Oggi siamo portati a pensare che con Photoshop (o similia) si possa fare di tutto. Cosa vera in effetti. Soprattutto però si pensa che una volta non fosse così. In realtà le tecniche di fotoritocco non nascono con Photoshop. Quest’ultimo ha semplicemente reso digitali e ovviamente più potenti le tecniche già esistenti. Ne avevo già parlato in questo post qualche anno fa.

Frequentando un gruppo Facebook che posta vecchie foto di Bolzano, perlopiù “tratte” da foto prese su Ebay, mi sono soffermato su quella che poteva essere una cartolina anni ’60 con una vista da piazza Mazzini, approssimativamente dal palazzo della Rai.

Guardando il Catinaccio/Rosengarten, uno dei miei soggetti preferiti mi sono subito reso conto che mancava qualcosa.

Le Torri del Vajolet che rendono poi iconica l’immagine della montagna stessa non ci sono. Sembrano proprio “limate via”. Dapprima ho pensato che potesse essere un problema di angolazione anche se pareva molto strano. Cercando su Google ho trovato un’altra vecchia foto dalla stessa angolazione e in effetti le Torri del Vajolet si vedono molto bene.

Come mai il fotografo avrà tirato via le torri? Forse un difetto del negativo, ai tempi non si scattavano decine di foto per ogni soggetto, o forse voleva eliminare le nuvole che spesso campeggiano sulle cime. Sicuramente non lo sapremo mai.

Di fatto è un bel esempio di ritocco dell’era pre-digitale e una dimostrazione che anche “una volta” ci si concedevano notevoli “licenze poetiche” in fotografia.

Chiudo con una serie di foto tratte dal mio photoblog che inquadrano il Rosengarten Catinaccio nelle sue varie sfumature. Tutte ovviamente con le Torri del Vajolet che rendono unico il profilo dello splendido massiccio dolomitico.

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