Ritorna in tourneè a Bolzano lo spettacolo Psychiatric Cyrcus che ho avuto modo di vedere lo scorso anno (vedi qui la mia personale recensione). Ammetto che quest’anno avevo deciso di non andare perché avendolo già visto pensavo fosse uguale. Ho scritto loro per capire se era così ma non si può certo pretendere di avere una risposta seria da un manicomio. In realtà avevo comunque deciso di andarci e devo dire che la mia decisione è stata ottima.

Difficile aggiungere qualcosa a quanto scritto lo scorso anno. Lo spettacolo 2017 è diverso, diverso il direttore, diversi gli “ospiti” e diversi anche alcuni numeri. La figura del direttore è forse meno “eccentrica” di quello dello scorso anno ma non meno folle.

L’atmosfera che si respira dal momento che si passa la soglia del tendone è sempre molto “calda“. Tra un popcorn e una bibita lo spettacolo inizia già all’ingresso.  Non sai mai cosa sta per succedere, guardi davanti ma forse sarebbe meglio girarsi alle proprie spalle per controllare chi ti potrebbe piombare addosso.

Una volta accomodati chi tra gli sfigati, chi tra gli asociali e via dicendo a seconda di quanto si paga (come nella vita del resto) non resta che accomodarsi e lasciarsi trasportare dagli eventi. Eventi che faranno sorprendere, ridere, riflettere, spaventare, eccitare e molto altro. Lo spettacolo è un susseguirsi di emozioni.

Può piacere per la bravura degli artisti, per il filo conduttore della storia, per la tensione ed il coinvolgimento che si vengono a creare e per molti altri motivi tutti da scoprire.

Sta di fatto che non si rimane delusi da Psychiatric Cyrcus. Qualcuno può storcere il naso perché a volte la “crudezza” è tale ma il “politically correct” non fa parte di questo gioco…se di gioco realmente si tratta.

Basti guardare il volto dei personaggi. Guardando loro negli occhi (avendone il coraggio) è difficile capire dove inizia l’attore e dove finisce l’artista e viceversa. La dissacrazione di Psychiatric Cyrcus è soprattutto dei ruoli. Ciò che veramente spiazza è questa alternanza tra finzione e realtà. Per i personaggi questo determina una bravura ancor maggiore perché un conto è fare l’acrobata, un conto è farlo mentre sei nella parte di un malato di mente.

E qui sorge spontanea la domanda: sono veramente degli attori oppure no? Ripensandoci mi rendo conto che in due spettacoli visti non ho mai visto loro uscire dalla parte, neppure negli interventi pre e dopo spettacolo. Non escono neppure a prendere gli applausi (con stupore e delusione del pubblico).

Se veramente la storia fosse diversa da quello che sembra?
Se in realtà l’arte fosse una forma di recupero di questi personaggi?

Guardando lo spettacolo vi assicuro che ogni dubbio è legittimo.

“Non è tutto ciò che vediamo, o ciò che ci sembra di vedere, soltanto un sogno dentro il sogno?”
Edgar Allan Poe

Ovviamente non posso che consigliare di andare a guardare lo spettacolo dal 27 Luglio al 13 agosto in Via A.Einstein a Bolzano e dal 17 al 20 agosto a Rovereto.

Info qui: www.psychiatricircus.com

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