No flight zones per i droni

Avendo da poco un drone (DJI Mavic Pro) oltre a divertirmi un sacco a fare foto e video devo affrontare anche il tema sicurezza che non è di poco conto.

La (poco chiara) legislazione italiana per i droni prevede diversi limiti, quali il volo a vista, max altezza 70 metri, max distanza 200 metri, divieti di volo in centri abitati, in centri affollati di persone (spiagge, ecc.), divieto di volo di notte, ecc. Il tutto per un uso personale e non professionale altrimenti di passa al costoso brevetto. Tra le varie cose ci sono i divieti di volo nelle NFZ ovvero No Flight Zones quali aereoporti (ATZ), aree militari, parchi naturali, ecc.

La App della DJI ha un sistema di NFZ proprio per cui il drone se si trova in una NFZ non parte proprio. Tutto bello se non ché non è corretto.

Ho scoperto questa cosa da poco e la condivido volentieri. Prendiamo il caso specifico ovvero la mia città Bolzano che, seppur piccolo ha un suo aereoporto e una sua NFZ (tra il resto molto più grande rispetto ad altri aereporti più grandi, probabilmente causa le montagne).

Sul sito DJI si può verificare la zona dell’aereoporto di Bolzano che per il drone è NFZ. Ecco lo screenshot qui:

Come si evince la zona interessata è molto piccola e circoscrive ca. 1 km (anche meno) intorno all’aereporto.

Per sicurezza consulto un’altra App per IOS (AirMap) e vedo che la NFZ è molto più vasta.

In seguito ad una discussione su un gruppo Facebook scopro che entrambe sono errate. Grazie al suggerimento di alcuni membri scarico le mappe ufficiali ENAV e scopro una situazione ben diversa.

Le mappe ENAV sono dei PDF con livelli attivabili scaricabili previa registrazione dal sito (Servizi Online -> AIP -> ENR -> ENR6 -> quindi il pdf della corrispondente zona, nel mio caso Padova VFR Area). Questo sotto è l’estratto della stessa zona.

Come si vede la situazione è ben diversa è l’area NFZ dell’ATZ di Bolzano è molto più vasta del previsto. Per inciso ho provato (senza volare) a fare decollare il drone dentro l’area (ma molto lontano dall’aereoporto) e la App DJI non faceva nessun blocco.

Sempre su suggerimento di un altra persona ho scaricato una App per Android (Italian Airspaces Lite) che invece riporta correttamente le NFZ come il sito ENAV. Non ho controllato tutta l’Italia ma a occhio sembra molto più corretta anche se il riferimento che consiglio è quello delle mappe ENAV.




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La conclusione è che non si finisce mai di imparare e siccome purtroppo la legge non ammette ignoranza bisogna prestare massima attenzione a dove si vola. Peccato doverci arrivare per caso e raccogliendo pezzi a destra e sinistra. Meglio non fidarsi dell’App DJI Go e delle sue NFZ che sono decisamente approssimative.

No Flight Zone per i parchi nazionali

Capitolo a parte merita il discorso NFZ per i parchi naturali. Sempre la legislazione italiana (ma non solo) prevede il divieto di volo dei droni senza permesso e senza brevetto dei parchi nazionali. Per ovvi motivi dovuti alla tranquillità degli animali soprattutto volatili. E’ anche comprensibile.

Poco comprensibile è cosa è un parco nazionale. In Italia i parchi nazionali sono 25 (fonte Wikipedia). Se si gira per la montagna, in particolare Trentino Alto Adige, si notano però molti cartelli indicanti parchi naturali che sono molti di più, esempio Sciliar-Catinaccio, Monte Corno, Gruppo di Tessa, Puetz-Odle, Fanes-Sennes-Braies, ecc. ecc.

Vien da dedurre che anche questi siano NFZ e invece a quanto pare no.

Prendiamo un caso specifico, quel piccolo gioiello che è il lago di Braies (vedi qui delle mie foto) che si trova nel parco naturale di Fanes-Sennes-Braies.

Andando a guardare le mappe ENAV il lago NON è in una NFZ per cui stando alle carte è possibile volare. Il lago è segnato in giallo sulla cartina.

La vicina NFZ del parco regionale Dolomiti D’Ampezzo non comprende l’area del lago.

Sicuro? Sinceramente non del tutto per cui meglio “volare bassi” ;-)

 

 

Altri link utili:

Articolo su Quadricottero.com