Ritorno sull’argomento dei bambini iperattivi e della diagnosi per la ADHD come già affrontato in questo mio post qui esattamente un mese fa. Consiglio di leggere prima quello prima di proseguire.

Oggi sul quotidiano locale Alto Adige un nuovo articolo sull’argomento che potete vedere in calce all’articolo.

In sintesi viene scritto che in Alto Adige vi è la percentuale più alta d’Italia di diagnosi di ADHD. Da una breve ricerca non mi risulta che il disturbo sia legato alla collocazione spaziale, tra il resto limitata poi al solo confine geografico. Mi viene più da pensare che sia invece legata al modo di analisi.  Leggendo l’articolo si capisce molto di più. Risulta infatti che l’Alto Adige ha una normativa che permette di avere un insegnante di sostegno per alcuni casi di ADHD.

Ora è facile trarre alcune deduzioni, personali ovviamente. Le stesse che avevo dedotto nella mia personale esperienza. Credo che quando una insegnante non riesce a gestire alcuni bambini in una classe, vuoi per un numero elevato di studenti, vuoi per incapacità della stessa, vuoi per altri motivi, faccia ricorso alla richiesta di accertamento finalizzato all’avere un insegnante di sostegno e di conseguenza un aiuto in più nella classe.

Il fine non è sostenere il bambino ma sostenere l’insegnante che non riesce a gestire la classe. La peculiarità della normativa che permette di richiedere un insegnante di sostegno in caso di ADHD va alla pari con l’aumento di percentuale di diagnosi di ADHD.

L’effetto diventa causa!

Qui non si tratta di bambini iperattivi, come già sostenevo nel mio precedente articolo, si tratta di un errato sistema di valutazione e leggendo tra le righe di questo ultimo articolo si capisce molto bene. Abbastanza scontato che se fornisci agli insegnanti uno strumento che permetta loro di alleviare il loro compito lo useranno.

Questo a scapito dei bambini ovviamente. Un bambino con l’insegnante di sostegno verrà sempre bollato come “strano” e diverso e per lui la situazione non potrà che peggiorare.

Per come la vedo io chi gestisce questa situazione in provincia di Bolzano sta sbagliando strada completamente puntando sulla “generalizzazione e massificazione del problema” e sono certo che la questione non finirà qui.

Leggi anche: Ho un figlio plusdotato, ma non è un genio.

Voto lettori
- Voti: 0 Media: 0

Unisciti alla discussione

10 commenti

  1. Caro Walter, io credo invece che in Alto Adige si presti molta attenzione al benessere dei bambini. Il personale é invitato a prendere parte a corsi di aggiornamento che vertono anche su temi come autismo, adhd, dop, dislessia e quant’altro. Ma attenzione gli insegnanti non hanno la bacchetta magica. Le insegnanti si affidano a degli esperti che possono e dovrebbero aiutarle a trovare le migliori strategie per aiutare i bambini che possono essere in difficoltá qualsiasi sia il motivo. Magari non c’ é neppure bisogno di un insegnante di sostegno, ma di diverse procedure educative che dovranno interessare sia l’ambito familiare che quello scolastico
    Sentir dire che ci sono insegnanti che lo richiedono per incapacitá loro personale di gestire la classe, mi rattrista perché lavorando nel settore so per certo che prima di chiedere aiuto ad esperti ci si pensa molto e c’é un confronto con colleghe e dirigenti ed un attenta osservazione ed infine si parla con i genitori. Screditare cosi tutti gli insegnanti lo trovo poi poco corretto . Penso anche che una buona collaborazione scuola famiglia sia il miglior modo per aiutare i bambino. Katia

    1. Pienamente d’accordo con te Katia… Bisogna anche saper accettare e affrontare ogni difficoltà per il bene dei nostri figli!

      1. Forse le difficoltà dovebbero cominciare ad affrontarle certi insegnanti visto che i problemi si verificano solo con loro. Il compito del genitore è proprio quello di capire quando il rapporto insegnante/figlio si deteriora e prendere provvedimenti. Poi se vi sentite tutti tirati in causa bene, credo che di aver messo il dito in una piaga giusta. Nascondersi dietro banali scuse non serve, i problemi vanno affrontati. Essere insegnante non comporta essere né perfetto né infallibile. Comunque la vostra coscienza dovrebbe essere tranquilla, non capisco tutta questa agitazione. ;-)

        1. Nemmeno i genitori sono perfetti o infallibili…e a volte sbagliano.
          Comunque sia, la mia coscienza è moooolto tranquilla !

          1. Come detto e ripetuto lo ho già detto anche io. Leggi il mio primo articolo sull’argomento, quello pubblicato un mese fa sul giornale. Comunque le convinzioni estreme e assolutistiche sono un brutto segno. Mettersi in discussione, sempre e comunque.

    2. Carissima Katia,
      mi spiace che tu ti senta tirata in causa a livello di categoria. Capisco il disagio ma non accetto questo tipo di generalizzazione e semplificazione. Mi sembra più che giusto che gli insegnanti seguano di corsi di aggiornamento, vorrei vedere non fosse altrimenti. Io non scredito nessuno faccio solo delle riflessioni personali in base ad esperienze personali. Io, come genitore, prendo le difese dei bambini e ritengo inaccettabile questo eccessivo ricorso ad accertamenti e non sono il solo a pensarla così. Ho avuto modo di confrontarmi con diversi genitori ed ho trovato esperienze simili se non peggiori. Mi sono confrontato con esperti in psicologia infantile e ho avuto le stesse conferme.
      La dimostrazione è anche che sia nel caso di altri che nel mio succede che cambiando insegnante/scuola le cose migliorino e dunque cosa se ne deduce?
      Non si pretende la bacchetta magica da parte degli insegnanti ma neppure troppa leggerezza nel ricorso a questi mezzi. Poi, ripeto, non voglio fare di nessuna erba un fascio. Questo è quello che ho riscontrato nella mia esperienza, come ho detto e sottolineato. Nel mondo dell’insegnamento così come in tutti i settori lavorativi ci sono diverse personalità e diversi modi di vivere/concepire la professione. Non si può, a prescindere, dire che tutti gli insegnanti siano brevi e preparati così come non si può dire il contrario. Sarebbe solo una presa di posizione. Le prese di posizione non fanno bene né alla crescita personale né a quella di categoria. La tua risposta la vedo così, senza un minimo di autocritica e dialettica. Tu dici che in Alto Adige si presta molta attenzione al benessere dei bambini. Se fosse così non accadrebbe questo perché chi ci rimette in queste situazioni sono proprio loro. Torno a ribadire il mio concetto che l’effetto è la causa. Proviamo a togliere questo fatto che in Alto Adige, guarda caso unica provincia italiana, la richiesta di un insegnante di sostegno sia subordinata alla presenza di un caso di ADHD poi vediamo cosa succede.

  2. Caro Walter io ho detto che mi rattrista sentire certi pensieri …e che mi dispiace che dal tuo scritto sembri screditare tutti gli insegnanti. Sembra che un insegnante se,chiede l’aiuto di esperti, sia perché é incompetente e non perché ha a cuore il benessere del bambino.
    Ci sono insegnanti scrupolosi, che hanno passato mesi a cercare soluzioni diverse prima di arrivare a parlare con i genitori, ce ne sono magari altri che invece no.
    Da insegnante peró non mi permetto di giudicare i genitori incapaci se non ascoltano gli insegnanti o se hanno idee differenti. Semplicemente rispetto il punto di vista del genitore senza peraltro smettere di provare ad aiutare il bambino. Credo fermamente che la collaborazione sia strettamente necessaria per aiutare il bambino tutti qui.

    1. Ben detto “sembra” ma non è così. Io ho fatto un discorso molto specifico relativo ad una situazione personale. Dovresti rispettare anche il mio punto di vista considerando poi che non ne conosci neppure tutti i risvolti. Non mi risulta infatti averne mai parlato con te per cui non puoi sapere nulla se non una faccia della medaglia. Inoltre dovresti leggere anche il mio primo articolo, quello pubblicato anche sul giornale, per capire che sono il primo a parlare di collaborazione tra genitori e insegnanti. Peccato che quando questa non c’è le cose non funzionano.

  3. Bene allora vedi siamo d’accordo. La collaborazione é fondamentale . Io rispetto il tuo punto di vista…. non ti ho mai detto che stai sbagliando a pensarla in questo modo e ripeto non mi permetto di giudicare nessuna situazione. Ho solo letto il tuo articolo e mi sono permessa di dirti il mio pensiero. Se pubblichi qualcosa é assolutamente normale che una persona possa avere un punto di vista differente. Non mi permetto di entrare nella tua situazione in specifico e neppure mi compete, ti ho solo fatto presente che da quello che scrivi “sembri” screditare tutti gli insegnanti e questo mi rattrista. I due lati della medaglia non riguardano te ma il fatto di essere madre ed insegnante e che comprendo le difficoltá dei due ruoli e le incomprensioni che possono crearsi. Buona serata

Lascia un commento

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: