Happy di Pharrell Williams in versione apnea

Quando mi hanno proposto di realizzare una versione  del video Happy di Pharrell Williams ammetto che non sapevo ancora della “moda” di rifare questo video in versioni locali o specifiche tipo Happy in Milano, Napoli, Torino, ecc.

Happy in Bolzano esisteva già e la sfida consisteva nel fare una versione Happy subacquea ovvero con il gruppo di apneisti. L’idea mi è subito piaciuta e dopo una lunga indigestione di tutte le versioni di Happy possibili ho iniziato a filmare. 5 sessioni di ripresa, tantissime risate queste ultime soprattutto grazie alla simpatia di tutti i ragazzi e le ragazze dell’apnea.

E così dopo una lunga notte di montaggio è nato questo video. Buona visione.

Passeggiata sul Renon sotto la neve

Contrariamente a quanto si può pensare a Bolzano città non nevica molto. Spesso il limite della nevicata è di qualche centinaio di metri più in alto. Così un sabato mattina piovoso e leggermente nevischioso abbiamo preso la funivia del Renon e in una decina di minuti ci siamo trovati immersi in una forte nevicata. Ancora più affascinante il percorso col trenino che si immerge nel bosco innevato con i binari sommersi dalla neve. Siamo scesi alla fermata di Costalovara e abbiamo fatto un giro intorno e sopra il lago ghiacciato.

I bambini si divertono e il paesaggio è assolutamente fantastico. :-)

Guarda il fotoalbum: Renon sotto la neve

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La stessa passeggiata in versione estiva

Fotografare è…dipingere con la luce

Bel titolo vero?

Ma non è mio, è una citazione del mio carissimo amico Sandro che così definisce la sua passione per la fotografia già in prima pagina del suo blog.

Ed è una cosa assolutamente vera a cui non ho potuto fare a meno di pensare quando ho visto questo bellissimo video che dimostra come il volto di una donna può cambiare, al punto da sembrare persone diverse, solamente giocando con la luce.

La luce nella fotografia è fondamentale, del resto quello che noi vediamo è il risultato di giochi di luce che proprio nella fotografia vengono congelati.

La luce bianca ha poi un fascino tutto suo dato che è tutto tranne che bianca. I nostri occhi hanno un bilanciamento del bianco automatico piuttosto efficente, ma lo stesso non si può dire delle macchine fotografiche digitali. Il fascino della temperatura colore, i gradi Kelvin, il freddo, il caldo… e che dire delle ombre!

Ma si potrebbe scrivere un libro a riguardo e questo video riassume visivamente le varie combinazioni.

Primo post del 2014 pensando alla mia più amata passione: la fotografia.

Foto album: Biennale d’Arte Venezia 2013 – Il palazzo enciclopedico

Quando ho letto la spiegazione del perché il curatore Massimiliano Gioni per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte ha scelto come titolo “Il Palazzo Enciclopedico” sono rimasto piuttosto incuriosito. Massimiliano Gioni con questo titolo evoca l’artista auto-didatta italo-americano Marino Auriti che “il 16 novembre 1955 depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite. L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accumuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti visionari che hanno cercato – spesso invano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza.

Questa descrizione si potrebbe adattare perfettamente a quello che oggi è Internet!

Auriti è un personaggio più o meno sconosciuto tornato alla ribalta proprio grazie alla Biennale del 2013.

Cercando su Google sono riuscito a scovare una pagina interessante sul sito della nipote. Non so perché ma questo personaggio mi è decisamente simpatico. Forse perché i sogni folli sono i più affascinanti…be hungry, be foolish diceva un certo Steve Jobs! :-)

Ci sono molte curiose analogie tra Auriti e Jobs non ultima quella che Auriti si era costruito un garage come studio!

Ma torniamo alla Biennale. Sono diversi anni che visito le biennali di Arte e di Architettura di Venezia. Lo faccio non per interesse professionale ma perché mi piace un sacco “navigare” tra i vari padiglioni alla ricerca di immagini, dettagli, frammenti di quei messaggi che gli artisti o i curatori cercano di trasmettere. Non sempre ci riescono soprattutto in un era di mordi e fuggi come quella odierna. Alcuni padiglioni si compredono al volo, altri necessitano di una lettura e/o comunque di più tempo per capirli. Un giorno per visitare la Biennale effettivamente non basta per capirla a fondo.Quest’anno poi, tra una cosa e l’altra, la ho visitata all’utimo giorno tralasciando anche l’arsenale.

Ecco la galleria fotografica della Biennale d’Arte 2013 di Venezia Giardini.

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Quando il marketing fallisce il messaggio

Domandandosi “dove finiscono i palloncini?” forse l’intento della campagna marketing di Norda era quello di evocare la purezza delle montagne d’alta quota.
Curiosamente non mi ero neppure mai posto io la domanda quando vedevo volare via un palloncino. Questa estate in gita in Trentino al lago di Tret nel bel mezzo di un lussureggiante bosco ho trovato dei palloncini al termine del loro viaggio e la scena era tutt’altro che romantica. Considerando il colore bianco probabilmente venivano da un matrimonio.
Messe insieme le due immagini suscitano una sensazione piuttosto fastidiosa dato che se da un lato si suppone che in alta quota l’acqua che sgorga sia pura in realtà la nostra immondizia finisce pure lì.

palloncini