BNI è un acronimo che sta per Business Network International. Si tratta di un network internazionale che raccoglie diverse categorie di professionisti. L’unità più piccola è il “capitolo”. Parola che suona strana ma basti pensare al modo di dire “aver voce in capitolo” per comprendere che un capitolo non si riferisce solo ad un libro ma è più propriamente inteso come “assemblea di persone appartenenti ad uno stesso gruppo”.

Ma che cosa è BNI in poche parole?

BNI raggruppa professionisti con lo scopo di aumentare il proprio giro di affari mediante lo scambio di referenze.
Avete presente quando capita che vi chiedono: “ma tu conosci un bravo pittore?” e voi date il nome del pittore con cui vi siete trovati bene. Se quel pittore poi a sua volta vi referenzierà per il vostro lavoro ne converrete che questo vi porterà dei vantaggi. Ecco applicate lo stesso principio (il givers gain) e trasformatelo in un modo strutturato di agire nella vostra quotidianità.

Ma cosa è il givers gain?

“Givers gain” è il motto di BNI e letteralmente significa “chi dà, riceve”.
Una forma molto simile al latino “do ut des” ovvero “dare per ricevere”.
Nella forma di “givers gain” il senso è però molto più ampio e incondizionato. Non lo faccio perché mi aspetto qualcosa ma lo faccio nell’ottica che se tutti fanno così ne trarrò vantaggio anche io. Sembrano la stessa cosa ma non lo sono. Sui social media ad esempio si applica più il principio del “do ut des” ad esempio con i “follow for follow” (se mi segui ti seguo) o i “like for like”. Givers gain, invece, implica invece un modo più filosofico e strutturato di agire e pensare. Una sorta di passaparola ma ben strutturato. Funziona se si segue un percorso strutturato ed è proprio qui il valore di BNI.
Il passaparola sappiamo tutti cosa è ma applicarlo ai propri affari nell’ottica del “givers gain” (chi dà riceve) richiede seguire una serie di regole e modi di agire che vanno capiti, accettati ed applicati in modo che possano essere adottati da ogni membro. Così facendo il “chi dà, riceve” non è più una mera e fortuita aspettativa casuale ma si trasforma in un sistema che funziona.

Ma BNI è una setta di professionisti incappucciati che segue riti strani?

No assolutamente, non facciamoci ingannare dal termine “filosofia” come un qualcosa di mistico e spirituale. Qui per filosofia si intende un insieme di principi, idee e convinzioni sulle quali si basano le proprie scelte (la lingua italiana è molto bella e varia). Tanto per capirci filosofia è intesa nel senso esteso come ad esempio “filosofia aziendale” o “filosofia alla base di una legge”, ecc.
Niente setta, niente cappuccio, niente divise, niente riti, nulla di mistico o pseudo religioso. Concretezza e professionalità.

Come funziona BNI?

Per mettere in atto il principio del “givers gain” BNI ha nel tempo definito una modalità operativa ben strutturata e precisa. BNI nasce nel 1985 per opera di Ivan Misner ed oggi conta più di 270 mila membri in oltre 74 nazioni.
Come dicevamo all’inizio i membri sono raggruppati in capitoli (chapters). Ogni capitolo ha un nome e in ogni capitolo può esserci solo un rappresentate per ogni categoria professionale. I capitoli si ritrovano tutte le settimane presto alla mattina, molto presto perché poi si lavora, nella cosiddetta riunione di capitolo, tipicamente dalle 7:00 alle 9:00.
Questo per circa 48 settimane l’anno, togliendo le ricorrenze festive. In ogni riunione il membro ha 60 secondi per presentarsi e/o presentare un aspetto della propria attività nonché per dire che tipo di referenze cerca. Periodicamente si devono fare delle presentazioni più lunghe e approfondite con lo scopo di approfondire specifici argomenti. Inoltre vanno fatti spesso degli incontri con gli altri membri per conoscersi meglio e di conseguenza referenziarsi meglio. Questi incontri si chiamano 1-2-1 ovvero One To One, incontri a due per dirla nella nostra lingua.
Ma non solo questo ci sono molte altre cose da fare per mettere in pratica il “givers gain”. Sì, se ve lo state chiedendo, BNI è impegnativo. Non basta associarsi, bisogna anche darsi da fare. Uno dei principi cardine è proprio questo. Tu lavora per gli altri e se tutti fanno così anche gli altri lavoreranno per te e questo amplierà il tuo giro di affari. Semplice, lineare e sì, funziona.
Darsi da fare significa innanzitutto costruire buone relazioni con gli altri membri, generare rapporti fiducia, collaborare, essere presenti sempre alle riunioni, formarsi, ecc.

BNI funziona con tutti?

Difficile dare una risposta ma certamente funziona se ci si impegna e si pensa prima al bene del gruppo piuttosto che al proprio tornaconto personale. Vien da sé che la prima cosa comporta in automatico la seconda ma in modo più corretto e aperto.
Se poi, come me, siete una persona che fa difficoltà a instaurare relazioni professionali perché siete molto introversi, ecco che BNI aiuta molto offrendo un sistema strutturato che va oltre le capacità professionali. Quante volte mi è capitato di guardare con ammirazione un amico per le sue capacità di relazionarsi nell’ambito professionale. Ecco che qui BNI aiuta a crescere, aiuta a relazionarsi anche le persone più chiuse e timide.
BNI non ha inventato nulla di “magico” ma ha dato una serie di regole strutturate al marketing referenziale/passaparola che esiste da sempre e esisterà per sempre.
Ho scritto questo post dopo un anno di BNI per lasciare una mia opinione, più che una mera recensione. All’inizio anche io ero scettico ed ho cercato su Google opinioni e altre notizie trovando però poco o nulla.
Se vi ho incuriosito e volete saperne di più contattatemi pure. È possibile partecipare alle riunioni di capitolo come ospiti per vedere come funziona. Posso invitarvi a vedere dal vivo (o meglio al momento online dato che le riunioni in presenza sono sospese causa Covid) una riunione del capitolo Jonagold di Bolzano di cui faccio parte come fotografo professionista.

Voto lettori
- Voti: 1 Media: 5

Lascia un commento

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: