Per una festa del papà mio figlio Giacomo di 9 anni mi ha regalato un bellissimo libro dal titolo Colorama di Crushiform ed. L’Ippocampo. Ogni doppia pagina del libro è dedicata ad un colore per un totale di 133 colori. Per ogni colore c’è una illustrazione, una breve descrizione con curiosità sul colore e una intera pagina colorata. Spesso ci mettiamo sul divano e leggiamo qualche pagina insieme.

Un giorno gli dico che tutti questi colori sono in realtà composti da soli 4 colori miscelati insieme. Mi sgrana gli occhi come se avessi detto la più grande delle fesserie (ci potrebbe anche stare) e ovviamente stenta a credermi.

Diventa difficile a questo punto spiegare ad un bambino di 9 anni che il processo di stampa utilizza la quadricromia ovvero che si usano 4 colori base: ciano, magenta, giallo e nero (Cyan, Magenta, Yellow, Black CMYK). Questi colori nel processo di stampa vengono stampati in forma di puntini di dimensione variabile secondo un preciso schema che forma un retino. La variazione delle quantità percentuali della dimensione del retino così come la sovrapposizione dei colori va a formare qualsiasi colore che vogliamo. …se rileggo la frase non lo capirei neppure io. ;-)

Ma siccome io sono una persona che predilige il metodo empirico prendo dapprima una lente di ingrandimento per fargli vedere il “trucco” della quadricromia. Purtroppo la lente non è abbastanza potente e così prendo la reflex, il treppiede e l’obiettivo macro Canon MP-E 65 con flash anulare. Quest’ultimo è un obiettivo molto particolare capace di ingrandimento fino a 5X. Difficile da usare e adatto per scopi molto particolari. In questo caso è stato proprio il suo momento.

Dal primo scatto si apre un mondo nuovo. Diventa a quel punto facile capire come funziona il sistema della quadricromia. I puntini si vedono perfettamente così come le loro diverse dimensioni. Si distinguono chiaramente i 5 colori ciano, magenta, giallo e nero. Si distingue il retino, la sovrapposizione di due colori che vanno a formare un colore diverso. Tutto diventa più semplice. Come esercizio ci divertiamo a capire le percentuali, a spanna ovviamente, di CMYK e ricreare il colore in Photoshop con gli slider della quadricromia. Questa volta occhi sgranati dallo stupore vedendo che le percentuali di CMYK mostravano a video lo stesso colore fotografato.

Negli scatti che seguono riporto la foto del dettaglio del colore della pagina del libro con l’obiettivo macro, il crop 1:1 della stessa e la doppia pagina del libro.

Sono una sorta di “reverse engineering” del processo di stampa. Niente di accurato dal punto di vista tecnico ma sicuramente utile per spiegare come funziona la stampa ad un bambino.

Color rosa


Si nota molto bene che il rosa è costituito da un retino di cerchi di magenta (30% circa) e giallo (10% circa) come si evince anche dal selettore colore di Photoshop.

Color melograno

Qui si nota bene come il non colore, ovvero il colore carta bianco influisca sull’intensità della tonalità del colore.

Color rosso Ferrari

In questo caso è molto evidente che il colore è dato dal 100% di magenta e giallo sovrapposti. Le striature, qui molto evidenti, sono date dalla tipologia di carta.

Color cipria

Un colore molto delicato fatto di piccole percentuali di ciano, magenta e giallo.

Color latte

Approssimativamente 5% di magenta, 5% di giallo e 5% di nero. In questo caso l’uso del nero ha lo scopo di dare maggior contrasto.

Color arancia

Circa il 100% di giallo e 70% di magenta

Color cachi

Il color cachi sostanzialmente è un giallo “sporcato” contrastato dal nero e piccoli “tocchi” di ciano e magenta.

Color guscio d’uovo

Nella prima foto si distingue molto bene la forma geometrica del retino.

Color verde kiwi

100% di giallo con 50% di ciano, 5% di magenta e nero circa.

Color verde di Parigi

In questo esempio di vede come la forma del retino, diversa per ognuno dei 4 colori, crei delle sovrapposizioni parziali secondo uno schema preciso.

Color verde rabbia

Un verde “arrabbiato” nero…ma solo per il 40% circa. :-)

Color blu marino

E’ il nero che rende più o meno scuro un colore.

Color blue jeans

Anche qui l’effetto geometrico dei retini CMYK è molto evidente.

Color malva

Magenta con piccole note di ciano e nero.

Color nero di china

Il nero non è solo nero al 100%. Per renderne le varie tonalità si usano forti percentuali di CMY. Va ricordato che vi sono tipologie di stampa che non prevedono l’uso del 4º colore. In questo caso si chiama tricromia e usa appunto solo il ciano, il magenta e il giallo. Il risultato è però un nero meno nero.

Color basalto

Qui si nota bene l’uso dei colori per variare il tipo di nero.

Il libro ve lo consiglio proprio. Merita sia per il contenuto che per le illustrazioni. Pochi euro e spesi davvero bene.

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