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	<title>Bolzano &#8211; Walter Donegà</title>
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	<title>Bolzano &#8211; Walter Donegà</title>
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		<title>Una soluzione al traffico cittadino di Bolzano è aprire tutte le vie e affidarsi alla tecnologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Bolzano, ma il discorso può valere per qualsiasi altro luogo, soffre di problemi di traffico. La città si trova in un luogo dove confluisce il traffico di diverse vallate, non ha una circonvallazione, è circondata da intoccabile verde agricolo, escludendo l&#8217;arginale le strade sono ferme al 1941, la maggior parte dei parcheggi (come il nuovo&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/una-soluzione-al-traffico-cittadino-di-bolzano-e-aprire-tutte-le-vie-e-affidarsi-alla-tecnologia/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Una soluzione al traffico cittadino di Bolzano è aprire tutte le vie e affidarsi alla tecnologia</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bolzano, ma il discorso può valere per qualsiasi altro luogo, soffre di problemi di traffico. La città si trova in un luogo dove confluisce il traffico di diverse vallate, non ha una circonvallazione, è circondata da intoccabile verde agricolo, escludendo l&#8217;arginale le strade sono ferme al 1941, la maggior parte dei parcheggi (come il nuovo Waltherpark) sono concentrati in centro per non parlare di molti altri problemi (vedi <a href="https://salto.bz/it/article/10042025/traffico-bolzano-soluzioni-lontane" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo su Salto</a>) che non approfondirò qui. Di fatto è un problema soprattutto quando piove e migliaia di turisti montani tutti insieme si fanno venire la bella idea di <a href="https://getoutside.it/cosa-fare-in-alto-adige-e-bolzano-se-piove-spoiler-non-venite-in-citta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">andare in città</a>.</p>



<p>Ma anche non fosse per i turisti il problema rimane e non è certo favorito dalla forzata chiusura di alcune strade principali come via Claudia Augusta e viale Trento. Attualmente una sperimentazione del neosindaco Corrarati ne ha previsto la riapertura ma di certo non risolverà il problema in quanto mancano progetti concreti di viabilità e anche se esistessero non risolverebbero il problema nel breve periodo.</p>



<p>Premetto che non sono un esperto di viabilità, traffico e non ho nessuna competenza urbanistica però sono un informatico e quando possibile sfrutto sempre tutte le possibilità offerte dalla tecnologia.</p>



<p>Da oltre 25 anni uso il navigatore, dai primi con l&#8217;indicazione a semplici simboli e frecce per poi, dall&#8217;avvento degli Smartphone, a quelli più moderni come Google Maps o Tom Tom. </p>



<p>Il bello di questi ultimi è che creano il percorso non solo sulla base di parametri che possiamo definire (più veloce, più corto, più ecologico, senza pedaggi, ecc.) ma anche in base alla situazione in tempo reale del traffico. </p>



<p>Questi software di navigazione ottengono informazioni in tempo reale dagli altri utenti che lo usano oltre che ha dati storici, modelli AI, enti di coordinamento traffico, ecc.</p>



<p>Con una precisione, a volte anche solo di pochi metri riescono a mostrare dove inizia o finisce una coda e di conseguenza a creare un percorso che, se possibile, la evita anche se questo comporta un percorso più lungo.</p>



<p>Io ormai lo uso anche per piccoli spostamenti in città quando sono costretto ad usare l&#8217;auto perché mi propone dei percorsi che tengono conto della situazione del traffico.</p>



<p>Se non lo facessi farei la strada che &#8220;visivamente&#8221; ritengo più breve anche se in realtà non lo è.</p>



<p>Negli screenshot seguenti ho simulato sia su Tom Tom che su Google Maps il percorso da casa mia sino ad un negozio in zona industriale in un giorno di pioggia e traffico intenso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-scaled.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="471" height="1024" src="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-471x1024.png" alt="" class="wp-image-10485" srcset="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-471x1024.png 471w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-138x300.png 138w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-768x1669.png 768w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-707x1536.png 707w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-943x2048.png 943w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Traffico-Bolzano-Google-Maps-scaled.png 1178w" sizes="(max-width: 471px) 100vw, 471px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-scaled.png"><img decoding="async" width="471" height="1024" src="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-471x1024.png" alt="" class="wp-image-10486" srcset="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-471x1024.png 471w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-138x300.png 138w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-768x1669.png 768w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-707x1536.png 707w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-943x2048.png 943w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2025/09/Tarffico-Bolzano-Tom-Tom-scaled.png 1178w" sizes="(max-width: 471px) 100vw, 471px" /></a></figure>



<p>Come si vede entrambi i navigatori mi propongono un itinerario che non farei mai perché istintivamente farei quello che ritengo più breve, in questo caso l&#8217;arginale passando per i piani di Bolzano. Percorso che Google mi presenta come alternativo della durata di 20 minuti invece dei 16 di quello proposto. Tom Tom mi propone solo quello più breve. Anche dopo aver scelto l&#8217;itinerario se le condizioni del traffico cambiano il percorso cambia e mi viene proposta una alternativa come si vede nello screenshot di Tom Tom.</p>



<p>Ora è abbastanza probabile che se tutti usassimo un sistema di navigazione con traffico in tempo reale la distribuzione dei flussi potrebbe avvenire in maniera più logica distribuendo i percorsi in base al traffico reale. Certo questi potrebbero essere più lunghi e articolati ma il tempo di percorrenza diminuirebbe. Il tutto funzionerebbe ancora meglio se tutte le possibili vie fossero aperte e non chiuse come accade ora. </p>



<p>Il massimo poi (fantascienza ma non tanto) se pure le indicazioni stradali potessero essere dinamiche e reagire in funzione del traffico. Le indicazioni stradali portano a far seguire percorsi standard pensati sulla carta ma che falliscono quando il traffico blocca tutto.</p>



<p>Spesso il navigatore per raggiungere la zona industriale dal centro mi ha dirottato a Bolzano Nord, autostrada e quindi uscita di Bolzano Sud. Un giro nettamente più lungo ma quanto stress in meno in auto ti fa risparmiare? Tanto.</p>



<p>Un&#8217;altro esempio quando per raggiungere il Garda il navigatore propone di fare il Bus de Vela invece della classica Rovereto Sud Nago. Lui sa che c&#8217;è traffico e invece di farmi stare in coda mi fa fare un giro nettamente più lungo.</p>



<p>Ben venga pertanto l&#8217;apertura di tutte le strade in modo da permettere una distribuzione fluida del traffico in base alla situazione reale. Usare il navigatore anche per piccoli spostamenti aiuta di certo.</p>



<p></p>
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		<title>Humans 2.0 by Circa &#8211; recensione da 2 cent</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 13:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho avuto la fortuna di vedere lo spettacolo Humans 2.0 della compagnia australiana Circa creato da Yaron Lifschitz.Sono ancora qui, mentre scrivo, che vedo nella mia mente le incredibili immagini che mi sono rimaste impresse. Definirlo spettacolo da circo è quasi avvilente e forse riduttivo però quello è seppur portato ad un livello artistico e&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/humans-2-0-by-circa-recensione-da-2-cent/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Humans 2.0 by Circa &#8211; recensione da 2 cent</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho avuto la fortuna di vedere lo spettacolo Humans 2.0 della compagnia australiana Circa creato da Yaron Lifschitz.<br>Sono ancora qui, mentre scrivo, che vedo nella mia mente le incredibili immagini che mi sono rimaste impresse. Definirlo spettacolo da circo è quasi avvilente e forse riduttivo però quello è seppur portato ad un livello artistico e soprattutto ad un livello fisico estremo.<br>Acrobazie, schemi piramidali, equilibrio, corpo a corpo ma anche ironia. 10 ragazze e ragazzi a tratti indistinguibili vista la fisicità scultorea di tutti. Nella seconda parte quantomeno i ragazzi si distinguevano soprattutto perché sotto la tuta nera trasparente portavano il perizoma risultando decisamente più sexy del sesso opposto. Non nasconde, infatti, richiami alla sensualità, lo spettacolo è un inno al corpo umano e soprattutto alla fisicità e alla forza. Si rimane basiti da quello che il corpo umano riesce a fare pur mantenendo l&#8217;assoluta consapevolezza che serve un enorme impegno ed allenamento fisico. Ma guardando loro appare tutto così facile, così spontaneo, così naturale. Davvero si riescono a fare a fare certe cose? Davvero il nostro corpo può reggere il peso di un altro corpo e ancora un altro con tale grazia e semplicità? Sì Humans 2.0 ne è la dimostrazione. L&#8217;inizio dello spettacolo sembra l&#8217;inizio di un saggio di ginnastica artistica ma poi si trasforma in qualcosa di mai visto prima. Tutti i movimenti seguono il ritmo di una musica forte, martellante, ipnotica. La scenografia è minima e le luci giocano con le ombre degli artisti in una narrazione silenziosa ma piena di significato. C&#8217;è un costante dialogo implicito tra i corpi degli artisti che giocano, scherzano, a volte cadono malamente tanto da non capire se l&#8217;errore fa parte dello spettacolo o meno.<br>Humans 2.0 è molto più di quello che sembra e merita di essere visto, bravo al Teatro Stabile di Bolzano che ha portato l&#8217;evento in città purtroppo (per chi se lo è perso) in una unica data.</p>
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		<title>Südtiroler Heimatbund e il disprezzo per gli italiani</title>
		<link>https://www.walter.bz/sudtiroler-heimatbund-e-il-disprezzo-per-gli-italiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 12:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[Campagna di affissione del Südtiroler Heimatbund partito secessionista che promuove la riunificazione dell&#8217;Alto Adige con il Tirolo. Nel manifesto affisso sulle pensiline bus dell&#8217;Alto Adige, uno dei tanti che ormai siamo abituati a vedere, si fa riferimento al fatto che da 100 anni (era il 1923) l&#8217;Alto Adige ha appunto questo nome, dovuto dall&#8217;italianizzazione del&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/sudtiroler-heimatbund-e-il-disprezzo-per-gli-italiani/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Südtiroler Heimatbund e il disprezzo per gli italiani</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Campagna di affissione del Südtiroler Heimatbund partito secessionista che promuove la riunificazione dell&#8217;Alto Adige con il Tirolo. Nel manifesto affisso sulle pensiline bus dell&#8217;Alto Adige, uno dei tanti che ormai siamo abituati a vedere, si fa riferimento al fatto che da 100 anni (era il 1923) l&#8217;Alto Adige ha appunto questo nome, dovuto dall&#8217;italianizzazione del periodo fascista. Italianizzazione della toponomastica che è il preludio della cancellazione della cultura di un popolo. Un fascio littorio sostituisce la T.</p>



<p>Non voglio entrare nel merito di questa annosa discussione ma fare una riflessione completamente diversa. Io sono nato qui, i miei genitori anche, i miei nonni no. Sono immigrati da parte di madre dalle Marche e da parte di padre dal Veneto. Per &#8220;italianizzare&#8221; l&#8217;Alto Adige nel dopoguerra gli è stato offerto un lavoro e una casa. I miei nonni, così come i miei genitori, io pure, non abbiamo mai avuto nulla a che spartire con il fascismo. Così come il resto degli immigrati che hanno poi popolato la regione.</p>



<p>Io capisco il risentimento, ma qui stiamo andando oltre. Stanno facendo a noi, figli di immigrati, quello che ritengono sia stato fatto a loro ovvero la cancellazione della propria identità culturale. La strada intrapresa da sempre è quella della convivenza, del rispetto di entrambe le culture. Abbiamo un valore aggiunto incredibile in questa regione, l&#8217;essere a cavallo tra due culture, nord e sud. Invece di farne tesoro e ricchezza c&#8217;è ancora chi usa questi argomenti per dividere la popolazione e farne un&#8217;arma di conflitto sociale.</p>



<p>Gli estremi politici si incendiano perché sanno che giocare con questi argomenti vuol dire raccogliere facili consensi. La parola Kulturverbrechen (crimine culturale) contiene il termine cultura che stride al pari di quel fascio littorio. Qui non c&#8217;è cultura, c&#8217;è esattamente l&#8217;opposto. Non bisogna cadere nel tranello.</p>



<p>Non mi sento italiano, non mi sento tirolese&#8230;mi sento altoatesino o südtiroler che dir si voglia. Questa è la mia terra, la mia heimat. Sono stanco di sentirmi un fascista usurpatore indesiderato.</p>



<p>Serve una politica che unisca non che divida.</p>
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		<title>Candidato alle elezioni provinciali 2023 col Team K</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 13:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata ufficializzata la notizia della mia candidatura alle elezioni provinciali nella squadra del capoluogo bolzanino del Team K.Quando a febbraio Paul Köllensperger mi ha chiesto se avessi voglia di partecipare attivamente al progetto non ci ho pensato su neanche un istante. Eppure fino a quel momento ho sempre visto la politica come qualcosa di&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/candidato-alle-elezioni-provinciali-2023-col-team-k/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Candidato alle elezioni provinciali 2023 col Team K</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stata <a href="https://www.team-k.eu/il-team-del-capoluogo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ufficializzata la notizia della mia candidatura alle elezioni provinciali</a> nella squadra del capoluogo bolzanino del Team K.<br>Quando a febbraio Paul Köllensperger mi ha chiesto se avessi voglia di partecipare attivamente al progetto non ci ho pensato su neanche un istante. Eppure fino a quel momento ho sempre visto la politica come qualcosa di molto distante da me, qualcosa di alieno. Ma il modo con cui il Team K affronta le questioni, gli ideali e la visione dell&#8217;Alto Adige/Südtirol sono in linea con i miei stessi pensieri. Ho sempre dato voce a questi ultimi sul mio blog in particolare sui temi legati al territorio, al turismo, all&#8217;identità linguistica e all&#8217;istruzione. Pur essendo un momento storico che vede molte persone allontanarsi da un quadro politico vecchio e obsoleto, credo sia giunto il momento di agire e impegnarsi per cambiare le cose. Non mi sono mai sentito parte di una ideologia politica che spesso obbliga a schierarsi per soli interessi di pochi. Credo nei temi non nelle ideologie. Credo nella trasparenza, nella concretezza e nella pragmaticità.<br>La nostra provincia racchiude nel suo nome di entrambe le lingue un grande dilemma: l&#8217;essere a sud o a nord di qualcosa. Forse è arrivato il momento di capire che abbiamo una identità tutta nostra e dobbiamo valorizzarla e sfruttarla al meglio. Economicamente ma anche eticamente ed in modo sostenibile. Possiamo puntare ad essere un modello. Il multiculturalismo lo viviamo da decenni e siamo abbastanza bravi in questo. Il mondo sta cambiando e a partire dalla scuola dobbiamo cercare di aprire le menti e non a confinarle in schemi. Una società &#8220;fusion&#8221; che includa e non escluda.<br>Così come il nostro territorio che è ricco di bellezze naturali, ma anche culturali e sociali che vanno valorizzate in modo sostenibile. Sì al turismo ma no alla turistificazione selvaggia. Better-tourism invece di over-tourism.<br>Potrei parlare per ore di questi temi e lo farò e no, non ho intenzione di aprire un ulteriore profilo Facebook per la campagna elettorale. Chi mi conosce sa che sono una persona piuttosto eclettica. Questa esperienza fa parte del mio percorso di vita e ci metterò la stessa passione con cui affronto tutti i miei progetti.<br>Se sembro idealista e forse illuso, beh sì sono entrambe le cose altrimenti non sarei qua. La politica va cambiata e per farlo bisogna crederci e io ci credo.</p>
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		<item>
		<title>Scuola tedesca, udienze solo in tedesco. Il nuovo livello del razzismo scolastico a Bolzano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 15:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultima uscita, ma non sarà di certo l&#8217;ultima in assoluto, della frangia politica SVP, relativa alla questione scuola è quella di fare le udienze solo in tedesco per gli alunni che frequentano le scuole tedesche. Nel comunicato, apparso sul giornale online Salto, si legge testualmente: I colloqui con gli insegnanti si terranno in lingua tedesca.&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/scuola-tedesca-udienze-solo-in-tedesco-il-nuovo-livello-del-razzismo-scolastico-a-bolzano/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Scuola tedesca, udienze solo in tedesco. Il nuovo livello del razzismo scolastico a Bolzano</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ultima uscita, ma non sarà di certo l&#8217;ultima in assoluto, della frangia politica SVP, relativa alla questione scuola è quella di fare le udienze solo in tedesco per gli alunni che frequentano le scuole tedesche. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/eltern-1.jpg"><img decoding="async" width="960" height="378" src="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/eltern-1.jpg" alt="" class="wp-image-10265" srcset="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/eltern-1.jpg 960w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/eltern-1-300x118.jpg 300w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/eltern-1-768x302.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>Nel comunicato, <a href="https://www.salto.bz/it/article/23032023/udienza-solo-se-sapete-il-tedesco" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apparso sul giornale online Salto</a>,  si legge testualmente: <em>I colloqui con gli insegnanti si terranno in lingua tedesca. Nel caso non sappiate il tedesco potete portare una persona di supporto o richiedere un mediatore linguistico in segreteria.</em></p>



<p>Firmato dalla Dirigente della primaria di lingua tedesca di Gries.</p>



<p>Apparentemente potrebbe sembrare anche corretto in linea di principio. Vai ad una scuola tedesca, con insegnanti tedeschi, e le udienze sono ovviamente in tedesco. Io stesso sono tendenzialmente contrario a mandare un/a bambino/a ad una scuola della lingua opposta se in famiglia non c&#8217;è la consuetudine di parlare la lingua che si impara a scuola. Ne ho giusto parlato in <a href="https://www.walter.bz/test-di-ingresso-alle-scuole-di-lingua-tedesca/" data-type="post" data-id="10211">un altro post</a>.</p>



<p><strong>Ma però c&#8217;è un grosso &#8220;però&#8221;.</strong> Innanzitutto tutto questo suona molto di <strong>razzismo/discriminazione linguistica</strong> oltre che essere solo un grande e r<strong>umoroso spot pubblicitario per le elezioni provinciali di ottobre</strong>. Il partito di raccolta tedesco fa sempre più fatica a mantenere l&#8217;equilibrio in un mondo politico dove pare vincano gli estremismi. Questo fatto è solo un estremismo politico <strong>giocato però sulla pelle dei bambini.</strong></p>



<p>Va infatti considerato che ci possono essere <strong>genitori mistilingui</strong> che mandano il figlio a frequentare la scuola tedesca. Immaginiamo la classica coppia di madrelingua tedesca lei, italiana lui o viceversa. Oppure mista extracomunitari o molte altre combinazioni. È un dato di fatto che è <strong>assolutamente normale che ci siano famiglie che decidano di crescere i propri figli in un clima di perfetta integrazione e bilinguismo.</strong></p>



<p>In questi casi però solo il genitore che sa il tedesco potrebbe andare alle udienze perché gli insegnanti, pur sapendolo, <strong>non gli parlerebbero in italiano</strong>&#8230;pur sapendolo.</p>



<p>Ma stiamo scherzando? Dove arriveremo di questo passo? Alla preferenza di famiglie &#8220;native südtiroler&#8221; senza &#8220;contaminazioni&#8221; da almeno due generazioni?</p>



<p>Oltre al patentino verrà richiesto un certificato di appartenenza alla &#8220;<strong>razza Südtirol</strong>&#8221; che, mi raccomando, sia ben distante da quella &#8220;altoatesina&#8221;, perché si sa, le parole contano.</p>



<p>Tutto questo, purtroppo, sta accadendo sotto la luce del sole e con appigli ad una realtà storica che forse andrebbe messa da parte per <strong>guardare avanti e non sempre indietro</strong>.</p>



<p>Stiamo per assistere a un duro colpo ad anni di tentativi di pacifica e costruttiva convivenza tra i gruppi linguistici.</p>



<p><strong>Tutto per un pugno di voti.</strong> Per quello che spero che alle prossime elezioni provinciali si possa guardare oltre la lingua, guardare <strong>oltre</strong> i gruppi di appartenenza, guardare <strong>oltre</strong> ciò che è divisivo e anacronistico. Certo, è più facile correre dietro a proclami altisonanti e populisti&#8230;ma perché?</p>



<p>Che dietro ci sia anche un sentimento &#8220;anti extracomunitari&#8221; è anche evidente. Siccome dare addosso a questi ultimi non conviene (per non passare da veri razzisti) allora si percorre la strada dell'&#8221;anti italiano&#8221; che ha sempre funzionato e che qui in Alto Adige non stona più di tanto (per molti). Probabilmente <strong>l&#8217;obiettivo è avere le scuole tedesche con soli bambini e bambine &#8220;tedeschi&#8221; </strong>mentre dall&#8217;altra ci sono gli extracomunitari (italiani inclusi in questa categoria ovviamente).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Sì perché in fondo in questa ricca e opulenta provincia di Bolzano mi sento extracomunitario anche io da una vita, pure essendoci nato.</p>
</blockquote>



<p>Parole forti? Sì certo ma questo futuro mi spaventa.</p>



<p><strong>Integrazione, fusione, crescita culturale e non certo isolazionismo linguistico e culturale.</strong></p>



<p>Il mondo sta cambiando, ormai parlare di distinzione tra gruppi linguistici è anacronistico, divisivo e discriminante.</p>



<p>Pensiamoci per ottobre. <strong>Ci vuole una nuova strada, una nuova via, pensata per tutti i gruppi linguistici compresi quelli a venire.</strong></p>
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		<title>Test di ingresso alle scuole di lingua tedesca.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 13:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[Anno 2023, Provincia Autonoma di Bolzano, si parla di test di ingresso dei bambini per accedere alle scuole di lingua tedesca. Già perché nella ricca e opulenta provincia ci sono scuole tedesche e italiane, farebbe già riflettere questo fatto da solo. Il problema nasce dal fatto che molti genitori di lingua prevalentemente italiana preferiscono far&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/test-di-ingresso-alle-scuole-di-lingua-tedesca/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Test di ingresso alle scuole di lingua tedesca.</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anno 2023, Provincia Autonoma di Bolzano, si parla di test di ingresso dei bambini per accedere alle scuole di lingua tedesca. Già perché nella ricca e opulenta provincia ci sono scuole tedesche e italiane, farebbe già riflettere questo fatto da solo. Il problema nasce dal fatto che molti genitori di lingua prevalentemente italiana preferiscono far frequentare ai figli le strutture tedesche&#8230;così imparano il tedesco (o almeno così credono). In questo modo però i bambini finiscono col parlare la lingua più facile cioè l&#8217;italiano. Vero anche che, almeno nel capoluogo, è più facile che siano i bimbi tedeschi a conoscere entrambe le lingue e pertanto si adeguano più facilmente. In fondo ai bambini basta capirsi. I genitori di lingua prevalentemente tedesca si lamentano (giustamente) perché invece di parlare il tedesco scolastico (Hochdeutsch) finiscono col parlare l&#8217;italiano. Questo crea anche problemi con gli insegnanti che non sanno più cosa parlare per farsi capire. Ci sono poi anche i figli di stranieri che parlano poco sia l&#8217;una che l&#8217;altra lingua. Così l&#8217;assessora comunale alle scuole Johanna Ramoser propone un test d&#8217;ingresso alle scuole tedesche. Soluzione che serve solo a buttare benzina su un fuoco che andrebbe invece spento alla fonte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="702" height="1024" src="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-702x1024.png" alt="" class="wp-image-10212" srcset="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-702x1024.png 702w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-206x300.png 206w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-768x1120.png 768w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-1053x1536.png 1053w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-1404x2048.png 1404w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13-1568x2287.png 1568w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2023/03/Screenshot-2023-03-15-alle-13.53.13.png 1880w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></figure>



<p>Io ho due figli, la prima ha frequentato tutte strutture tedesche in quanto la mamma (la mia prima moglie) è di madrelingua tedesca ed ora mia figlia è perfettamente bilingue. L&#8217;altro mio figlio, nato dal secondo matrimonio con mamma che non parla tedesco, invece ha frequentato strutture italiane e ha le sue belle difficoltà col tedesco. A suo tempo avevo scartato a priori l&#8217;idea di fargli frequentare strutture tedesche perché parto dal presupposto che una lingua la impari parlandola e se manca in casa qualcuno che parli tedesco l&#8217;apprendimento è molto difficile solo con la scuola. Normalmente poi i gruppi di ragazzi che non parlano la lingua della struttura, siano essi italiano o stranieri, vengono spesso &#8220;isolati&#8221; dalla struttura stessa con fini sì onorevoli di fargli rinforzare la seconda lingua ma con la triste conseguenza di quasi emarginarli. Ricordo poi un fatto che mi ha sempre lasciato basito. L&#8217;asilo italiano che frequentava mio figlio condivideva l&#8217;area giochi con l&#8217;asilo tedesco dall&#8217;altra parte dell&#8217;isolato e delle transenne delimitavano la stessa per evitare che i bambini giocassero tra loro. Cosa può pensare un bambino in una situazione così?</p>



<p>Se da un certo punto di vista le motivazioni che portano a questi fatti sono condivisibili dall&#8217;altro mi chiedo se non sia proprio la strada sbagliata quella che si sta percorrendo.</p>



<p>Quanto ancora in questa provincia bisognerà vivere con questo razzismo linguistico? Fermo restando le valide motivazioni che hanno portato a tutto questo quando si comincerà a smettere di parlare di italiani o tedeschi. Perché non ci si rende conto che ormai dopo generazioni siamo diventati qualcosa di più, qualcosa di speciale come la nostra autonomia. Vuoi definirti altoatesino o Südtiroler? Non importa quale termine usi, però è forse ora di uscire dall&#8217;ottica dell&#8217;italiano e del tedesco. Ed è propio dalla scuola che dovrebbe partire il tutto. Perché non facciamo una scuola e delle strutture plurilingui dove le ore di italiano e tedesco abbiano lo stesso peso. Le stesse materie potrebbero essere fatte in italiano o in tedesco. Un modello simile a quello dell&#8217;università di Bolzano. Ci vantiamo tanto di essere nel crocevia tra il mondo culturale tedesco e quello italiano, perché allora non cominciare dalle basi. Ovviamente andrebbe ripensato completamente il modello didattico, cosa non facile, ma i fondi forse si possono trovare per quello che potrebbe diventare un modello innovativo di territorio realmente multietnico, inclusivo e non divisivo, nel rispetto della storia e di tutti. Forse così si potrebbe smettere di parlare di proporzioni, di dichiarazione di appartenenza all&#8217;uno o l&#8217;altro gruppo linguistico. Credo che il futuro sia insieme per creare un senso di appartenenza al fatto di essere altoatesino e allo stesso tempo Südtiroler. Riuscire a sentirsi a &#8220;casa&#8221; in questa provincia senza dover attingere a proclami estremisti e anacronistici. Superare la convivenza e arrivare ad un nuovo senso di appartenenza. Obiettivo che però viene spesso tenuto distante per motivi di interesse politico. C&#8217;è chi cavalca la questione etnica per pura convenienza. Noi altoatesini/Südtiroler vogliamo e meritiamo qualcosa in più.</p>



<p>So che è un appello senza risposta ma io ci credo ad un futuro migliore.</p>
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		<title>Salto non deve morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 13:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho preso in prestito il titolo del famoso libro di Stephen King, Misery non deve morire, per raccontare di questa assurda vicenda che sta accadendo nel (sembrerebbe) civilizzato e democratico anno 2023 in una delle provincie più ricche e allo stesso tempo povere (di altre cose) d&#8217;Italia. È una vicenda che poco a che fare&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/salto-non-deve-morire/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Salto non deve morire</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho preso in prestito il titolo del famoso libro di Stephen King, Misery non deve morire, per raccontare di questa assurda vicenda che sta accadendo nel (sembrerebbe) civilizzato e democratico anno 2023 in una delle provincie più ricche e allo stesso tempo povere (di altre cose) d&#8217;Italia. È una vicenda che poco a che fare con il libro se non che sembra essa stessa un romanzo e che comunque racconta di come con la forza si voglia far dire ciò che si vuole alla stampa. Un po&#8217; comprandola, un po&#8217; minacciandola.</p>



<p>Il gruppo <strong>Athesia</strong> è un colosso editoriale altoatesino che di fatto rappresenta un monopolio dell&#8217;informazione regionale (Alto Adige, Dolomiten, Trentino, l&#8217;Adige, Radio Dolomiti, Media Alpi Pubblicità, ecc.). Fatto in se non illegale e potrebbe non esserci nulla di male. Ma gli anni e l&#8217;esperienza insegnano che i monopoli non sono mai un bene per la democrazia e per il pluralismo d&#8217;informazione. Nel mondo non esistono verità, esistono modi diversi di raccontare i fatti o di ignorali proprio. Non per niente il mondo politico italiano e non solo si divide sempre tra bianco e nero, caldo o freddo, giusto o sbagliato nel raccontare lo stesso fatto. La chiave di lettura che si da alle notizie è l&#8217;anima stessa del giornalismo. Una storia si racconta come la si percepisce. Il quarto potere non può per natura essere oggettivo e pertanto più voci ci sono migliore sarà il pluralismo dell&#8217;informazione e l&#8217;informazione stessa. Sarà poi il lettore a farsi una sua idea. Se però la voce è una non c&#8217;è molto spazio per l&#8217;interpretazione.</p>



<p>Salto è un portale online bilingue composto da giornalisti e liberi contributori. Per la mia esperienza personale è una delle poche voci a cui piace andare in fondo alle cose a prescindere da chi va a pestare i piedi. Cosa che magari un altro quotidiano, il cui editore ha interessi specifici, non può ovviamente affrontare.</p>



<p>Succede così che <a href="https://www.salto.bz/de/article/05032023/attacco-alla-liberta-di-stampa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la grande Athesia fa causa al piccolo Salto per 58 articoli pubblicati in 4 anni.</a> Articoli che tirano in ballo Athesia e il suo Presidente Michl Ebner. 150.000 euro di richiesta di risarcimento per stalking (!!).</p>



<p>Farebbe ridere se non fosse tragicamente vero. Purtroppo &#8220;grazie&#8221; alla giustizia italiana chi ci rimetterà sarà Salto che non ha certo le possibilità economiche per permettersi avvocati al pari del gruppo Athesia. Ovviamente al di là della causa in se questo è un modo di alzare la voce e di minacciare indirettamente chiunque voglia esprimere un qualunque pensiero democratico. È un monito, una minaccia, un attentato alla libertà di espressione e di parola. </p>



<p>Quelli di Salto lo sanno, e <a href="https://www.salto.bz/de/article/05032023/chiudere-la-bocca-tutti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno già detto che non si arrenderanno</a>.</p>



<p>A questo punto vien da chiedersi: io cosa posso fare?</p>



<p>La prima cosa è <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.salto.bz/de/article/07032023/solidaritaet-mit-saltobz" target="_blank">scrivere a Salto e far parte della raccolta firme</a> (io lo ho appena fatto). </p>



<p>La seconda <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.salto.bz/it/abo" target="_blank">sostenere con una sottoscrizione a Salto Plus</a> (fatto anche questo). </p>



<p>La terza condividere per non far morire Salto perché Salto e la libertà di stampa non devono morire.</p>
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		<title>A teatro: Il Mercante di Venezia &#8211; regia di Paolo Valerio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 08:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mercante di Venezia è un&#8217;opera del 1600 di William Shakespeare. In scena nella stagione del Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Paolo Valerio. Shakespeare è Shakespeare e su questo non c&#8217;è molto da dire. Un&#8217;opera di oltre 400 anni che fa riflettere su quanto alcune cose siano veramente poco cambiate. Credo che&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/a-teatro-il-mercante-di-venezia-regia-di-paolo-valerio/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">A teatro: Il Mercante di Venezia &#8211; regia di Paolo Valerio</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Mercante di Venezia è un&#8217;opera del 1600 di William Shakespeare. In scena nella stagione del <a href="https://www.teatro-bolzano.it/spettacoli/1524-il-mercante-di-venezia-il-mercante-di-venezia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Stabile di Bolzano</a> per la regia di Paolo Valerio.</p>



<p>Shakespeare è Shakespeare e su questo non c&#8217;è molto da dire. Un&#8217;opera di oltre 400 anni che fa riflettere su quanto alcune cose siano veramente poco cambiate. Credo che i comportamenti umani abbiano tempi di evoluzione molto più lunghi di quelli legati alla scienza e alla tecnologia. Sono tempi più darwiniani. Il Mercante di Venezia fa riflettere su molti aspetti che si ritrovano nella quotidianità ordierna.</p>



<p>Le due ore di spettacolo (+ pausa) scorrono molto velocemente, grazie ad una regia e una sceneggiatura agili e scattanti. </p>



<p>Il vero protagonista è <strong>Shylock</strong> interpretato da un intenso e classico Franco Branciaroli che si pone a leghe di distanza da tutti gli altri interpreti. Un attore che sa di essere bravo, lo dimostra e lo sottolinea pure. Si capisce che ha il teatro dentro e considerata la carriera si può tranquillamente dire che il teatro è lui. Il gap prestazionale si nota e si sente, un vero maestro.</p>



<p>La figura di Shylock è chiaramente dominante ed è quella che dalle sue battute fa più riflettere. A tratti suscita empatia a tratti repelle. Ma credo che questo dualismo sia implicito nell&#8217;opera di Shakespeare.</p>



<p>Bellissima la scenografia con un uso veramente creativo delle luci. Da fotografo amo tantissimo quando vedo opere come questa in cui ogni scena è accuratamente fatta vibrare da un attento posizionamento dell&#8217;illuminazione. Ogni scena è come un dipinto. </p>



<p>Nota dolente invece per l&#8217;audio. Spesso mi chiedo come mai a teatro venga usato poco l&#8217;impianto di amplificazione. Ecco, adesso lo ho capito. In questa opera ogni attore ha il suo microfono e sì si sente molto bene ma purtroppo viene a mancare completamente l&#8217;effetto spaziale della voce. L&#8217;audio proviene sempre dalla stessa parte, tra il resto un po&#8217; troppo sbilanciato sulla parte sinistra. A momenti, quando parlavano in tanti, non si capiva chi diceva cosa proprio perché mancava la direzionalità. Senza amplificazione si percepisce infatti la provenienza del suono e questo da più realismo teatrale. Con l&#8217;amplificazione si ha un effetto quasi televisivo e il teatro perde un po&#8217; di forza realistica. Ovviamente questo è un mero dettaglio che poco toglie al valore della rappresentazione, solo una considerazione personale.</p>
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		<item>
		<title>A teatro: Il Crogiuolo di Arthur Miller regia di Filippo Dini</title>
		<link>https://www.walter.bz/a-teatro-il-crogiuolo-di-arthur-miller-regia-di-filippo-dini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 07:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo spettacolo della stagione teatrale del Teatro Stabile di Bolzano, l&#8217;opera del 1953 di Arthur Miller per la regia di Filippo Dini. Alzi la mano chi in gioventù non ha mai giocato con la magia, chi non ha mai simulato una seduta spiritica, chi non è mai andato in luoghi considerati stregati. Per i bolzanini&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/a-teatro-il-crogiuolo-di-arthur-miller-regia-di-filippo-dini/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">A teatro: Il Crogiuolo di Arthur Miller regia di Filippo Dini</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Secondo spettacolo della stagione teatrale del Teatro Stabile di Bolzano, l&#8217;opera del 1953 di Arthur Miller per la regia di Filippo Dini.</p>



<p>Alzi la mano chi in gioventù non ha mai giocato con la magia, chi non ha mai simulato una seduta spiritica, chi non è mai andato in luoghi considerati stregati. Per i bolzanini mi viene in mente la famosa <a href="https://foto.walter.bz/foto/alto-adige/via-virus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Virus sulla quale qualche hanno fa mi sono pure inventato una leggenda</a>. In adolescenza si fanno cose stupide, è scritto nel DNA umano. Certo che se quelle cose stupide vengono fraintese possono esserci dei guai. Se poi ci troviamo nel 1692 a Salem e le cose stupide riguardano le streghe beh allora le cose si complicano. Le streghe sono dei personaggi strani. Siamo abituati a raffigurarle come brutte e vecchie ma in realtà (si fa per dire) la strega è giovane, provocante e attira gli uomini come il miele per l&#8217;orso. Diciamo che le streghe e la stregoneria sono spesso una metafora di tutto ciò che è tabu come per esempio la sessualità. Arthur Miller parte proprio da qui ovvero da un rapporto amoroso tra una giovane serva e un fattore sposato. Cacciata dalla moglie ma ancora attratta dall&#8217;uomo finirà per vendicarsi in malo modo per non essere corrisposta. Le streghe hanno sempre innescato fenomeni di isteria di massa, superstizione e relativa condanna e persecuzione delle stesse soprattutto da parte della chiesa. Considerando che Miller ha scritto il libro nel periodo del maccartismo ovvero la &#8220;caccia al comunista&#8221; è chiarissimo il parallelismo tra opera narrata e realtà dei tempi.</p>



<p>Miller racconta di come la paura collettiva si trasforma in paranoia e persecuzione. Giustizia sommaria forzata. Confessioni forzate in cambio della vita. La caccia alle streghe come la caccia ai comunisti. Fino a tre anni fa questi due temi potevano sembrare così lontani ma la pandemia e la guerra li hanno portati di nuovo in auge. Il virus come la stregoneria. In molti momenti dello spettacolo sembrava di rivivere quelle notizie confuse e distorte che hanno caratterizzato tutto il periodo pandemico portando ai fenomeni no-vax, terrapiattisti e compagnia bella. I momenti del processo di Miller mi sono sembrati uno di quei dibattiti sui social dove quando una persona vuol credere in una cosa lo fa a dispetto dell&#8217;evidenza dei fatti. </p>



<p>Che dire della Russia? In questi ultimi mesi stiamo odiando tutti la Russia. Tornerà il maccartismo? Politicamente è già così. </p>



<p>Curioso come venga definito il maccartismo su Wikipedia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il termine ha acquisito una connotazione di falsa accusa, d&#8217;isteria di massa e di attacco governativo alle minoranze politiche.</p></blockquote>



<p>Quanta attualità c&#8217;è in tutto ciò lo abbiamo visto anche nell&#8217;ultima campagna elettorale.</p>



<p>Uno spettacolo profondo e terribilimente nonché spaventosamente attuale. Non dà un attimo di tregua nei suoi 170 minuti di durata che  volano leggeri su argomenti pesanti.</p>



<p>[SPOILER]</p>



<p>Il finale di Miller e la confessione non-confessione eroica di Proctor lascia con la convinzione che la propria umanità non si possa vendere per nessun motivo al mondo. </p>



<p>Emozione a mille nel tocco di modernità e di attualità che viene dato  dagli attori che intonano Russians di Sting.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In Europe and America there&#8217;s a growing feeling of hysteria<br>Conditioned to respond to all the threats<br>In the rhetorical speeches of the Soviets<br>Mister Krushchev said, &#8220;We will bury you&#8221;<br>I don&#8217;t subscribe to this point of view<br>It&#8217;d be such an ignorant thing to do<br>If the Russians love their children too.</p></blockquote>



<p></p>
<div style='text-align:left' class='yasr-auto-insert-visitor'></div>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Bolzano in centro negozi con porte aperte e aria condizionata accesa</title>
		<link>https://www.walter.bz/bolzano-in-centro-negozi-con-porte-aperte-e-aria-condizionata-accesa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 16:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate del 2022 sarà ricordata per il caldo anomalo e anche per i rincari delle bollette dell&#8217;energia elettrica e del gas. Se però a Bolzano passate in pieno pomeriggio con una temperatura di 35° per i Portici e via Museo vi accorgerete che all&#8217;esterno la temperatura scende di qualche grado diventando a tratti anche piacevole.&#8230; <a class="more-link" href="https://www.walter.bz/bolzano-in-centro-negozi-con-porte-aperte-e-aria-condizionata-accesa/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Bolzano in centro negozi con porte aperte e aria condizionata accesa</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;estate del 2022 sarà ricordata per il caldo anomalo e anche per i rincari delle bollette dell&#8217;energia elettrica e del gas.</p>



<p>Se però a Bolzano passate in pieno pomeriggio con una temperatura di 35° per i Portici e via Museo vi accorgerete che all&#8217;esterno la temperatura scende di qualche grado diventando a tratti anche piacevole.</p>



<p>Non si tratta ovviamente di un fenomeno microclimatico ma dal fatto che il 90 forse anche il 95% dei negozi tiene l&#8217;aria condizionata accesa e le porte completamente spalancate. </p>



<p>È noto che per motivi di marketing (ma sarà poi veramente così) i negozi lascino le porte aperte per invitare i clienti ad entrare. È infatti risaputo che il cliente &#8220;scimmia&#8221; pur disponendo di pollice opponibile può effettivamente trovare serie difficoltà ad aprire una porta seppur automatica. </p>



<p>Le ricerche di marketing parlano di un 15% in più di clienti che entrano&#8230;evidentemente sono quelli con difficoltà ad usare il pollice opponibile e forse probabilmente anche il portafoglio.</p>



<p>Trovo totalmente assurda questa consuetudine soprattutto in questo momento storico.</p>



<p><strong>È uno spreco assurdo e inutile di energia</strong>. I condizionatori, specialmente quelli grossi da negozi consumano uno sproposito di energia per funzionare. Tra il resto il condizionatore non &#8220;crea&#8221; il freddo ma lo sposta da una parte all&#8217;altra. Per cui mentre lo split interno del condizionatore produce aria fresca dall&#8217;altra il modulo esterno genera calore. Calore che va a scaldare ulteriormente l&#8217;aria cittadina, Bolzano è una conca e alla fine stagna tutto lì.</p>



<p>È chiaro che vince il marketing sul buon senso. Forse qualche negozio vorrebbe anche tenere chiuso ma è ovvio che se la maggioranza tiene aperto tutti tenderanno ad adeguarsi. &#8220;Vorrai mai che il turista entra dal mio vicino e da me no&#8221;. Il centro storico è pieno di negozi di grandi catene per le quali evidentemente il caro bolletta, a fronte di margini piuttosto ampi, influisce gran poco.</p>


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<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05-650x1024.png" alt="" class="wp-image-8741" width="195" height="306" srcset="https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05-650x1024.png 650w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05-768x1210.png 768w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05-975x1536.png 975w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05-1300x2048.png 1300w, https://www.walter.bz/wp-images/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-25-alle-17.28.05.png 1394w" sizes="auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a></figure>
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<p>L&#8217;altro giorno ho visto un post di Confesercenti di Bolzano che pubblicizzava l&#8217;uso delle barriere a lama d&#8217;aria per poter tenere aperte le porte nonostante l&#8217;aria condizionata&#8230;ennesima assurdità. Una ulteriore ventola che consuma energia per risolvere il consumo di energia? Dei geni!</p>



<p>Oltre che uno spreco insensato lo ritengo anche uno schiaffo in faccia a quelli che si son visti raddoppiare la bolletta senza veder aumentare le proprie entrate.</p>



<p>C&#8217;è una totale mancanza di rispetto&#8230;ma non solo. Tutto questo dimostra pure una totale assenza di controllo da parte dell&#8217;amministrazione locale.</p>



<p>Possibile che non si possa fare una ordinanza che imponga di tenere chiuse le porte&#8230;per tutti, punto e basta. Ma sappiamo benissimo che le lobby dei commercianti e dei proprietari dei negozi affittati ha molta più influenza del buon senso. </p>



<p>A luglio qualche <a href="https://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/bolzano-il-comune-ai-commercianti-aria-condizionata-chiudete-subito-le-porte-dei-negozi-1.3272620" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voce si è alzata</a> da parte del Sindaco e Assessora competente&#8230;ma è rimasta tale. Si sa che l&#8217;estate è estate anche a Bolzano e poi ci sono le elezioni meglio muoversi con cautela.</p>



<p>Prima o poi il conto da pagare arriva sempre ma alla fine il prezzo lo paghiamo anche noi cittadini visto che Bolzano è la città con l&#8217;inflazione più alta d&#8217;Italia. Forse tutto questo turismo, tutte queste porte aperte, tutte queste attrazioni centriste non stanno portanto tutto questo benessere&#8230;a pochi sicuramente sì.</p>
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