Costa Concordia: foto zoommabile e navigabile

Qualche mese fa sono andato all’Isola del Giglio per un week-end di immersioni. Andare al Giglio vuole anche dire imbattersi inevitabilmente con il gigante coricato della nave da crociera Costa Concordia. L’impatto dal vivo con la nave è difficile da descrivere, soprattutto quando si arriva o si riparte col traghetto che passa a poche decine di metri dal relitto. Dal punto di osservazione più vicino raggiungibilein auto, ca. 400 mt. dal relitto, ho effettuato una serie di scatti con il tele Canon EF 300 f4L e la 5D che poi ho composto insieme con un software di “stiching”. 14 immagini che compongono l’intera nave. Per mostrare l’immagine con la possibilità di zoommare e navigare stile google maps ho utilizzato il servizio online gigapan.com. Una singola immagine non rende l’effetto.
L’immagine risultante dallo stiching è di 25 mila pixel di larghezza per una dimensione non compressa di ca. 100 MB.

Il risultato con Gigapan, che si vede sotto, è impressionante.

Per visualizzarla meglio consiglio di andare direttamente sul sito Gigapan: Costa Concordia foto zoommabile e navigabile

Una favola all’asilo nido!

Dire che mi piace raccontare fiabe e favole per bambini non è una novità. Farlo dal vivo di fronte ad una ventina di piccoli “compagni di merende” dell’asilo nido di mio figlio Giacomo è una esperienza unica…e piuttosto impegnativa. Bambini di 2/3 anni vanno affrontati in maniera particolare. Vuoi per la poca capacità di mantenere l’attenzione, vuoi per il piccolo vocabolario disponibile, vuoi perché quando sono in gruppo si distraggono l’uno con l’altro. Insomma erano tanti i dubbi che avevo quando con Alessandra ci siamo proposti per raccontare una storia ai bambini del nido. Abbiamo scelto una favola semplice, opportunamente semplificata nella terminologia, con elementi ripetivi da filastrocca, con animali e una piccola bambina di nome Giuggiolina. Favola trovata su un vecchio libro. In casa di Giuggiolina entra un uccellaccio che non permette più a Giuggiolina di entrare minacciandola con una voce grossa: Sono l’uccello grifone, occhi di falco e cuor di leone, chi si avvicina ne faccio un boccone. Vari animali si susseguono nel tentativo di aiutare Giuggiolina ma vengono tutti fatti scappare dal terribile uccello. Sono un piccolo canarino dalla voce possente riesce a far spaventare e scappare l’uccello grifone. La lettura, sfruttando le varie modulazioni della mia voce,  era coadiuvata dall’utilizzo di animaletti di pelouches e dalla divertente interpretazione, alle mie spalle, di Giuggiolina da parte di Alessandra.
Non avendo mai avuto esperienze simili temevo quale potesse essere la reazione dei bambini, che è stata assolutamente positiva. Si sono divertiti un sacco, maestre comprese. Il momento più bello è stato sicuramente dopo, quando tutti volevano farmi partecipare al loro giochi quotidiani.
Una bella esperienza!

Foto dell’Adunata degli Alpini a Bolzano

Tre giorni intensi per la città di Bolzano quelli dell’11, 12 e 13 maggio 2012. L’Adunata degli Alpini ha stravolto il solito ordine cittadino regalando momenti fotografici interessanti e  divertenti. Con la compatta Finepix X100 alcune foto ricordo di questo evento piuttosto memorabile.

Vai all’album foto: Adunata degli Alpini a Bolzano

Adunata degli Alpini a Bolzano…un po’ di amaro!

Mancano poche ore all’inizio dell’Adunata degli Alpini a Bolzano. Città che vive già da un paio di settimane i subbugli dei preparativi di questa grande festa. L’Adunata a Bolzano  è anche l’Adunata a Bozen, perché non si può fare a meno di fare delle considerazioni che esulano dal senso dell’evento. L’Alto Adige è anche Südtirol e forse proprio in queste due parole si nasconde il problema. Qui siamo a nord dell’Italia (Alto Adige) e a sud del Tirolo (Südtirol) e forse da entrambe le parti (italiana e tedesca) non abbiamo una nostra identità. Qui ti devi “dichiarare” italiano o tedesco, sulla carta c’è scritto gruppo linguistico, ma in realtà è qualcosa in più! Devi specificare se ti senti a sud o a nord di qualcosa. La guerra e il fascismo hanno creato tutta una serie di problemi. Da un lato la popolazione tedesca obbligata ad andarsene o italianizzarsi dall’altro l’immigrazione di tantissimi italiani in una terra nuova. I miei nonni infatti, sia di origine materna che paterna, sono emiliani, marchigiani e veneti fatti “immigrare” a Bolzano con la scusa del lavoro e di una casa. Ma senza entrare nel dettaglio della storia e delle questioni politiche, faccio alcune riflessioni personali in occasione dell’Adunata degli Alpini che ovviamente qui ha provocato numerose polemiche. Molte polemiche sono nate dalla massicia esposizione di bandiere italiane per la città! Leggevo ieri su un quotidiano di lingua tedesca la lettera di una persona che si sentiva “offeso” nel vedere tutte queste bandiere italiane. Per non parlare poi di “voci di corridoio” circa una email che circola relativa al boicottaggio delle aziende locali “tedesche” che in qualche modo hanno a che fare con l’adunata (si sa che alla fine il business è business). Purtroppo le tensioni e i malumori dell’una o dell’altra parte tendono a “scattare” in queste occasioni. Per molti di parte italiana l’Adunata è un pretesto per “sottolineare” che qui siamo in Italia, dall’altra, da parte tedesca, un pretesto per far rivalere questioni sull’identità. Insomma, comunque sia, ragioni o meno a parte, è una semplice questione di identità. Chi siamo noi altoatesini sudtirolesi? Forse un giorno riusciremo a sentirci “unici” ma è un giorno ancora lontano. E’ un peccato però che da molti (in particolare le frange estreme) il senso dell’Adunata Alpina venga travisato. L’esposizione della bandiera italiana non significa “qui siamo in Italia”, significa Benvenuti Alpini che avete combattuto per questa bandiera. L’Adunata è una festa, è una occasione per rivedere vecchi amici e io personalmente vedo i tre colori della nostra bandiera in questo modo: Verde come il colore del cappello alpino, bianco come la neve che ricopre le Alpi e rosso come il sangue che è stato versato in tante guerre. A questo l’Adunata degli Alpini dovrebbe servire! A far riflettere! Proprio per questo mi rimane un po’ di amaro in bocca nel sentire le tante assurde e inutili polemiche di questi giorni.

Riporto un estratto dal giornalino del mio corso AUC (Smalp 133) che merita di essere letto.

La mia “naja” negli Alpini

Era il lontano 3 gennaio del 1990 quando mi sono congedato dall’esercito. 15 mesi di leva obbligatoria che sicuramente hanno segnato la mia vita. 15 mesi e non 12 perché ho scelto di fare la Scuola Militare Alpina di Aosta, 133° corso AUC Allievi Ufficiali di Complemento. 5 mesi duri, bui e difficili in cui sono successe cose di cui è difficile parlare. Chi ha fatto la SMALP può capire! Dopo quei 5 mesi sono stato assegnato alla Caserma Enrico Federico di Brunico, allora CAR, Centro Addestramento Reclute. Ogni mese decine di nuove leve che dovevano essere “inquadrate”! Dura far digerire il “senso della leva”, fortunatamente oggi non è più obbligatoria. Dal fargli rasare i capelli a, cosa più difficile, fargli digerire la dura e inflessibile disciplina militare. Da un lato era piuttosto divertente per i tanti aneddoti che potrei raccontare, dall’altro umanamente difficile. Non a caso, fatto dell’altro giorno, mi scrive una recluta dicendomi che mi ha ritrovato su internet e mi confessa che se mi avesse reincontrato al tempo avrebbe volentieri “regolato i conti”. Non era un bel lavoro ma era il lavoro che mi spettava. Prendere degli “svaccati civili” e cercare di trasformarli in soldati alpini! Per molti la “naja” durava solo il mese del CAR dato che poi la vita militare era molto più blanda e tranquilla. Gli ultimi mesi alla Enrico Federico li ho passati come vice-comandante di caserma, una bella vita, tanto da farmi riflettere se “firmare” (ovvero farlo come lavoro) o meno! La paga era buona ma poi mi sono reso conto che non faceva per me.

Chiusa la “parentesi” di leva sono rimasti gli amici, quelli del corso di Aosta prima, i colleghi Sten poi. Per un periodo ci si è tenuti in contatto. Dieci anni fa poi il ritrovo grazie ad internet di quelli del 133° corso AUC. Ho partecipato a qualche raduno, ma poi i tempi della vita, gli infiniti impegni, famiglia e tutto il resto obbligano a delle priorità.

Ma quei 15 mesi, seppur nella nebbia dei ricordi, sono stati talmente densi che non si può fare a meno di ripensarci ogni tanto.

A maggior ragione quando nella propria città arriva il Raduno degli Alpini!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...