregatore di feed  che permette di likeare, commentare e ricondividere gli stessi. Cosa è un aggregatore di feed? Quasi ogni sito, portale o social network ha un feed ovvero un indice dei contenuti pubblicati. Un aggregatore miscela i vari feed in ordine cronologico permettendo di leggere un abstract di ogni articolo pubblicato.  Google Reader (pace all’anima sua) era un aggregatore di feed…e un motivo anche c’era se oggi ne parliamo al passato….ma la storia non insegna mai, sembra!

Proprio pensando all’insuccesso di Google Reader penso al successo di Reddit, aggregatore naturale “human based”. Flashbeing non introduce (purtroppo) nulla di nuovo nel panorama aggregatori e questa mi sembra una occasione sprecata.

Il grosso problema di Google Reader era la troppa informazione, oltre che un cugino scomodo di nome G+, Reddit introduce invece l’elemento umano quale filtro ai vari news feed.

Più ci smanetto dietro più mi sembra un deja-vu di vari altri portali centrifugati in maniera pasticciata e confusa.

Altro paragone è quello con Flipboard, bellissima app che permette di creare i propri magazine di news personalizzate. Ovviamente le problematiche di Flipboard sollevate da parte degli editori di contenuti si riflettono anche su Flashbeing. Se Flashbeing vive di contenuti di terzi, questi terzi che vantaggio hanno? Se la raccolta pubblicitaria (banners, ecc.) viene eseguita da Flashbeing quale è il ricavo di chi le news le produce? Flashbeing così come Flipboard è un modello destinato all’esaurimento delle risorse o alla loro valorizzazione? Se Flashbeing fa guadagni con i contenuti di terzi dovrebbe pagare i terzi o no?

Forse dietro queste domande si nasconde anche il motivo della scomparsa di Google Reader.

Ma veniamo all’usabilità...ah no parlo solo di quello che c’è non di quello che verrà.

La domanda sorge spontanea: Flashbeing serve? No se gli intenti sono quelli declamati sicuramente no. Vedere in un unico stream feeds provenienti da diversi canali non è una grande idea soprattutto perchè, a mio avviso, ogni social oggi ha una sua funzionalità e verticalità ben precisa e distinta. Noi stessi quando ci registriamo sui diversi social lo facciamo con nomi o nick diversi perché ogni attività corrisponde ad una aspetto della nostra personalità.

E’ da tempo che penso ad un post dal titolo “Uno, nessuno e centomila ai tempi dei social network” in quanto l’accostamento del concetto Pirandelliano dell’essere umano alla realtà dei social è, a mio avviso, molto adatto.

Esempio: Tumblr lo uso per uno scopo ben preciso che non ha nulla a che vedere con lo scopo per cui uso Pinterest oppure Twitter. Stesso discorso per Facebook, Reddit, Instagram e altro.

Ogni persona ha più interessi e diversi aspetti della propria personalità che spesso si riflettono in un uso diverso nei social network. Mischiarli insieme può essere confusionario e anche deleterio dal momento che si rischia un overflow di informazioni che vanno esattamente nel verso opposto dagli intendi dichiarati da Flashbeing.

Oggi i social vanno in direzione verticale e un progetto in orizzontale mi lascia un po’ perplesso.

Per concludere non ho visto nulla di nuovo in Flashbeing, ho visto un flashback di Volunia per certi aspetti e tante cose già viste per altri.

Tuttavia…e sottolineo tuttavia…io mi auguro che questo progetto decolli nel migliore dei modi perché comunque l’aproccio attivo è sempre meglio di quello passivo e comunque sia meglio fare e sbagliare che non fare nulla e accettare passivamente quello che ci viene propinato.

Pertanto bravi ragazzi e alla via così…magari aggiustando il tiro prima che sia troppo tardi. :-)

…o magari, come ormai dico sempre, forse sono io che sono troppo vecchio!

Y-40 video della piscina più profonda del mondo

Un bel record questo italiano della piscina più profonda del mondo con acqua termale per giunta.

Battuta la Nemo 33 di Bruxelles che si è vista soffiare via il Guinness World Record.

La Y-40 si trova a Montegrotto Terme presso l’Hotel Terme Millepini. La visita va prenotata via web acquistando un’ora di tempo per i subacquei con le bombole e 1,5 ore per gli apneisti.

Guarda il video su YouTube.

Attrezzatura compresa nel prezzo che tutto sommato non è neppure esagerto. 35 euro per un ora di immersione.

L’acqua è veramente calda ca. 35 gradi, l’impianto è molto bello e luminoso, organizzazione al check’in ben fatta.

La piscina ha un primo livello fino ai 10 metri dove ci sono due aree allestite a grotte collegate da un tunnel di passaggio. Ideale per fare esercitazioni di vario tipo. Ai -15 inizia il pozzo che scende fino ai 41 metri ca.  (Guinness certifica 42mt.)

L’impressione è veramente strana perché essendo nell’acqua limpida della piscina i 40 metri sembrano molto più vicini di quanto non possano sembrare al mare o soprattutto al Lago di Garda.

Una volta sul fondo ci si rende conto di come il tempo di no-dec sul computer si azzeri molto velocemente.

Una volta tornati ai 10 metri e fatto per più volte tutte le camere i passaggi e pertugi vari ci si rende conto che 1 ora con le bombole è più che sufficiente…ovviamente se non si devono fare esercizi di vario tipo.

Sicuramente il target ottimale della Y-40 è l’apneista che qui trova un ambiente decisamente bello per potersi esercitare.

Riguardo al video lo ho girato con la Gopro che purtroppo mi ha giocato qualche brutto scherzo in acqua. Nonostante abbia formattato la scheda una volta sul fondo mi ha segnato scheda piena e non potevo più continuare. Dopo una decina di minuti ha ricominciato a funzionare per poi ripetere il messaggio. Il video è pertanto molto breve realizzato con i pochi spezzoni che sono riuscito a filmare.

 

 

Fioraio ti stimo…anche se sei del M5S

C’è un fioraio in centro città a Bolzano che appartiene al Movimento 5 Stelle. Da diversi mesi la sua vetrina è dedicata alla contestazione politica. Ultima “decorazione” un cappio e un messaggio che dice “Stanno per uccidere la nostra costituzione. Dopo sarà il turno della nostra autonomia”.

fioraio5s

Quello che mi piace in questo uomo, al secolo Rudi Rieder, è la determinazione e la concretezza nel mostrare le proprie convinzioni politiche. Ci vuole coraggio! E non è sempre ben visto leggi qui. Questo signore mette in gioco se stesso, la sua attività per gli ideali in cui crede (giusti o sbagliati che siano) e solo per questo motivo è degno del massimo rispetto.

Mi chiedo: e se fossimo tutti come lui? Se il modo vero di cambiare la politica fosse cambiare noi stessi e il nostro approccio con la politica stessa, facendola diventare parte integrante della nostra vita smettendola di delegarla alla classe politica che, aimè, ci mangia allegramente sopra?

Quando passo di fronte alla sua vetrina io mi sento uno struzzo! Perché da un lato mi sento molto vicino a questo uomo che è capace di “urlare” la sua rabbia con fermezza e dignità, ma io mi nascondo dietro la mia indifferenza politica e virtualmente metto la testa sotto la sabbia.

Per cui ti stimo fioraio!

Specifico che io sono, vorrei dire purtroppo, apolitico per cui non ho nulla né a favore né contro il M5S né nessun altro partito per cui questo post non ha nessuna connotazione politica pro o contra il Movimento. Il titolo “anche se sei del M5S” va inteso come “anche se sei di un partito”.

…dal 1966

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