IT’S MERCATINO TIME (di Alessandra Fella)

Come orde barbariche sono infine giunti, e al grido “Senza segnale, scateniamo l’inferno!” sono arrivati a invadere la nostra città: sono i Turisti del Mercatino di Natale. Roba che Attila, al confronto, era un principiante!

I Turisti del Mercatino escono come formichine dai loro formicai motorizzati. Si riversano tra le bancarelle e, come formichine, fanno scorta di ogni ben di dio. Tornano a casa che potrebbero aprire un negozio di specialità sudtirolesi.
Come api, sciamano dai loro alveari su ruote per posarsi su ogni bancarella possibile e riempirsi di ogni sorta di amena inutilità.
“Guarda che bel set di accessori per camino in ferro battuto con decorazioni in cristallo di rocca!” “Ma tu non hai un camino!” “Beh, ma posso sempre usarlo durante le grigliate sulla spiaggia!”
“Guarda che bello questo copri-Bauernofen in lana di lama ricamato a mano dalla bis-bis-bis nipote di Ötzi!” “Ma… ce l’hai un Bauernofen a casa?” “Sì, beh… ma cos’è che è di preciso un Bauernofen?”

I Turisti del Mercatino sono quelli che riconosci subito: mentre tu, con 11ºC, giri col cappottino leggero lasciato aperto, loro approdano in città vestiti come per andare in Lapponia. Girano per il centro, trascinandosi dietro le valigie, intabarrati in tuta da sci, cappello e sciarpa triplo spessore, guanti a manopola e immancabili Moon Boot. Farebbero sudare anche un Eschimese solo a guardarli. “Ma… ci avevano detto che in montagna aveva nevicato!” “In montagna. Ma qui siamo in città!” “Ma perché? Bolzano non è su una montagna?”

I Turisti del Mercatino si muovono in branchi, in mandrie più o meno ordinate, in greggi lente e apatiche. E come le greggi, te li trovi piantati in mezzo alla strada. Immobili. Tetragoni. Quasi beoti. E ti tocca aspettare che qualche pastore di buon cuore li faccia spostare dalla carreggiata per poter procedere nella tua routine quotidiana.

I Turisti del Mercatino sono quelli che non camminano. Vagano. Errano ondivaghi e persi senza fare caso a nulla se non alle decorazioni natalizie. Vagabondano estasiati tra le bancarelle, sui marciapiedi, nelle piazze. E sulle strade. E sulle ciclabili. “Ah, ma è una ciclabile questa?” “No signora… a Bolzano ogni Natale dipingiamo di rosso una parte delle strade per renderle più natalizie. E quella disegnata non è una bicicletta. No. Sono palle di Natale!”

I Turisti del Mercatino sono quelli che, quando ti fermano per chiederti informazioni…: “Escusemuà… Bitteschòn… Noio volevàn savuar… l’indiriss… ja?” “Guardi che può parlare in italiano…” “Ah… ma parlate anche italiano qui?”

I Turisti del Mercatino sono quelli che devono provare ogni mezzo messo a loro disposizione dal mostruoso ingranaggio dell’Organizzazione Mercatino: bicicletta, trenino, carrozza, pony, mulo. E a te tocca fare lo slalom tra un cavallo e un vagoncino sperando di non piantarti contro un bus.
Novità di quest’anno, poi, il triciclo motorizzato, una specie di Ape dall’aspetto futuristico che ha la pessima peculiarità di riuscire a infilarsi in qualsivoglia pertugio. “Scusi? È questa la scorciatoia per Piazza Walter?” “No. Questo è il corridoio di casa mia!”

I Turisti del Mercatino sono quelli che, anche in mezzo alla folla, devono fare i selfie e le Stories per Instagram. Di solito con un’asta lunga un paio di metri per prendere meglio tutto il contesto natalizio. E tu, innocente passante, ti ritrovi con un cellulare in un occhio. “Eh… ma io devo fare le Stories!” “Non lo metto in dubbio. Ciò non toglie che il mio bulbo oculare non sia una palla di Natale!”

I Turisti del Mercatino sono quelli che, se per caso addobbi troppo bene il balcone di casa, te li ritrovi arrampicati alla ringhiera in modalità “Pupazzo di Babbo Natale attaccato alla scala” per fotografare le decorazioni.
O col naso incollato al vetro del tuo soggiorno per immortalare l’atmosfera natalizia di una vera casa bolzanina. Anche se tu hai la Sindrome del Grinch e il tuo albero di Natale consiste in un festone avvolto intorno a un cactus.

Per non parlare del temutissimo week-end dell’Immacolata.
Devo aggiungere altro?
Io vado a fare scorte di cibo, poi mi barrico in casa.
Forse ci rivedremo direttamente a gennaio!

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